Mezzogiorno Nazionale: "E' il funerale del Cinema Massimo"

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Si è aperto un dibattito, in città, sul futuro degli spazi culturali e sui luoghi che svolgono tale funzione. Strade? Piazze? Oppure i classici luoghi deputati, come i teatri.

Il Cinema Teatro Massimo di Benevento è diventato oggetto di attenzione da parte dell'amministrazione comunale che ha manifestato l'interesse ad acquisirlo. Intanto si è accesa la polemica per alcune dichiarazioni dell'assessore alla cultura, Picucci. Sul punto si inserisce Mezzogiorno Nazionale. "Del Vecchio ha ragione" - dichiara Federico Paolucci, Coordinatore di Mezzogiorno Nazionale - "gli spazi culturali non sono solo i vicoli le stradine e le piazze. E il 'mi dispiace' del suo successore alla cultura Picucci è troppo poco, troppo arrendevole. Purtroppo, anche il Sindaco inconsapevole 'si dispiace'. Quei 'mi dispiace' suonano come una resa, come di chi pensa già: ma, alla fine, che possiamo farci? E tale resa è comprensibile solo attribuendo al preventivo cordoglio, come se già fossimo a tumulazione avvenuta, il senso di chissenefrega".

Per Paolucci, quindi, la questione del Massimo non può essere liquidata come un affare esclusivamente privato. "Che sia una attività privata in proprietà privata" - aggiunge infatti Paolucci - "è fuori discussione. Tuttavia questo è uno di quei casi in cui il legittimo interesse privato si trova a confine non solo con la nostalgia del tempo che fu, ma con la natura oggettivamente pubblica, sociale e culturale di quegli spazi. Certo, non può essere criticata la proprietà, che legittimamente (ed immagino con il sapore amaro della sconfitta dell'impegno di una vita, anche a prescindere dalla prospettiva di un vantaggio economico) cerca di trovare un ruolo ed una funzione ad uno spazio che non è più sostenibile". 

Paolucci continua ancora interrogandosi "L'Eliseo a Roma è uno spazio pubblico? E tutti i vecchi cinema cittadini che stanno riaprendo a Bologna, Parma e Milano grazie all'interessamento del Comune, solo per fare degli esempi, sono pubblici o piuttosto sono realtà nelle quali ci si è resi conto che, al di là della proprietà, è interesse pubblico mantenere storia tradizione, tessuto cittadino sociale? E cultura! Che sia quella della luna piena o di Brecht. Che sia Salemme o Shakespeare non è questo il punto, ora. Questo è un banco di prova per la comunità. Che si trova di fronte ad un impegno difficile: quello di misurarsi con la sfida di conciliare l'interesse pubblico con quello privato, senza che sia solo l'interesse pubblico a perderci".

Il coordinatore di Mezzogiorno Nazionale, infine, non risparmia di critiche il primo cittadino. "Della situazione - aggiunge - se ne deve essere accorto anche il Sindaco inconsapevole. Al quale, dopo la sua disarmante dichiarazione al Mattino, con la quale esprimeva laconicamente le sue condoglianze, devono aver spiegato che non se la poteva cavare con un addio con lacrima e fazzoletto bianco alla Dallamericaruso, perchè lui è il Sindaco. E che già in passato il Comune era intervenuto con apposite convenzioni, proprio per supportare la sostenibilità del Cinema Massimo, che nell'epoca centrifuga delle multisale era proibitiva. E così è arrivata, a ruota, una nota dell'Amministrazione che si impegna ad attivare fondi regionali. Già preannunziando che però tali fondi non sono destinati a tali interventi. In ogni caso e per favore, illustri amministratori, ricordate più spesso a Mastella che è lui il Sindaco, perchè se ne dimentica anche per le questioni squisitamente pubbliche, vedi Amts e rifiuti. E che non può dedicarsi allo spettacolo ed agli spettacoli solo quando i riflettori sono accesi. Perchè, parafrasando il titolo di quella vecchia trasmissione sul cinema, (appunto) "Odeon": tutto fa spettacolo. E che, essendo la sua principale vocazione, è suo dovere occuparsi di spettacolo anche ora, quando i riflettori si stanno spegnendo sul Cinema Teatro Massimo". 



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