Le proposte di programma del PD per rieleggere Pepe sindaco. Presenti anche Cgil e Cisl

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Nostro servizio - “Era più che giusto fare il punto sul programma parlando finalmente di cose serie in questa campagna elettorale”: parole di Fausto Pepe, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra alle prossime Comunali, pronunciate questo pomeriggio, nel corso di un lungo incontro all’Hotel Italiano, organizzato dalla federazione provinciale del PD. Il tema: "I nostri valori, le nostre idee, le nostre proposte’. (VAI ALLA FOTOGALLERY). A dare il loro sostegno a Pepe c’erano il segretario provinciale del Pd, Erasmo Mortaruolo, il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, il deputato Costantino Boffa, nonché diversi esponenti e dirigenti del partito presenti in sala.

Presenti anche la Cgil e la Cisl con i loro segretari provinciali, Antonio Aprea e Attilio Petrillo. Non c'era invece la Uil e Pepe non ha mancato di rimarcarne l’assenza: “Starà parlando di programmi in altre sedi...”. Chiara l'allusione a Fioravante Bosco, segretario provinciale della Uil, spesso presente alle manifestazioni della coalizione di centrodestra, denominata Patto per il Territorio con candidato sindaco Carmine Nardone.

Tanti gli argomenti affrontati, partendo dalla green economy per passare all’Università, al ciclo rifiuti, alla Piattaforma Logistica, all’housing sociale...solo alcuni dei punti programmatici su cui Pepe punta in modo particolare.

“Le campagne elettorali – ha detto in apertura Erasmo Mortaruolo – si vincono con la buona amministrazione come quella che Pepe ha dimostrato di saper mettere in campo. Ora bisogna continuare concertando le azioni anche con le altre istituzioni, come ad esempio la Provincia, e le forze sociali. I partiti di centrosinistra in maniera compatta sostengono Fausto Pepe perché ama la nostra città ed ha anche un occhio di riguardo per le fasce più deboli”.

La parola è dunque passata ad Aniello Cimitile che ha evidenziato come il Partito Democratico “fa bene a parlare di questioni programmatiche, di ciò che è stato fatto e di quello che bisogna ancora fare. C’è, infatti, un tentativo di esproprio della campagna elettorale rispetto a questi temi anche quando coalizioni senza futuro, perché rose dalle competizioni interne, fanno finta di parlare di programmi, in modo del tutto scollegato dalla realtà. E’ questo l’esproprio che definirei dell’ ‘elisir di lunga vita’. Noi, al contrario, dobbiamo porre l’accento su cose concrete e il programma di Pepe, in tal senso, è ricco di suggerimenti”. Il presidente della Provincia ha quindi citato alcune delle questioni anche a lui care quali l’Università da difendere con la creazione di una Fondazione, il trasferimento tecnologico, il ciclo rifiuti, l’energia, lo sviluppo dell’agricoltura, lo sport e il turismo.

“E’ necessario che la campagna elettorale – ha aggiunto poi Costantino Boffa – sia piegata su questi temi, con approfondimenti per le forze sociali. Noi non partiamo da zero. Siamo la classe dirigente di questa provincia e di questa città da un po’ di tempo e molti dei nostri programmi stanno già vedendo l’attivazione. Le scelte fondamentali sono contenute in due documenti: di orientamento strategico del Comune e della Provincia. Ora bisogna chiedersi se esse vanno riviste o sono ancora valide. Al primo posto c’era l’apertura dei grandi mercati internazionali e Benevento è candidata ad avere una funzione di cerniera. Se non ci si crede più bisogna spiegare il perché”.

Il deputato ha anche fatto un riferimento a Pasquale Viespoli (nella coalizione Territorio è Libertà che fa parte del Pit) sostenendo che lo stesso “ne ha dette di cotte e di crude sulla classe dirigente del centrosinistra e sullo stesso Nardone definendolo 'strutturalmente inaffidabile'. Non è possibile (e qui Boffa si è riferito a Nardone, NDR) che il prestigio conquistato negli anni di militanza a sinistra sia trasportato dall’altra parte, da chi lo ha sempre osteggiato”.

