
Presto nelle librerie ci sarà l’opera prima di Nuccio Franco, giornalista freelance di Telese, dal titolo
‘Nevè Shalom – Wahat al-Salam’. Il libro - disponibile anche in formato telematico all'indirizzo www.colibrigds.com - è un omaggio all’omonimo villaggio creato negli anni ’60 grazie all’iniziativa del padre domenicano Bruno Hussar e che oggi rappresenta un modello di cammino comune, interculturale, nel tentativo di andare oltre i conflitti per promuovere la pace e la comprensione, consentendo la completa espressione dell’identità di arabi ed ebrei. L'italiano Jan e la musulmana Safiyya sono due amici inseparabili ed il reciproco vissuto è legato da un sottile quanto forte filo conduttore. Insieme, riescono a coronare il sogno più grande, ossia contribuire al dialogo nel villaggio di Nevè Shalom – Wahat al-Salam, in Israele. In questa suggestiva realtà, ebrei ed arabi israeliani, musulmani e cattolici, hanno intrapreso un cammino comune nel tentativo di andare oltre conflitti e incomprensioni. Superare le vicendevoli diffidenze in virtù di un progetto comune, condiviso, frutto della mutua accettazione la base di un sogno. Due popoli, una sola volontà: la pace. Jan decide così di vivere quell’esperienza con lei, certo che saprà condurlo sulla strada della reciproca accettazione con la sensibilità di cui solo lei è capace. Raggiungono Yoshua, uno dei volontari e compagno di Safiyya, ebreo con alle spalle un passato turbolento che li aiuterà ad inserirsi nella nuova realtà. Presto, le vite dei tre cominceranno ad intrecciarsi ed il rapporto a consolidarsi attraverso le esperienze quotidiane. La visita di Beer Sheba, di Hebron, la nuova Berlino, l’incontro con l’anziano signore che aprirà loro il proprio cuore raccontando ad essi della nipote che aveva intrapreso la strada senza ritorno del martirio, la visita di Gerusalemme che guardano attraverso gli occhi e la fede dell’altro e l’esperienza al villaggio saranno tutti elementi che trasformeranno il loro rapporto in un’amicizia senza eguali, scevra da pregiudizi. Il darsi incondizionatamente agli altri farà maturare in essi una nuova consapevolezza e li porterà a guardare al futuro in maniera diversa, con rinnovato ottimismo nelle capacità degli uomini. Trascorrono i mesi e per Jan giunge il sofferto momento del commiato alleviato parzialmente dal pensiero che, ormai, le loro vite non si sarebbero mai più separate. Rientrato a Roma, dopo alcune settimane Jan riceve una lettera da Safiyya; si erano trasferiti in Marocco e li avevano ricominciato una nuova vita, sostenuti dall’amore e dal rispetto reciproci. E da un figlio, coronamento di un amore che va oltre i pregiudizi.