
Nostra servizio - Non solo Viespoli e la De Girolamo si stanno scontrando tra loro, oramai giunti ai toni e ai contenuti offensivi, ma gli elettori e i simpatizzanti del PDL in questo febbraio hanno anche un’ulteriore preoccupazione: chi dovrà cercare di “stabilizzare” la situazione, alla vigilia della campagna elettorale per le Regionali, dovrà essere il coordinatore campano Nicola Casentino, quello delle dimissioni irrevocabili, ritirate dopo 24 ore.
Il sottosegretario e la coordinatrice provinciale non si sono mai piaciuti e si sono sopportati a stento, pure con scontri pubblici dai toni esasperati. Ma negli ultimi due giorni si sono avvicendati, sulle pagine del Mattino, con frasi e giudizi reciproci che, solitamente, neanche ai più acerrimi avversari si riservano.
Nunzia De Girolamo su Pasquale Viespoli ha detto: “Il sottosegretario è a capo dei ‘rivoltosi’ (14 consiglieri comunali e provinciali che l’hanno contestata su come ha gestito la vicenda candidature regionali, NDR). Il PDL è il partito della gente, degli elettori, degli eletti, dei dirigenti, non è una proprietà privata di Viespoli. Capisco che in passato non si rispettavano regole, statuti, territori, ma oggi è un’altra storia… E non consento assolutamente che il caporale di turno detti la linea per creare artatamente dissidi. Non esiste solo il partito della città, ma un PDL che nei comuni del Sannio è protagonista…
Quando leggo che Viespoli avrebbe proposto due candidati della città è chiarissimo che per lui il PDL finisce a Ponticelli”. Quest’ultimo è il quartiere beneventano dove è vissuto e abita Pasquale Viespoli!
Nunzia De Girolamo spara proprio ad alzo zero e adombra, per i competitori interni, anche “accordi sottobanco" con l’avversario. Dice che la parte del PDL che la contesta continuamente e quasi su tutto tace invece sullo strapotere del segretario provinciale del PD (Umberto Del Basso De Caro, NDR), sugli incarichi all’ospedale Rummo. Lei per ciò andrà avanti per la sua strada proponendo per la lista sannita i due consiglieri uscenti (Mario Ascierto Della Ratta e Luca Colasanto, NDR) e l’assessore comunale donna di Montesarchio Marcella Sorrentino. La deputata è poi spiccia sulla mancata candidatura di un beneventano nella lista PDL: "Ci sarà Luigi Bocchino, consigliere centrista d’Area Giovanardi, nell’altra lista del candidato presidente Caldoro".
E a tal proposito non risparmia nemmeno l’accusa a quelli che chiama i bluffatori (cioè ingannatori), ai viespoliani che oggi insistono almeno sulla candidata donna come presenza in lista del capoluogo. De Girolamo dice: ma di che parlano? Nel loro documento i 14 rivoltosi hanno chiesto la candidatura di un uomo della città, non di una donna!
Giusto per non tacere nulla e polemizzare fino all’ultimo, la De Girolamo non ha omesso di lanciare una bordata anche al coordinatore beneventano del PDL, Nicola Boccalone, da anni delfino di Pasquale Viespoli: “Boccalone è un ottimo tecnico, ma politicamente divide e non unisce. Avevano ragione i consiglieri comunali centristi quando non volevano che lo nominassi coordinatore cittadino. Io invece ascoltai altri suggerimenti… Ed oggi spesso Boccalone è in distonia con le indicazioni del coordinamento provinciale… Fosse stato per me avrei indicato un ex esponente di AN non consigliere come Alberto Mignone o Federico Paolucci”.
C’era da attendersela senz'altro la durissima risposta di Pasquale Viespoli che, mai finora, aveva consentito a nessuno, nemmeno ai più distanti avversari politici, un simile atteggiamento nei suoi confronti. E così, sempre sul Mattino, ha risposto: “L’intervista all'onorevole De Girolamo è semplicemente squilibrata, sgangherata, farneticante intrisa di falsità, di stupidità, di maleducazione politica e astio personale. Non c’è replica possibile, perché la distanza e la differenza, innanzitutto di stile, è tale da non ammettere mediazione. Può accadere di dover sopportare la presunzione degli incapaci, l’arroganza degli spregiudicati, le ritorsioni dei vili e degli ingrati, ma si tratta di soggetti con pensiero breve e tragitto politico altrettanto breve”.
Probabilmente, i due parlamentari li troveremo affiancati allo stesso tavolo, alla presentazione dei candidati o all’arrivo di qualche big berlusconiano, a provare a stemperare con qualche battuta questi insulti, semmai parlando di "sana dialettica interna" a un partito. Forse faranno anche qualche conviviale assieme, a Pasqua, come hanno fatto a Telese a Natale con musiche e cotillon.
Ma nessuna forma o convenienza (tanto meno l'abilità e l'autorevolezza di Cosentino), potrà mai risolvere questa idiosincrasia, questa evidente insopportabilità reciproca che non è tra due persone, si badi, ma tra due diversissimi, se non opposti, modi di far politica. E siccome la forma è sostanza, questi violenti scontri testimoniano la presenza insopprimibile delle due distinte anime del PDL lontane e inconciliabili per storie e contenuti.