Meeting di AP. I moderati progettano l'unione per costruire una proposta credibile. Il racconto

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Meeting AP - Limatola Meeting AP - Limatola

Giornata ricca di appuntamenti quella che ha aperto il terzo meeting di Alternativa Popolare che  si interroga sul futuro dei moderati. Il partito Alfaniano, riunito a Limatola, prova a tracciare la linea Maginot dell’intera area centrista anche in vista delle prossime elezioni. “Mettere fine alla diaspora” è l’imperativo, “essere ago della bilancia” è l’obiettivo, “essere alternativa” è la possibilità che viene prospettata. Poi con De Luca il punto sulla sanità in Campania. 

A chiudere la giornata di incontri della “Festa Popolare” promossa da Alternativa Popolare ci ha pensato Vincenzo De Luca che parte analizzando il fugace incontro con la Lorenzin che lo aveva preceduto sul palco del Castello di Limatola. Ovviamente, al centro dell’intervento Unire i moderati. Era questo il titolo dell’incontro pomeridiano al Meeting di Alternativa Popolare. Incontro al quale hanno preso parte diversi esponenti dell’area centrista da Ignazio Messina segretario dell’Italia dei Valori ad Enrico Zanetti di Scelta Civica, Giuseppe De Mita dell’Udc, Clemente Mastella, Fabrizio Cicchitto e Stefano Caldoro.

Se la questione di fondo era, dunque, la costruzione di una nuova realtà politica, a tenere banco è stata invece l’assoluzione di Clemente Mastella con il sindaco di Benevento vive ora la sua ‘riabilitazione’ politica. Mastella trova poi il punto debole della politica proprio nella mancanza di discussione “se esprimi idee diverse all’interno di un partito sei fuori” e lancia alcuni moniti, dopo aver puntualizzato che non si candiderà alla prossima tornata elettorale. “Oggi quello che interessa alle persone è quello che tu puoi fare per loro” dice l’ex guardasigilli che poi torna sulla vicenda giudiziaria: “ho sofferto ma li perdono, sono un cattolico”.

Il discorso si fa poi tutto politico tra alleanza in Sicilia ed uno sguardo al passato. “Il consiglio che mi sento di dare agli amici di AP consiglio di chiudere accordo con 3% con il PD prima delle elezioni in Sicilia altrimenti se le cose vanno male si rischia di essere scaricati”. Mastella si dichiara poi favorevole allo Ius Soli e guardando a ciò che accade 10 anni fa aggiunge: “non fui io la causa della caduta del governo Prodi e spiace che oggi faccia finta di non commentare e su questo sono pronto a confrontarmi”. Tornando alla formazione di un’unica area moderata il sindaco di Benevento augura che qualcosa “si riesca a concretizzare anche se c’è confusione”.

Schietto Stefano Caldoro ex governatore della Campania oggi all’opposizione: “il governo delle larghe intese non mi spaventa soprattutto se poi questo porta a governare dei processi”. Parole quelle di Caldoro condivise in parte da Giuseppe De Mita che è però molto netto nel suo giudizio: “non esistono più i moderati. Oggi invece ci sono gli arrabbiati ed i delusi anche perché non esiste più la società del benessere. Il Partito Democratico ha perso la sua spinta maggioritaria e il centrodestra sembra essere scomparso dunque c’è l’esigenza di una proposta politica capace di mantenere l’equilibrio tra libertà e giustizia sociale”. Per Enrico Zanetti di Scelta Civica uno spazio di manovra c’è. “Ho incontrato Berlusconi – ha detto – è stato un confronto interessante, so quali saranno i temi che verranno trattati in campagna elettorale. C’è – ha aggiunto – anche la possibilità di una iniziativa politica fuori dagli schemi sia di PD che di Forza Italia ma è poco perseguita”.

