
I precari della scuola, in una nota, hanno sottolineato con soddisfazione la sottoscrizione del protocollo d'intesa con il Comune che permetterà di usufruire di un piano della struttura di Via Firenze, a Benevento. Hanno anche annunciato che il presidio e lo sciopero della fame continueranno fino a quando non sarà convocato dal prefetto un tavolo con i rappresentanti governativi, regionali e locali. I precari hanno chiesto risposte ancher al PDL. Di seguito, la nota.
"La sottoscrizione del protocollo con il Comune di Benevento, segna l'inizio di una nuova fase e di un nuovo percorso sul territorio sannita. L'istruzione è uno dei fondamenti della società, investire in essa è indice di sensibilità e di interesse verso i giovani, il futuro e la qualità.
Con oggi il Comune di Benevento ha mostrato di voler fare la differenza e di contrastare in maniera alternativa e concreta una riforma che ha essenzializzato la cultura ai minimi termini. Alle lotte tradizionali, si associano quelle di fatto, quelle in cui politica e vertenze procedono di pari passo. La struttura concessa ci permetterà di creare uno spazio culturale e di libera espressione aperto ai cittadini, che a partire dagli studenti consenta la riqualificazione del territorio, e permetta di autorganizzarsi e di creare un’interfaccia tra i lavoratori e il territorio, con l’intento di promuovere lo sviluppo di percorsi lavorativi e formativi alternativi ai canali di reclutamento tradizionali. Le lotte ai decreti del ‘taglione’ non si fanno solo a Roma, o nelle piazze ma affiancando ad esse nuovi percorsi e oggi finalmente questo primo traguardo è stato raggiunto.
Naturalmente ci aspettiamo delle risposte dal Governo e procederemo nel presidio e nello sciopero della fame fino a quando il prefetto non organizzerà un tavolo coi rappresentanti governativi, regionali e parlamentari locali come da noi ufficialmente richiesto venerdì scorso. Ci auguriamo che il prefetto si attivi in tempi rapidi e che i pidiellini locali diano risposte ed intervengano in merito invece di duellare per un incarico o per lotte interne alla supremazia…".