
In merito alle recenti polemiche in materia di controllo del fenomeno del randagismo canino nel Sannio, l’assessore provinciale all’Ambiente, Gianluca Aceto, esprime, in una lettera inviata al prefetto, al commissario straordinario e al direttore sanitario dell’ASL, “sommo rammarico” perché non ha riscontrato negli interlocutori istituzionali preposti ad affrontare e risolvere il problema una disponibilità eguale a quella messa in campo dalla Provincia. Lo rende noto l'Ufficio stampa della Rocca dei Rettori.
Aceto, nella sua missiva, si dice sconcertato “per le improvvide dichiarazioni” rilanciate da fonti giornalistiche attribuite a “funzionari pubblici che riportano in maniera distorta quanto discusso all’interno di una sede istituzionale”. L’assessore provinciale ricorda che oltre un anno fa, a causa del ripetersi di gravissime aggressioni di cani randagi ai danni di persone, la Prefettura di Benevento convocò una riunione finalizzata alla predisposizione di azioni concrete ad opera delle istituzioni preposte.
"E’ d’altra parte noto - afferma Aceto - che l’Ente Provincia non ha competenze, né responsabilità specifiche, che invece le norme nazionali e regionali mettono in capo ad ASL, Comuni e Comunità montane. Precisamente, la Provincia può solo predisporre campagne di sensibilizzazione e le cosiddette linee guida per la lotta e la prevenzione del randagismo”.
Ma la situazione nel Sannio è resa complicata dal fatto che molti Comuni sono impossibilitati ad agire contro il randagismo a causa di difficoltà economiche: a fronte di ciò, pertanto, l’Amministrazione retta da Aniello Cimitile ha voluto affrontare la delicata questione e si è dichiarata disponibile ad investire risorse del proprio bilancio per implementare le attività di sterilizzazione che l’ASL stessa già realizza.
"Tanto - ricorda Aceto - in stretta collaborazione con le altre amministrazioni (ASL Benevento in primo luogo) e con le associazioni animaliste, che hanno sempre partecipato e concorso alla predisposizione delle misure”. Aceto poi elenca le iniziative adottate a seguito di questa cooperazione: il Parco naturalistico Uomo-Animali-Ambiente da costruirsi in Limatola; il Protocollo di intesa con i Comuni per la campagna di sterilizzazione di cani randagi e padronali, su proposta dell’ASL in attesa di finanziamento regionale; l’attivazione campagna di sterilizzazione e l’Ufficio diritti animali.
"Ora, nell’incontro tenutosi lunedì 25 gennaio, presso l’Assessorato all’Ambiente, alla presenza anche di rappresentanti dell’Ordine dei Medici Veterinari e delle Associazioni animaliste - scriev Aceto -, la Provincia ha ribadito l’intenzione di devolvere all’ASL lo stanziamento di 21.000 euro previsto in una delibera di Giunta, affinché fosse la stessa Azienda a coordinare il progetto e convenzionare i veterinari per la campagna supplementare di sterilizzazione. Ebbene, nonostante questo, i fatti sono stati travisati da parte di funzionari della struttura sanitaria pubblica e, come conseguenza grave, la campagna di sterilizzazione non parte".
Ciò posto, l’assessore “ribadisce la ferma volontà“di collaborare con tutti gli attori sul tema in questione, previa attivazione di un tavolo istituzionale che sappia rimuovere gli ostacoli frapposti da chi interpreta in maniera burocratica le norme e impedisce di affrontare un problema che i cittadini e le istituzioni sannite sentono moltissimo”.