01/02/2010 :: 11:40:24

Max Fuschetto: la musica di frontiera e Popular Games


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Polistrumentista funambolico che avanza in equilibrio fra la musica classica e quella elettronica, l’oboista e compositore campano Max Fuschetto è da sempre dedito alla ricerca e alle cosiddette ‘musiche di frontiera’ e il suo percorso artistico eclettico e multiforme non ne è che un piccolo segno tangibile. L’oboe è stato il suo primo amore, ma il Diploma presso il Conservatorio di Benevento (con il massimo dei voti) e le varie esperienze artistiche nelle orchestre giovanili, non bastavano al musicista per un appagante e libero rapporto con la musica. Fin da giovanissimo era la composizione il suo interesse primario, manifestatosi subito come processo naturale e immediato, tanto da iscriversi anche al corso di composizione, “comprendendo però da subito”, ci racconta il musicista, “che per potermi esprimere compiutamente con la musica avrei dovuto prima viverla profondamente.”

Dopo aver percorso strade diverse, dai complessi di musica classica a quelli pop fino al jazz, Fuschetto ha infatti sempre coltivato la scrittura da solo, ricorrendo all’aiuto di qualche maestro per la soluzione di problemi specifici, come la scrittura per orchestra, e nel 2000 ha prodotto il suo primo lavoro ‘Red Bush’, un music theatre per sette strumenti e voce scritto a quattro mani con Pericle Odierna. All’anno seguente risale poi un’altra composizione del musicista campano, ‘Fase Rem’ per elettronica, eseguita anche all’Auditorium Parco della Musica di Roma. In collaborazione con il pianista compositore Girolamo De Simone, Fuschetto ha creato il Konsequenz duet, con cui ha portato avanti varie esperienze artistiche confluite nel 2005 nell’album live ‘Frontiere’, che rivisita la musica di frontiera da Brian Eno a Ryuichi Sakamoto con alcuni contributi originali.

Appassionato da una policromatica varietà di linguaggi musicali e attratto da musiche che “possiedono la liquidità e la circolarità dell’acqua”, il compositore campano pone l’accento sul fascino di brani che non appartengono alla tradizione occidentale, fondate sulla continua osmosi fra le modalità di combinazione sonora e le culture che le generano, “oppure quegli universi sonori provenienti dall’etere che si formano e svaniscono in una notte, lasciando una scia luminosa che mi ricorda che la musica può essere anche incorporea come il vento che fischia tra le canne”.
E’ un amante delle parole, il nostro Max, un musicista che ama “leggere, leggere, leggere! Ho bisogno della mia dose quotidiana di parole che definiscono i fragili contorni di realtà virtuali”, tanto che per lui anche la composizione rappresenta “un’avventura intellettuale a cui non so rinunciare”.

L’ultimo lavoro di Max Fuschetto ha solo pochi mesi di vita, ma già vanta un ottimo feed-back dalla critica. ‘Popular Games’, considerato dallo stesso compositore un punto di arrivo e allo stesso tempo di partenza, è un album di dodici tracce continuative, che incarna un’idea di musica che rifiuta la divisione netta per generi. “In Popular Games - i dice Fuschetto gli stili, i linguaggi e le idee vengono trattate con lo stesso principio e cioè il gioco combinatorio, che poi è uno degli scopi della composizione. Dodici tracce in cui si passa da forme musicali aperte ed estremamente stratificate come A Sud delle Nuvole e Fase Rem, in cui l’elettronica gioca un ruolo fondamentale, a strutture più semplici, quelle con strofa e ritornello ad esempio, in cui l’invenzione melodica e timbrica diventano invece dominanti”. L’amore per le parole torna poi in Valle Valle e Portami con te, dove il compositore ha lavorato su un elemento verbale nuovo, l’ arbëreshë, una lingua di alcune colonie albanesi presenti nel sud Italia, la cui cultura è ancora tutta da scoprire.

E ora? “Sto lavorando a un nuovo disco con la cantante Antonella Pelilli e il chitarrista Pasquale Capobianco e intanto porto avanti il sodalizio artistico con Girolamo De Simone che con la sua etichetta Konsequenz ha cooprodotto Popular Games”. E’ poi in arrivo un disco a firma del gruppo pop Ansiria con Irvin Vairetti e Pasquale Capobianco, in cui il nostro è coinvolto come strumentista.
E i sogni? “Beh, questa è una storia lunga!”, afferma Max. Ma ce ne sono, eccome. Del resto se si da un’occhiata alle parole che chiudono il diario contenuto nel booklet di Popular Games, si legge: “La mia mente si addentra nel regno dei sogni senza che me ne accorga” (da Kafka sulla Spiaggia di Haruki Murakami )… ‘rem phase’ è così vicina e i sogni sono dovunque ”.

Link: www.myspace.com/maxfuschetto

Carlotta Nobile

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