Nel 2018 sono le commodities il miglior investimento?

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Quando si parla di modi per investire i propri soldi, la maggior parte delle persone pensa immediatamente alle azioni, spesso come prima ma anche unica opzione. In realtà, nel mondo degli investimenti finanziari esistono diverse alternative e le materie prime rappresentano una di queste: vengono chiamate commodities e sono una opportunità da non sottovalutare per diversificare il proprio portfolio.

Secondo diversi investitori e guru della finanza, le materie prime presentano diversi vantaggi. In particolare, Jeffrey Gundlach, fondatore della società di investimenti DoubleLine Capital e autorevole voce del settore, afferma che questo è momento giusto per investire in commodities. Anche l’investitore e gestore di fondi Paul Tudor Jones ha dichiarato che in questo periodo di espansione economica negli Stati Uniti preferisce possedere commodities piuttosto che azioni.

Ma cosa sono esattamente le commodities? Si tratta di asset fisici, cioè con un bene reale che viene effettivamente scambiato sui mercati, come ad esempio l’oro, l’argento, il rame il petrolio o il gas. Ci sono poi le cosiddette “soft commodities” che sono rappresentate dalla farina, dallo zucchero e dai cereali, ma vengono negoziati anche il tè, il caffè, il cacao e le carni come la pancetta di maiale. L’aspetto interessante è la relativamente bassa correlazione delle materie prime con le azioni, quindi se queste ultime crollano, il valore delle commodities non necessariamente cala. Anzi, spesso le materie come i metalli preziosi vengono considerate dei beni rifugio per eccellenza.

Per l’investitore indipendente intenzionato a investire in materie prime e beni di consumo le possibilità offerte dai mercati d'affari sono principalmente tre: si possono comprare direttamente i beni fisici, oppure le azioni di aziende che operano con materie prime o, infine, si può investire attraverso un fondo o un trust. 

La prima opzione consiste nell’acquistare fisicamente un bene e nel tenerlo per un certo periodo di tempo (solitamente medio-lungo). Ad esempio, si può comprare dell’oro sotto forma di lingotti o monete: questo, però, può essere costoso non solo nella fase di acquisto ma anche poi nel corso dello stoccaggio ed eventualmente dell’assicurazione. Questo tipo di investimento potrebbe rivelarsi impegnativo soprattutto per piccole quantità acquistate.

L’investitore indipendente potrebbe allora optare per la seconda opzione, cioè l’acquisto di azioni di compagnie che trattano principalmente materie prime. Se ad esempio si volesse investire nel petrolio, si potrebbe valutare l’acquisto di azioni di aziende come British Petroleum (BP), Shell (Royal Dutch Shell) o ExxonMobil. In questo caso, però, l’investimento sarà soggetto alle fluttuazioni del mercato azionario con i conseguenti maggiori rischi connessi.

L’ultima modalità, cioè quella che prevede un fondo di investimento, rappresenta un modo abbastanza semplice di entrare nel settore. Negli ultimi anni si sono ampiamente diffusi gli ETP (Exchange Traded Products) e gli ETC (Exchange Traded Commodities). Questi strumenti garantiscono anche un buon livello di diversificazione sia tra diverse compagnie dello stesso settore che tra settori differenti.

Con un occhio al mercato italiano, oltre alle classiche commodities di cui abbiamo parlato in precedenza si possono individuare alcuni beni tipici della nostra area. In particolare, l’olio d’oliva può essere considerato una commodity su cui puntare. Il prezzo dell’olio d’oliva è stato ed è tuttora molto influenzato dalla crisi della produzione avvenuta negli ultimi anni a causa di una malattia degli olivi, la xylella, che ha determinato una diminuzione della produzione. Nello specifico, l’olio italiano ha visto aumentare il proprio prezzo medio fino al 65% in più rispetto a quello spagnolo e a quello degli altri paesi produttori che si affacciano sul Mediterraneo.

Ma alla fine la decisione su quale materia prima puntare è una scelta personale del singolo investitore. Il mercato delle commodities è così diversificato che si possono impostare strategie davvero molto diverse tra loro.



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