
“Italiani mafiosi”, “Indiani sottosviluppati”: il caso della Enrica Lexie che ha visto coinvolti i due soldati italiani accusati di aver sparato ed ucciso due uomini a bordo di un peschereccio lo scorso 15 febbraio, ha davvero scatenato sul web, come ha riportato anche sul suo blog "Feluche" Vincenzo Nigro nelle pagine web di Repubblica, "una guerra fra ignoranti che però sarà molto difficile gestire con gli strumenti della politica e della buona diplomazia".
In realtà si tratta di una situazione molto ingarbugliata che presenta molteplici e sorprendenti sfaccettature, argomento fin troppo delicato e complesso per essere ridotto ad una "guerra da tastiera" in perfetto stile calcistico. Per dare un'altra idea di quanto sia sorprendente la faccenda basta confrontare i siti di informazione italiani con "The Times of India": se nei primi c'è la giustificata e crescente preoccupazione per la sorte dei due marò italiani coinvolti (rischiano la pena di morte), sulla homepage del maggior quotidiano indiano la notizia non è neppure riportata. In India ci sono tantissimi italiani che vivono e lavorano, come Nicola De Maria, beneventano trapiantato nello stato del Maharashtra (tanto per capirci quello con capitale Mumbai) da quasi un anno per motivi di lavoro. Noi de "Il Quaderno.it" ci siamo affidati ad un sannita che vive sul posto per meglio misurare il termometro della tensione nel Kerala.
'I MILITARI ITALIANI OGGETTO DI CAMPAGNA ELETTORALE'
"Questo vuole solo essere un modo per capire il contesto in cui la vicenda ha luogo e non una dichiarazione a favore o di colpevolezza" ha subito tenuto a precisare Nicola: "Un po' di Geografia Politica non fa mai male e comincerei da questa per cercare di sbrogliare l'argomento. L'India è uno stato federale che ha 28 stati ed altre forme minori di ordinamenti. E’ il secondo stato più popoloso del mondo con 1,2 miliardi di abitanti. Per intenderci l'evento di cui sono pieni i giornali italiani è accaduto nel Kerala uno stato del sud est dell’India lontano 2mila Km dalla capitale New Delhi (la stessa distanza che c’è tra Napoli e Londra). Questa precisazione che può sembrare stonata è essenziale per capire come difficilmente la questione potrà essere sbrogliata nella sola capitale. Questa nazione che vive di enormi progressi ed ancor più grandi contraddizioni è il paese dove al più alto numero di ingegneri si oppone il più alto numero di analfabeti, alle gigantesche corporation made in India (Tata, Mahindra, ecc.), la percentuale sconfortante di poveri. E’ un paese dove la medicina è all’avanguardia mondiale ma dove non sono state debellate la poliomielite, il colera, la lebbra e il tifo".
Ed ora a noi. Al fatto. Ai nostri connazionali arrestati: "Tutto gira intorno a due questioni altrettanto pericolose - ha aggiunto - la politica interna e la politica estera. Come noto l’India gode altresì del primato di essere la più grande Democrazia del mondo e come in tutte le Democrazie si vota. La campagna elettorale se pur più rumorosa e colorata della nostra (stenterete a crederlo ma ve lo garantisco) si sviluppa su binari che conosciamo molto bene: promesse che non andranno mantenute e demonizzazione dell’avversario".
Perché questo discorso sulle elezioni? "Perché nel Kerala - ci risponde De Maria - in questi giorni si chiude la campagna elettorale per le elezioni politiche locali che si terranno il prossimo 18 marzo. I nostri militari sono divenuti oggetto di campagna elettorale o meglio un mezzo per screditare il forte “Partito del Congresso Indiano” guidato dall "italiana" Sonia Gandhi". Follia? This is India! Questa è l’India ma a pensarci bene è un “metodo Boffo” in salsa piccante e più pericoloso: "Avendo avuto l’esperienza di vivere la tornata elettorale la settimana scorsa nello stato del Maharashtra - ha proseguito - ho capito qualcosa in più. In India il voto si compra per nulla e l’insoddisfazione verso la classe politica locale è tale che la classe media non va a votare pur rischiando di perdere il diritto di voto. Risultato? Le elezioni le vincono i ricchi che possono comprare i voti dei poverissimi per poche rupie e la classe dirigente è fatta da corrotti".
