
L’editoriale di Carlo Panella – Dal Quaderno Settimanale n. 565 - Le amministrazioni comunali, soprattutto i sindaci che le identificano, raramente passano alla storia in quanto tali. In genere nell’opinione pubblica non vengono distinte con nettezza l’una dalle altre, ma genericamente accomunate nelle lamentele per i disservizi e le omissioni. Fuori dalla cerchia dei politici (quelli attenti anche alle cose del passato) o dei giornalisti (che dovrebbero rammentare per mestiere) al più esse vengono ricordate per particolari provvedimenti presi od opere pubbliche realizzate che hanno cambiato il volto o la vita della città.
In tal senso, può andare anche la decisione del Consiglio Comunale del 4 febbraio, in approvazione del bilancio di previsione, di non far pagare più a nessuno il biglietto per fruire degli autobus urbani a Benevento. E’ una scelta molto importante dell’Amministrazione guidata da Fausto Pepe, su proposta del gruppo dell’IDV, che, se messa in pratica e colta anche dagli amministrati potrà cambiare, in meglio, la vita dei beneventani.
Esemplificando: chi potrà disconoscere (a parte qualche commerciante irriducibile) il grande valore della pedonalizzazione del Corso Garibaldi, trasformato da strada di transito e fabbrica di pericoloso smog in un bel luogo comunitario, realizzata dal Sindacato di Sandro D’Alessandro?
Chi potrà negare la bellezza e le emozioni dell’Hortus Conclusus di Mimmo Paladino, voluto e realizzato dall’Amministrazione di Antonio Pietrantonio?
Qui parliamo delle scelte destinate a durare nella memoria collettiva, non delle più importanti in assoluto. Se infatti nell’ultimo anno di governo che la separa dal voto del 2011, la maggioranza di centrosinistra a Palazzo Mosti riuscirà ad approvare il Piano Urbanistico Comunale (PUC), una volta detto Piano Regolatore, sicuramente avrà compiuto un atto, buono o cattivo si vedrà, destinato a incidere profondamente e a lungo nella vita e sugli interessi della città, anche perché uno strumento del genere manca da decenni.
Il PUC approvato al confronto ben prevarrà sul piano reale della determinazione dei destini della città e dei singoli beneficiari, ma non sul piano simbolico che è pure questione importante, anche ai “soli” fini elettorali.
E’ una di quelle scelte definitive. Chi, infatti, potrà mai decidere di radere al suolo l’Hortus o di riportare le auto incolonnate e affumicanti davanti a Sant’Anna, a San Bartolomeo o a Santa Sofia?
L’Amministrazione in carica ha deciso per le corse gratuite a fronte dei modesti incassi attuali, molto al di sotto dei costi, per varie ragioni. Opportunamente, ha reputato che il mancato introito potrà essere recuperato con non molta difficoltà, mentre i vantaggi potranno essere notevolmente maggiori.
Innanzitutto, dal punto di vista sociale. Con la crisi perdurante, non è un aiuto da poco per i cittadini in maggiore difficoltà economica sapere di potersi muovere per la città a costo zero. Così anche per gli anziani o per i più giovani privi di mezzi di locomozione propri.
Ma la scelta non è di minor valore dal punto di vista ambientale. Meno auto in circolazione, senza che questo significhi meno persone in giro, è un obiettivo qualificante per il livello della qualità della vita d’ogni luogo. Per ciò il provvedimento, date le aspettative create, dovrà essere messo in pratica al più presto.
Contestualmente, dovrà essere migliorato per frequenza e puntualità e ottimizzato il servizio dei trasporti urbani. Non con chissà quali impegni economici, difficili nel periodo in cui viviamo, ma di quel tanto che aiuti a far breccia nella mentalità dei più che all’auto per muoversi non pensano di poter rinunciare.
Il tempo darà ragione. Converrà a tutti, prima o poi, salire gratis sull’autobus che si vede arrivare, anche per poche fermate, non necessariamente per andare dal Rione Ferrovia a Pacevecchia, o dal Rione Libertà al Corso.
Stupisce per ciò il silenzio sulla decisione del Consiglio Comunale delle associazioni ambientaliste, dei consumatori, dei comitati di quartiere o degli altri sodalizi di cittadinanza attiva. Non perché debbano applaudire, ma per incalzare immediatamente gli amministratori in carica ad attuare il provvedimento, nel migliore dei modi, facendo ogni pressione perché non vengano posti intralci o stop da altri enti.
E per promuovere, del pari, una campagna capillare di sensibilizzazione tra i cittadini sull’uso del mezzo pubblico, perché ciò comporta non solo minor inquinamento, per il traffico più scorrevole, ma anche parcheggi più facilmente reperibili per chi non vuole o non può rinunciare all’auto. Di fronte a un servizio pubblico efficiente e gratuito, infine, molte meno ragioni avrebbero le doglianze per i parcometri e le soste a pagamento.
Per quanto ci riguarda, dunque, come fummo schierati al fianco di Sandro D’Alessandro nella sua meritoria azione di pedonalizzazione, incalzandolo per ogni rallentamento (ma poi lo realizzò addirittura in anticipo sul previsto), altrettanto e con lo stesso pungolo lo saremo con Fausto Pepe per l’attuazione repentina del servizio gratuito degli autobus urbani.
“Non è importante il colore del gatto, ma che mangi il topo!”: il proverbio è abusato ma, se sono in ballo la civiltà e la salute della città, diventa una “fermata obbligatoria…”.