28/08/2010 :: 15:43:32

Ospedale Rummo, Cimo - Asmd: no allo spostamento del Trauma Center


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Ospedale
Ospedale "Rummo"

Il vice presidente nazionale Cimo-Asmd (onfederazione Italiana Medici Ospedalieri), Guido Quici, in una nota afferma che “il Piano Regionale Ospedaliero approvato di recente, oltre ai già noti tagli alle strutture della nostra provincia, ha improvvisamente eliminato dall’Azienda Ospedaliera Rummo, il Trauma Center deputato ad accogliere i gravi traumatizzati delle province di Avellino e Benevento.

La struttura è stata assegnata all’Azienda Ospedaliera di Caserta quale Centro di riferimento per le tre province con spostamento del baricentro rispetto ad una vasta area geografica particolarmente disagiata in termini di collegamenti stradali con gravi implicazioni sulla sopravvivenza dei pazienti. Solleviamo la questione non per mero campanilismo ma semplicemente per un problema di evidente tempestività di intervento che, in talune situazioni, rendono fondamentali anche solo pochi minuti che diventano preziosi se il collegamento tra territorio ed ospedale è più efficace rispetto ad un trasferimento da Aziende Ospedaliere.

Riportiamo solo alcuni dati utili a far comprendere più a fondo il problema venutosi a creare: il Rummo già da alcuni anni ha adottato un percorso clinico-assistenziale completo dedicato al trauma grave che prevede l’applicazione di tutte le procedure necessarie alla corretta gestione del paziente tanto è vero che, si rileva un tasso di mortalità per trauma grave presso la rianimazione è del 15,9% (media nazionale 16,5% e regioni del Sud 25%). In particolare uno studio dell’Istituto Mario Negri evidenzia come, oggi, il rischio di morte per gravi traumi nel meridione è più alto del 60% rispetto alle regioni del Nord.

Inoltre il Rummo è dotato di una radiologia interventistica che negli ultimi 18 mesi ha effettuato, in urgenza per emorragie pelviche traumatiche, 21 procedure angiografiche e di embolizzazione (il Cardarelli ne ha effettuati 28 in 5 anni).

L’A.O. Rummo, inoltre, è dotata di rianimazione generale, neuro rianimazione, neuro radiologia, radiologia interventistica, chirurgia vascolare, chirurgia maxillo-facciale, neurochirurgica ed ortopedia e traumatologia. Quest’ultima struttura è considerata centro di riferimento regionale per il trattamento della fratture del bacino e vanta una casistica di ben 86 trattamenti definitivi. Di recente, addirittura, ha iniziato la stabilizzazione di alcune fratture di bacino con tecniche mini invasive sotto guida TAC (unica struttura in Italia).

Della neurochirurgia e neuro rianimazione è superfluo sottolineare l’importanza ma, soprattutto, la consolidata esperienza nel trattamento dei traumi, solo nel 2009 sono stati chirurgicamente trattati, nell’immediato, circa 100 traumi gravi del cranio e del midollo spinale.

Tutto questo è oggi garantito da un ospedale capace di affrontare i gravi traumi (il Rummo) e che pertanto non necessita di finanziamenti. Ed, allora, ci chiediamo: ha senso eliminare ciò che funziona ed investire risorse su ciò che dovrà essere attivato; ha senso prevedere un Centro Traumi in base alla sola densità della popolazione e non in base al contesto orografico?”.

“La Cimo - Asmd – conclude Quici - che da sempre tutela la sicurezza dei medici e dei pazienti, chiede che tutte le forze politiche locali si facciano carico di un problema di estremo interesse sociale e di rilevante importanza che riguarda la nostra gente e, purtroppo, soprattutto i nostri giovani (la fascia di età più colpita è compresa tra i 10 ed i 30 anni). Non abbiamo nulla in contrario che si attivi un Trauma Center a Caserta ma, certamente, abbiamo tutto l’interesse che il Rummo rimanga HUB di riferimento interprovinciale così come previsto nella prima stesura del Piano Ospedaliero. Si tratta semplicemente di ratificare ciò che già esiste. La CIMO-ASMD chiede ai politici locali un intervento deciso nelle sedi istituzionali e si dichiara disponibile per ogni necessario supporto tecnico”.

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