Negli incontri delle coalizioni avverse un tema che ritorna spesso è quello della mancata realizzazione della Piattaforma Logistica. Boffa ha per questo deciso di dire la sua: “Senza uno sviluppo dei settori primario e secondario non ci può essere un terziario. L’industria è legata al trasporto e alla logistica, terreno di attrazione di investimenti. Il rallentamento che c’è stato deriva dalla crisi internazionale che ha colpito anche le grandi imprese e dal mancato avvio, al momento, della Napoli-Bari e del raddoppio della Telesina, due precondizioni senza le quali non ci potrà essere alcuna Piattaforma. Possiamo poi discutere della localizzazione e dell’ampiezza dell’area destinata allo scopo che può anche essere ridotta, in un primo momento. Io confermo però tale scelta che è produttiva. Se non saremo noi ad avere l’intelligenza di realizzarla lo farà qualcun altro. Già sono in corso altri studi di fattibilità ad Avellino e Foggia”. Proprio su quest’ultimo tema Boffa ha voluto precisare che gli investimenti per lo Studio di fattibilità sono stati solo privati, senza alcun esborso da parte del Comune di Benevento. “Benevento – ha dichiarato ancora il parlamentare – è una città aperta in tutti i sensi, ma non si potrà mai parlare di area metropolitana, cosa che fa Nardone. Saremmo ridicoli. La città, però, deve diventare capitale del Sannio”.

Fausto Pepe ha quindi fatto riferimento a quanto messo in campo nei 5 anni della sua Amministrazione, un lavoro da lui definito proficuo: “A Benevento mancavano tre precondizioni per la crescita: ambiente, infrastrutture e programmazione interna. Negli anni precedenti la città quali servizi veri aveva offerto? Pochi”.
Anche lui ha colto l’occasione per collegarsi al discorso di Boffa sulla Piattaforma Logistica: “Credo che il progetto sia stato volutamente male interpretato dai nostri avversari perché può portare reale sviluppo per tutti. Lo Studio di fattibilità si compone di ben 5mila pagine”.

Il candidato del centrosinistra ha parlato anche della realizzazione compiuta e da compiere di una ‘città dei beni culturali’: “Non bastava riqualificare qualche piazza nel centro storico, ma c’era bisogno di una progettualità più ampia, come il Polo culturale del Duomo. Da qui poi il progetto dell’Unesco. Nulla è stato casuale. Dopo anni, abbiamo scritto la carta urbanistica della città e abbiamo saputo ottenere i fondi del Più Europa che non erano affatto scontati come qualcuno vorrebbe far credere. A Napoli hanno perso 200milioni di euro, ad Avellino non sono riusciti a cantierare progetti. Ora noi già stiamo ragionando del Più Europa 2”.

Un altro tema affrontato è stato quello dello stabilimento Ex Monopolio Tabacchi di Via XXV Luglio. “Ne abbiamo immaginato – ha detto Pepe – diverse destinazioni d’uso, tra cui la creazione di un Ente Fiera, ma al momento l’opera è stata dichiarata incedibile dallo Stato al Comune di Benevento”.

Posto l’accento pure sul Polo delle Energie rinnovabili “che darà non solo la ‘classe A’ alla città, ma sarà anche un modo per fare turismo. Altro che qualche pannello solare sullo stadio Ciro Vigorito...”, un'idea di Nardone. E ancora: il progetto di housing sociale (alloggi da acquistare o fittare) “il primo di una città del Sud. Ciò vuol dire non solo realizzazione di volumetria da mettere a disposizione delle classi meno abbienti, ma anche recupero di immobili dismessi”. Un ultimo cenno il candidato sindaco l’ha posto sul depuratore “dal 1978 ad oggi non realizzato da nessuna amministrazione. Noi abbiamo i fondi per farlo”.

Come detto all’incontro erano presenti anche Cisl e Cigl. “Benevento si è impoverita – ha asserito Attilio Petrillo -, ma questo non è da addebitare a Pepe. Il governo regionale ancora non ha detto cosa intende fare del Sannio”. Antonio Aprea ha, invece, sottolineato come sia necessario dare risposte ai cittadini e soprattutto ai giovani e ha augurato a Pepe la vittoria elettorale. Entrambi i sindacalisti sono stati concordi nel chiedere una partecipazione maggiore dei sindacati nelle decisioni che riguardano la città.
Grazia Palmieri



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