22/03/2010 :: 18:8:35

Luminosa spiega ai candidati i vantaggi della centrale a turbogas


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La sede del Consorzio ASI di Ponte Valentino
La sede del Consorzio ASI di Ponte Valentino

Luminosa, la Società che gestisce il progetto di centrale a gas a ciclo combinato nella zona industriale di Ponte Valentino, a Benevento, comunica di aver inviato ai candidati a Governatore della Campania e ai candidati di Benevento e provincia al Consiglio Regionale un documento con cui si propone di avviare una riflessione comune sullo sviluppo dell’energia in Campania. Tra le tante tesi e affermazioni sostenute dalla società, emerge quella per la quale “il Ministero delle Attività Produttive ha chiarito nell’ultima Conferenze dei Servizi che tutte le osservazioni tecniche sollevate dagli enti locali (Comune e Provincia di Benevento) sono state analizzate e non sono ostative al rilascio dell’intesa favorevole”.

"Il 2013 è l’anno – scrive in esordio di documento Luminosa - in cui il deficit energetico regionale dovrebbe essere colmato grazie alla realizzazione di una serie di iniziative di rafforzamento della produzione sia nel campo delle fonti tradizionali che di quelle rinnovabili. L’energia è una questione importante per la Campania che tocca diversi aspetti: l’economicità e la sicurezza dell’approvvigionamento, il deficit tra produzione e consumo, la competitività delle imprese e le potenzialità occupazionali”.

Luminosa dice di se stessa di avere “le carte in regola per rappresentare una importante opportunità per contribuire all’azzeramento del deficit energetico e a una fornitura di energia sicura, non inquinante e a condizioni economiche vantaggiose. Per concludere l’iter di autorizzazione alla costruzione della centrale, Luminosa rimane in attesa della emissione formale dell’intesa Regionale, dopo che il Ministero delle Attività Produttive ha chiarito nell’ultima Conferenze dei Servizi che tutte le osservazioni tecniche sollevate dagli enti locali (Comune e Provincia di Benevento) sono state analizzate e non sono ostative al rilascio dell’intesa favorevole.

Il deficit energetico in Campania è conclamato e richiede misure urgenti anche per l’importanza dello sviluppo del parco energetico campano per l'intera economia del Mezzogiorno. Un rafforzamento delle fonti di energia rinnovabile, pur certamente necessario e auspicabile, non è sufficiente a colmare il deficit”.

“Secondo una autorevole fonte terza quale l’Istat – aggiunge Luminosa - la produzione interna lorda di energia elettrica dal 2001 al 2008 è complessivamente aumentata nel Mezzogiorno d’Italia, tranne che in Campania, che non rientra quindi tra le Regioni autosufficienti da punto di vista energetico nel nostro Paese. Nella regione la situazione è particolarmente critica con un deficit pari al 52,2% e nel Mezzogiorno si tratta dell’area con la produzione di energia più bassa in rapporto alla popolazione: 19,4 gigawattora ogni diecimila abitanti (rispetto ai 96,1 della vicina Puglia) (fonte: Istat)”.

Luminosa rende note poi alcune pronunce favorevoli all'insediamento: “Sono state inoltre numerose già dagli ultimi mesi dell’anno scorso le prese di posizione da parte di esponenti rappresentativi del territorio campano che hanno espresso parere favorevole a iniziative quali Luminosa, nel contesto di riduzione del deficit energetico. Tra questi: Giorgio Fiore presidente di Confindustria Campania; Maurizio Genito presidente Confapi Campania (attualmente candidato per l’Api al Consiglio Regionale, NDR) ; Costanzo Jannotti Pecci presidente di Federterme, Gaetano Cola commissario straordinario della Camera di Commercio di Napoli e presidente Unioncamere Campania; Emilio Alfano presidente della Confapi della Campania; Roberto Salerno ex presidente del Gruppo Piccola industria di Confindustria di Benevento e Lina Lucci segretario della Cisl della Campania”.

“In particolare queste personalità – specifica la società - hanno messo in evidenza l’importanza di Luminosa, visti gli elevati costi dell’energia per le imprese campane e la loro necessità di importare buona parte del fabbisogno energetico. Sono state anche evidenziate le opportunità che Luminosa può offrire in termini occupazionali”.

Molte, comunque, sono state anche le pronunce contrarie all’insediamento di Luminosa a Ponte Valentino, a cominciare da un odine del giorno votato dal Consiglio Regionale, dal Comune e dalla Provincia di Benevento, da comitati spontanei e associazioni ambientaliste e praticamente da tutti i partiti politici sanniti.

“L’occasione di realizzare una centrale a tecnologia avanzata, non inquinante e che contribuisca a un approvvigionamento energetico a condizioni vantaggiose – continua Luminosa - è dunque particolarmente concreta. La costruzione della centrale prevede un importante stanziamento complessivo, una parte consistente del quale verrà investita da Luminosa direttamente sul territorio. Si tratta di un significativo investimento interamente privato che non richiede nessun contributo pubblico. In termini locali sono inoltre previste, sia ai sensi di legge che per iniziativa della società, compensazioni per il territorio che andranno ad interessare gli enti locali.

L’energia prodotta da Luminosa, che sarà offerta al sistema delle imprese locali, agli enti e ai cittadini, potrà garantire inoltre vantaggi in termini di un forte risparmio sulle bollette. È previsto inoltre lo sviluppo di uno specifico programma per la fornitura di energia termica sotto forma di calore e/o vapore alle aziende presenti nel distretto industriale e nella comunità locale, per circa 20 MWth”.

Importanti anche i benefici sul fronte dell’occupazione e dell’indotto. La costruzione dell’impianto richiederà l’impiego di circa 300 persone. Con la centrale a regime sarà possibile offrire occupazioni stabili e posizioni qualificate per diversi profili professionali, anche elevati e generare un importante indotto per almeno 100 posti di lavoro per tutto il ciclo di vita della centrale (20 anni)”.

Di tutt’altro avviso, ovviamente, gli oppositori che temono l’impatto ambientale prodotto dalle emissioni che la centrale spargerebbe nell’aria e che ritengono l’energia prodotta non necessaria per l’economia sannita.

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