04/01/2012 :: 11:44:34

Pil, il Sannio al di sotto della media delle province del Sud: Sarà di 14.707 euro il valore aggiunto pro capite nel 2012


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NOSTRO SERVIZIO - Se il 2011 non è stato un anno entusiasmante per le performance di Benevento e provincia nelle consuete classifiche sulla qualità della vita, il nuovo anno non promette risultati migliori. L’anticipazione è stata diffusa nei giorni scorsi dagli Scenari di sviluppo delle economie locali italiane realizzati da Unioncamere e Prometeia: nella graduatoria provinciale del valore aggiunto pro capite, la regina della produttività è ancora una volta Milano con un valore di 34.797 euro, superiore alla media nazionale di quasi il 50%. Secondo le previsioni, subito dopo dovrebbero arrivare Bologna, Bolzano, Roma, Trieste e Modena, tutte con valori superiori ai 29mila euro. Lo studio prospetta, invece per il Sannio un valore aggiunto pro capite di 14.707 euro, addirittura inferiore alla già bassa media (15.514 euro) delle aree del sud, il dato medio nazionale è di 23.280 euro. L’indice di ricchezza per Benevento (93esima) corrisponde soltanto al 63,2% del livello nazionale, tra le ultime dieci province del Paese (tutte meridionali). Solo 87esima la prima delle campane, Salerno, con una media di 15.235 euro, seguita a ruota da Avellino (88esima) con 15.162 euro, Napoli (94esima con 14.595 euro) e Caserta, che conquista l’infelice ultima posizione con 13.002 euro pro capite. La crisi potrebbe incidere anche aumentando i divari territoriali tra Nord-Centro e Sud. Per Unioncamere, “sarà l’intero Mezzogiorno a fare un ulteriore passo indietro, potendo contare nel 2012 su una ricchezza prodotta per abitante pari a solo i due terzi della media nazionale. Prioritario sarà, dunque, dare nuovo impulso alle politiche di coesione e di sviluppo delle regioni del Sud, così come agli interventi a sostegno dell’occupazione”. La ricchezza pro capite del Sud sarà i due terzi della media nazionale. Il disallineamento tra le diverse aree del Paese sarà uno degli effetti del diverso impatto che la crisi rischia di avere il prossimo anno nei singoli territori. In un quadro di decrescita del sistema Italia, solo cinque regioni, vale a dire Emilia Romagna (-0,2%), Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto-Adige e Veneto (tutte -0,3%). Piemonte, Friuli Venezia-Giulia, Toscana e Lazio invece, si allineeranno alla media. Il Pil atteso nelle regioni del Nord-Ovest sarà pari al -0,4%, nel Nord-Est a -0,3%, nel Centro a -0,5%, nel Mezzogiorno a -0,9%. Per quanto riguarda la disoccupazione, la ricerca evidenzia che, a fronte di un aumento della disoccupazione in Italia tale da raggiungere l'8,3% in media annua nel 2012, la prosecuzione delle tendenze in atto rischia di rendere ancora più critica la situazione nel Mezzogiorno, dove nel 2012 la disoccupazione potrebbe attestarsi al 13,7%, il valore più elevato dall'inizio della crisi, con la Campania che arriverebbe fino al 15,3%.

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