09/02/2012 :: 19:9:46

Pepe non invita la commissione cultura al Tavolo sull'Unesco. Damiano: 'Si recuperi lo spirito di squadra'


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aldo damiano
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Aldo Damiano, unico esponente in consiglio comunale di Lealtà per Benevento (che formalmente appoggia la maggioranza di Palazzo Mosti) ha scritto una lettera aperta al sindaco di Benevento, Fausto Pepe. Damiano che è anche presidente della Commissione cultura approfitta dell’annuncio fatto da Pepe sulla convocazione di un apposito tavolo istituzionale per valorizzare il riconoscimento Unesco, per sottolineare, poi, la mancata convocazione proprio della commissione da lui presieduta.
Nel voler dare dei consigli al primo cittadino, Damiano ha suggerito di non inventarsi nulla di nuovo, ma al contrario di recuperare “quello spirito di squadra amministrativo- gestionale che persegua gli stessi obiettivi anche se attraverso differenti competenze”. Riflessioni e proposte che finiscono per ripercorrere una serie di provvedimenti presi anche durante il primo mandato Pepe che avrebbero contribuito a far ottenere alla città il riconoscimento Unesco. “Lo stesso spirito e lo stesso metodo oggi – scrive Damiano - dovranno tramutare quel riconoscimento in opportunità e sviluppo per la città di Benevento”.
“Quegli anni, che sembrano lontani decenni – spiega ancora il consigliere -, hanno visto ridisegnare una nuova Benevento che passava dal recupero della Chiesa di Santa Sofia al recupero del teatro De Simone, dal recupero dell’Arco del Sacramento al recupero di Largo Manfredi di Svevia, dalla realizzazione del Parco di Cellarulo all’avvio dei lavori dell’Anfiteatro Romano, dal recupero delle Mura Longobarde al recupero di Piazza Ponzio Telesino, dal recupero di Piazza Sabariani al recupero della fontana di Miccolupi, dalla ripavimentazione dell’Arco di Traiano alla riqualificazione di Piazza Roma. Il tutto a voler dire: sì all’Unesco, ma soprattutto: sì a Benevento Citta d’Arte capace di attrarre grazie all’ inestimabile ricchezza che possiede e che da sempre viene indicata quale fonte di sviluppo ma che mai prima era stato cosi ampiamente valorizzato”.
“E i servizi Sindaco? – prosegue Damiano - Come dimenticare lo sforzo che ponemmo in campo relativamente all’avvio della raccolta differenziata o della cura del verde, o della redazione del piano traffico che anch’esso guardava ad una città diversa. Come vede sindaco davvero non abbiamo molto da inventarci, ma tanto da lavorare recuperando oltre che tale spirito, la voglia di fare portando avanti quanto di buono già avviato”.
Dal passato, poi, l’invito a riprendere anche vecchi progetti messi in campo, in alcuni casi in stato molto avanzato o, in altri, “addirittura già con relativa copertura economica”.
“Penso al progetto che congiuntamente all’assessore Del Vecchio predisponemmo per lo spostamento del Bue Apis relativo alla realizzazione della nuova Piazza Borgia (spazi antistanti museo Arcos), alla pedonalizzazione e riqualificazione di Piazza IV novembre , all’isolamento dell’Arco di Traiano e al suo collegamento naturale con la Chiesa di Sant’Ilario e alla realizzazione della nostra “Trinità dei Mosti”, da realizzare tra Palazzo Mosti e Piazza dei Commestibili , tutti progetti che potrebbero trovare a pieno titolo occasione di realizzazione in questo storico momento perimetrando di fatto l’intera “buffer zone””. Indispendabile, poi, per il presidente della commissione cultura, sciogliere definitivamente il nodo di piazza Orsini, risolvendo la controversia con i privati obbligandoli “o a renderla decorosa o a sostituirsi agli stessi affinché ciò avvenga”.
Damiano ne ha anche per la Provincia di Benevento.
“Un consiglio mi sento di darle Sindaco, da quel tavolo tenga pure fuori il Consiglio Comunale così come sembra abbia deciso, ma assolutamente a quel tavolo non potrà fare a meno di avere La Provincia, un Ente che ad oggi è stato assolutamente assente sulla tematica, quasi che avesse altri siti Unesco sul suo territorio, la coinvolga e soprattutto le chieda conto di cosa prevede la sua programmazione per questa Città”. Il suggerimento, infine, è ad invitare al tavolo la Sovrintendenza , la Camera di Commercio, l’Ente provinciale per il turismo e la Curia “con la quale cosi come abbiamo fatto in passato, proficuamente dovrà dialogare affinché congiuntamente, e non tra qualche lustro ma subito, si possa decidere come meglio organizzarsi per la fruizione turistica non solo di Santa Sofia ma dell’intero ed immenso patrimonio culturale che la stessa detiene nella nostra Città”.

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