La chiusura della discussione su una possibile “unione dei moderati” è toccata a Fabrizio Cicchitto che ha voluto ribadire la volontà di costruire “un’area di centro fondata su due punti: un garantismo a 360 gradi e che, dunque, valga anche per gli avversari e un’idea di governabilità”. Cicchitto poi non ha risparmiato qualche stoccata a Lega e M5S bollate come “forze eversive”. Poi aggiunge: “Siamo alternativi alla Lega di Salvini e al M5s e distinti dal centrodestra. Nella legge di stabilità, inoltre, non dobbiamo puntare ai bonus che non risolvono alcun problema ma concentrare tutte le risorse sul taglio del cuneo fiscale che dà respiro alle imprese e crea lavoro per i giovani”

Spazio anche per Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, che da Limatola dice: "I dati economici ci dicono che siamo usciti dalla crisi. È stato fatto uno sforzo enorme che ha dato importanti risultati. È una rinascita dell’Italia che è stata possibile grazie al contributo di Alternativa Popolare pagando un prezzo sia personale che di consenso, ma lo abbiamo fatto per il bene dell’Italia. Molte riforme, come quella della sanità, sono state scritte da noi: l’Italia esce da una profonda crisi con un sistema sanitario più solido. La prossima legge di stabilità sarà strategica. Dobbiamo puntare a una riforma fiscale che sia in grado di fare qualcosa di concreto. Dobbiamo investire su lavoro, educazione e sanità in modo da pensare ai giovani, agli anziani e alle future generazioni”.

Per Maurizio Lupi, “è necessario riunire insieme i moderati e mettere fine alla diaspora. Tutti i partiti di centro si sentono dei mandrake anche se piccoli, ma in realtà è l’unione che fa la forza: solo così riusciremo a mettere insieme una proposta seria, credibile ed efficace. Dobbiamo aggregarci per essere ancora più incisivi. Senza il centro in Italia non si vince. Noi ragioniamo sulla nostra identità non sulle alleanze perché il nostro obiettivo è dare risposte ai cittadini. Noi siamo quelli che si rimboccano le maniche e usano la ragione per proporre soluzioni realizzabili non chimere che, una volta che si arriva alla prova del nove del Governo, sono di fatto inattuabili. Chi propone soluzioni impossibili, come la Lega e il M5s, non fa altro che prendere in giro gli elettori”.

La sfida vera, secondo Vincenzo De Luca, per la Campania resta quella della Sanità (da poco De Luca è anche commissario) che dice: “Va riorganizzata”. Ha poi aggiunto: “Abbiamo punte di eccellenza ma anche situazioni di disorganizzazione e latrocinio che vanno spazzate via. L’intento è quello di uscire dal commissariamento (non quest’anno anche se i conti sono tornati apposto,ndr) e raggiungere i livelli nazionali di assistenza (LEA)”.

De Luca è apparso convinto: “Noi possiamo essere la prima regione d’Italia nell’ambito sanitario riuscendo a pagare anche entro un mese. Stiamo informatizzando tutto e smaltendo le liste di attesa. Anzi – ha rimarcato – abbiamo apposto il blocco per le operazioni ‘private’, viene prima la povera gente”. L’ex sindaco di Salerno passa poi a sciorinare dei numeri: “Dall’inizio dell’anno avviamo effettuato 45 trapianti di fegato al Cardarelli, tra un mese al Pascale saranno eliminate le liste d’attesa per quanto riguarda la radiologia e investito 100 milioni di euro nella ricerca contro il cancro: puntiamo ad un vaccino. Persi 12mila posti di lavoro nel comparto ma avevamo 6mld di euro di debiti, abbiamo dovuto effettuare dei tagli lineari. Ora però c’è lo sblocco delle assunzioni per 2-3 mila posti”.

Altro tema fondamentale è quello della mobilità. “La viabilità demandata alle province sta cadendo letteralmente a pezzi. La Regione ha finanziato opere sia in Irpinia che nel Sannio ma su questo aspetto anche il Governo deve dare una mano”.

Sul palco con De Luca anche Umberto Del Basso De Caro sottosegretario alle Infrastrutture. “Da 4 anni sono ben 5 i miliardi che il Governo mette a disposizione delle Regioni per la mobilità. In Campania per l’EAV sono stati stanziati anche 600milioni. La situazione è drammatica ma abbiamo affidato ad Anas, con un decreto, alcune importanti arterie come la Fondovalle Isclero, la Tangenziale Ovest di Benevento e l’ex Fortorina”. 

Michele Palmieri



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