25/08/2010 :: 18:22:9

Precari sanniti protestano in Via Torre della Catena. Daniela Basile ha cominciato lo sciopero della fame


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Daniela Basile, responsabile del Comitato Insegnanti Precari
Daniela Basile, responsabile del Comitato Insegnanti Precari

Aggiornamento delle 9.30 del 26 agosto 2010 -  Questa mattina Daniela Basile ha inviato un'ulteriore nota (dopo quella di ieri pomeriggio che qui potete leggere) per annunciare che, da ieri sera, ha iniziato uno sciopero della fame per sostenere con maggiore forza la lotta per il posto di lavoro. In essa scrive:

"Seconda nella graduatoria permanente su lingua francese, prima nella lista del salva precari, mi sono ritrovata bruscamente a passare da un incarico annuale costante a supplenze brevi che complessivamente non hanno superato i 75 giorni di lavoro su un anno solare.

Fermamente intenzionata a non arrendermi, a non subire passivamente un decisione piovuta dall'alto, (...) continuerò a lottare. Lo faccio per i miei figli, per i giovani, cui considerato lo stato attuale di cose, è riservato il nulla. Io avevo una vita precaria, ora ho una non vita. Voglio poter guardare i miei figli negli occhi senza vergognarmi ulteriormente e soprattutto insegnare loro che un'Italia più giusta è possibile.

Da ieri sono in sciopero della fame e continuerò ad oltranza fino a quando i miei interlocutori del tetto non mi daranno risposte e non cominceranno a lottare seriamente come avevano promesso
a me e alle abitanti del tetto (occupato per protesta assieme ad altre insegnanti precarie, NDR) giusto un anno fa. Non ho maturato il dritto all'indennità di disoccupazione perchè nonostante il salvaprecari ho lavorato pochissimo. Sono morta lavorativamente lo scorso anno e il Governo faccia mea culpa ed ammetta che il salvaprecari non salva nessuno se non le loro facce.

42 anni disposta a morire lottando ed in piedi piuttosto che inginocchiarmi e una sentenza imposta. Adesso gli onorevoli De Girolamo, Franceschini, Barbato, Boffa, Cesa, Errico, Sandra Lonardo Mastella, Gabriele, il senatore Viespoli, il Presidente della Provincia di Benevento Cimitile e il Sindaco Fausto Pepe mi spieghino guardandomi in faccia cosa intendono fare, per iscritto stavolta. Benvenuto allo show: lenta morte di una precaria già morta".

Nota del 25 agosto ore 18.22 - Daniela Basile, responsabile del Comitato Insegnanti Precari e Ata sanniti ha inviato una nota per commentare lo spostamento del presidio permanente avvenuto questa mattina. Gli insegnanti precari, dunque, non esprimeranno più la loro forma di protesta davanti alla Rocca dei Rettori, ma avanti all'ex asilo nido dismesso in Via Torre della Catena, sito di fronte Port'Arsa.

“Da oggi – scrive Basile - comincia il presidio permanente dei precari della scuola Sannita davanti a una scuola in disuso a Benevento simbolo della decadenza dell'Istruzione, dei tagli, della morte lavorativa di migliaia di precari della scuola, del disinteresse politico istituzionale per denunciare l'abisso che oramai si è creato tra la popolazione civile e la classe dirigente.

Saremo qui giorno e notte per rivendicare uno spazio, promesso e mai concesso di fatto, che ci permetta di portare avanti progetti destinati al sociale come quello di scuola popolare effettuato lo scorso anno gratuitamente da noi docenti oramai disoccupati nella nostra città e di creare un punto centrale che raccolga le vertenze generate dalla crisi e le monitorizzi. Saremo qui per sapere dove siano finiti i fondi, i protocolli sottoscritti e i fiumi di impegni assunti nel 2009 da tutti i politici che salirono sul tetto dell'ex Provveditorato per portare solidarietà e dal quale si impegnarono a portare avanti una serie di punti fondamentali atti a risolvere la questione spinosa del precariato scolastico.

Ci rivolgiamo dunque, agli onorevoli Franceschini, Cesa, Barbato, De Girolamo, Corrado Gabriele, Lonardo Mastella, Errico, al senatore Viespoli, al presidente della Provincia di Benevento Aniello Cimitile e al sindaco di Benevento Fausto Pepe. Tutti preoccupati e tutti intenzionati a fare e a sottoscrivere protocolli, ma di fatto nulla di quei proclami si è realmente concretizzato.

‘Fatti non parole il nostro motto’. I nostri pensieri sono rivolti al collega Pietro Grusa, collaboratore scolastico cinquantunenne senza lavoro dopo 25 anni di onorato servizio, cardiopatico, che da 10 giorni a Palermo è in sciopero della fame. Le nostre azioni supporteranno e valorizzeranno la sua lotta, la nostra e quella di tutti coloro i quali ingiustamente vengono colpiti da una crisi non voluta. Siamo precari della scuola e siamo morti ma viviamo nella lotta.

Ci mobiliteremo, resisteremo e non molleremo per i nostri figli e per i tanti Pietro Grusa che lentamente muoiono da soli soffocati dall'indifferenze e calpestati nella dignità. Siamo genitori e in qualità di tutori legali dei nostri figli, faremo tutto quanto è possibile per far sì che il domani per loro non sia fatto di nulla”.

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