
La commissione giuridica del Parlamento Europeo, guidata dal democratico Luigi Berlinguer, ha invitato il presidente dell'assemblea a chiedere chiarimenti allo Stato Italiano sulla vicenda giudiziaria che ha interessato Clemente Mastella. E' stato lo stesso leader dell'Udeur ad annunciarlo in un colloquio con la giornalista Angela Freda pubblicato questa mattina a pagina 11 del Corriere della Sera.
"In una nota inviata al ministro della Giustizia, Angelino Alfano – spiega l'europarlamentare del Pdl -, si chiederà perchè la mattina del 16 gennaio 2008 i carabinieri inviati dalla Procura di Napoli, dopo aver cercato mio figlio Pellegrino nella mia casa romana, e non avendolo trovato perchè domiciliato altrove, invece di andar via abbiano fatto rimanere uno di loro per tre ore a perquisire l'appartamento. Una roba da dittatura fascista. Persino Sergio Cofferati (ex segretario generale della Cgil e sindaco di Bologna, Ndr), presente in commissione giuridica a Strasburgo, ha ammesso con correttezza che, se questi sono i fatti, è una grave violazione“.
Mastella, nelle dichiarazione al giornale di Via Solferino, ha parlato anche del malore che ha colpito la moglie Sandra Lonardo che si trova a Roma perchè sottoposta al divieto di dimora in Campania e nelle province limitrofe. Il marito era fuori Italia ma mercoledì ha cercato di soccorrerla a distanza: Ho telefonato al Senato, dove sia io che Sandra abbiamo diritto a un'assistenza sanitaria. Il medico le ha fatto una flebo e l'ha trovata in condizioni fisiche e psicologiche disastrose. E' dimagrita, depressa. In ospedale ci andrà lunedì per gli accertamenti, ma da questo momento la difendo io. L'hanno esiliata come una delinquente. Non può più entrare nella sua casa di Ceppaloni. Le sto vicino, ma lei avrebbe saputo farlo meglio. Sarà un Natale tremendo, e non ci aspettiamo nulla. I torroncini? Solo per noi e gli amici veri“.
A prendere posizione sulla vicenda giudiziaria di Sandra Mastella ci pensa anche il giornalista Antonio Macaluso con un commento pubblicato a pagina 14 del Corriere della Sera e intitolato "L'inchiesta su Sandra Lonardo: se l'esilio diventa una condanna“. Il giornalista invita tutti "a non dimenticare il civile principio in base al quale si è innocenti fino a prova contraria. Una regola garantista che dovrebbe mettere al riparo qualsiasi indagato da misure e atteggiamenti che di fatto condannino una persona assai prima che sia celebrato anche solo il processo di primo grado“.