21/02/2010 :: 19:24:5

Petretti: noi giovani attori beneventani e la voglia di continuare la storia scritta dalla Solot e da Del Piano


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Benevento - Il Teatro Comunale Vittorio Emmanuele
Benevento - Il Teatro Comunale Vittorio Emmanuele

Nostro servizio – Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il protagonista dello spettacolo Lupus, Bruno Petretti, in scena al Teatro Comunale di Benevento, per l’associazione Ate, il prossimo 12 marzo, all’interno della rassegna "Obiettivo T". Da lui riflessioni e spunti non solo sulla piece, ma anche sullo stato dell'arte del palcoscenico in città, con le aspettative e l'ardore dei giovani talenti che vogliono andare oltre l'insegnamento dei loro, storici, insegnanti locali. Non li disconoscono certo, anzi, ma vogliono cominciare a camminare con le loro gambe.

Teatro. Educazione sentimentale. Teatro. Controllo delle emozioni. Teatro. Teatro dell’Obbligo. Non è possibile montare il trailer di uno spettacolo, come per un film. Ma si può tentare di entrare in medias res nella vicenda da rappresentare. In questo caso, Lupus. Petretti è l’interprete, protagonista dello spettacol. Ma è anche il rappresentante degli studenti del Centro Universitario Teatrale e presidente dell’Ate (Arte Teatro Eventi).

Lupus, il titolo, evoca la libera associazione di idee: “lupus come lupus in fabula, come homo homini lupus. Ma, soprattutto, come malattia della pelle che può colpire più organi in contemporanea – spiega Petretti -. “Io ho il lupus. Come, d’altronde, tutti gli attori sul palco. Persino il pubblico potrebbe avere il lupus”. La trama è semplice, quasi gossippara. È la storia di un onorevole, volutamente non collocato nello spazio, né nel tempo. L’essenza dello spettacolo è uno studio sul potere a 360 gradi. Con simbolismi e atteggiamenti caratteriali evidenti. “Da dove parte il potere?” – si chiede il protagonista, meditabondo -. La risposta è immediata. “Secondo noi, dalla nascita, il bambino inizia ad avere, inconsapevolmente, il primo potere: quello del capriccio, ad esempio. Fino a diventare un potente, cinico e conscio di esercitarlo”.

“Il progetto – spiega Petretti - mira a utilizzare le nuove risorse teatrali della città, come l’Ate e il Cut. Siamo attori, scenografi, costumisti, per la maggior parte di Benevento (ma sul palco con noi c’è anche un attore pugliese). Ci avvaliamo della collaborazione col Conservatorio che ha messo a nostra disposizione circa 15 musicisti”. Un mix convincente, dunque, quello di Lupus, scritto da Francesca Paola Scancarello e Valerio Vestoso, per la regia di Natale Cutispoto.

Qualcosa di nuovo si sta muovendo sui palchi beneventani. Protagoniste nuove compagnie teatrali promotrici di progetti culturali per la città. “Con l’assessorato alla Cultura, firmato Raffaele Del Vecchio, si è respirata una ventata di freschezza, l’avvio di un vero ricambio generazionale – osserva Petretti, in qualità di presidente dell’Ate -. Ora si deve affrontare la seconda parte del progetto: quello della lungimiranza. Apprezziamo molto l’apertura di uno spazio teatrale al Rione Libertà. Serve, però, anche un discorso di ampio respiro. Mi riferisco agli spazi teatrali collocati nel centro storico: i teatri San Nicola e De Simone. I lavori si stanno completando e non vorremmo che questi edifici prendessero polvere: ad esempio, il De Simone, nel cuore della movida beneventana, potrebbe diventare un centro polifunzionale, riferimento per diverse associazioni: dal Cut, ancora sprovvisto di una sede, all’Ate, passando per il Conservatorio e i gruppi musicali emergenti in città”. Affidato a giovani competenti:

“E’ indispensabile imparare da chi ha scritto la storia della cultura a Benevento, da 20 anni a questa parte” – sostiene Petretti che collabora da anni con la Solot e con l’operatore culturale Gennaro Del Piano -. Ma  è anche giusto iniziare a camminare con le proprie gambe”. Per offrire ai ragazzi di Benevento un’alternativa alla strada, alla droga, alla noia. Per dimostrare che un’altra Benevento è possibile. Non solo sul palcoscenico.
Mariangela Zoe Cocchiaro

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