
Sono passati solo pochi mesi dal nostro ultimo incontro e tutte le prospettive degli Oniric sono state pienamente soddisfatte. Dopo i primi demo, “Suggestioni” e “Boulevard Cinéma”, ecco che il 15 ottobre è uscito per l’etichetta spagnola Caustic Records “Cabaret Syndrome”, primo album della band sannita nata nel 2005 dalla sinergia fra i suoni oscuri e malinconici di Carlo De Filippo e le soluzioni melodiche di Gian Vigo. Un passo importante per gli Oniric, che da anni portano avanti una musica che è efficace intreccio fra dark e pop, in grado di creare atmosfere sognanti ed eteree con qualche influenza elettronica, e che con “Cabaret Syndrome” si sono inoltrati in una ricerca melodica talvolta vestita di nostalgia e avvolta da un ammaliante velo di decadenza. Atmosfere apocalittiche, retro e futuristiche: questi i tasselli che si fondono in questo primo album degli Oniric per “aprire cancelli celestiali, passare attraverso di essi e svanire nell’etere”, come si legge anche nel comunicato stampa inviato dalla stessa Caustic Records.
“Cabaret Syndrome” ha poco più di un mese di vita, eppure già molte sono le recensioni positive di questo magico e poetico lavoro, realizzato con la preziosa presenza della eterea voce di Simona Giusti, con cui il duo beneventano aveva già collaborato in occasione di varie esperienze artistiche.
Questa “rara perla di delicata bellezza”, come l’album è già stato definito dalla critica, offre una musica raffinata e affascinante, di intime suggestioni, da assaporare tutta d’un fiato e ad occhi chiusi, in grado di condurre l’ascoltatore verso un mondo parallelo in bianco e nero, attraverso un crescendo continuo, un invisibile ma percepibile climax ascendente che aumenta di intensità e raggiunge il culmine proprio nel finale.
Nove tracce dai titoli magneticamente evocativi, con testi in francese e inglese nati da sensazioni spontanee e temporali che parlano di morte, benedizione, decadenza, amore e odio, il tutto unito ad un lavoro di alto livello anche grafico, con fotografie in bianco e nero che rimandano ad atmosfere di inizio secolo scorso e un tripudio di rossi nell’immagine di copertina. C’è chi ha associato “Cabaret Syndrome” alla musica degli Spiritual Front, ma quello degli Oniric è senza dubbio un approccio diverso, più classico, con un sound in cui tastiere, synths, chitarre, basso e voce si fondono in una sorta di musica da cabaret “post-apocaliptica” con influenze (neo)folk.
C’è un gusto melodico raffinatamente antiquato, un’atmosfera da ‘vecchio teatro’ che si respira tutt’intorno mentre si ascolta questo album per il quale, come qualcuno ha detto, “verrebbe voglia ogni volta di premere ancora play”. 33 minuti di una musica eclettica e affascinante, unitaria e omogenea pur nella sua varietà, un “album imperdibile” di cui la critica del settore è assolutamente soddisfatta.
Finora, dunque, solo cose positive per la neonata creatura degli Oniric, già apprezzata e stimata a solo un mese dalla sua uscita. Solo una cosa da sottolineare. Come si legge giustamente nella recensione pubblicata su www.darkitalia.it , “non sia mai che in Italia qualcuno si degni di produrre buona musica...”. Ma questa è un’altra storia.
Links: www.myspace.com/oniricband
www.oniricband.org
Carlotta Nobile