Insomma, le manifestazioni di protesta contro gli italiani nel Kerala sono solo campagna elettorale?
"Qualche malizioso direbbe che sono persone pagate dai partiti per fare campagna elettorale come i pensionati davanti al tribunale di Milano che urlavano “che Ruby era la nipote di Mubarak”. A farne le spese però potrebbero essere i ragazzi Italiani coinvolti perché il clima non è certamente quello adatto per capire davvero cosa sia successo nell’Oceano Indiano. Quale politico si prenderebbe la responsabilità e la ricaduta elettorale di lasciare andare l’Occidentale invasore che viene ad uccidere a casa nostra? Non importa sapere se sono colpevoli, sono un’arma e come tale vanno usati".
'L'INDIA MOSTRA I MUSCOLI, L'ITALIA PESO SPECIFICO BASSO'
Nessuna sensazione di pericolo crescente nei confronti degli italiani che vivono in India, ma un quadro politico in continuo fermento, anche nei nostri confronti...
"Siccome era troppo semplice aggiungiamo un fatto nuovo: la politica estera e la voglia di potenza di questa nazione/continente. L’India negli ultimi anni è cresciuta a ritmi “cinesi” strappando la “I” nella denominazione dei paesi di “nuova industrializzazione” che stanno trainando la crescita mondiale dell’ultimo decennio i così detti “BRIC” (Brasile, Russia, India e Cina). Il problema e che la “I” e La “C” sono troppo vicine non nella parola ma nei fatti. Le tensione tra i due paesi non è sono solo di natura commerciale ma sempre più di natura militare ed il terreno di scontro è il mare. La Cina considera il mar cinese meridionale come il "mare nostrum" dei Romani e non accetta interferenze esterne. L’India non può nulla contro i ben più forti vicini ed allora guarda ad occidente, a quella parte di oceano essenziale al traffico navale mondiale ma che è anche infestata dai pirati. Ancora una volta perché questo preambolo? Perché l’India è un paese super militarizzato (visti i vicini Cina, Pakistan, Iran non avrete difficoltà a credermi) in cui la componente dell’esercito è essenziale e prova a mostrare sempre più i muscoli su scala globale. E noi? Noi siamo la vecchia Europa, i vecchi colonizzatori ora alle prese con la crisi finanziaria. L’India mostra i muscoli all’Occidente, la classe dirigente indiana vuole dare un’immagine di sé nuova e capace di tenere testa alle potenze Occidentali. Gli indiani ritengono che il fatto sia di giurisdizione Indiana e vogliono che come tale “i colpevoli” paghino il conto in India, se sono Occidentali è anche meglio perché si dimostra ancora una volta che qui gli stranieri ora solo sono ospiti. Purtroppo i commenti agli articoli in rete relativi a questa vicenda sono tutti su questa lunghezza d’onda: facciamo pagare quello che devono ai soliti occidentali arroganti. La nuova India ritiene di aver già dato troppo all’Europa e non è più disposta a concedere nulla. Gli indiani la pensano così". Senza tralasciare un piccolo particolare: "L’Italia - ha chiosato Nicola - è tra i grandi paesi europei quello che ha inferiori scambi commerciali con l’India ed il quadro è pronto. Il nostro peso specifico è basso e speriamo che ancora una volta sia l’Europa “Unita” ad intercedere per noi presso “i nuovi ricchi” affinché “concedano clemenza”. E’ questo che vogliono, probabilmente è quello che gli daremo".
This is India! Questa è l’India.
Gaetano Vessichelli