
Mediamente 48 euro in meno rispetto agli anni precedenti: questa la cifra stimata dal Codacons su scala nazionale per quanto riguarda le spese delle famiglie relative alla festività natalizia in corso. La contrazione ha riguardato sia il settore regali che quello degli addobbi per la casa, mentre hanno retto i consumi alimentari. Spese in calo anche per i viaggi, mentre il settore che piu' di tutti ha risentito della crisi e' quello dell'abbigliamento e delle calzature, dove il calo delle vendite ha raggiunto quota -30%. Le sorprese maggiori arriveranno per i saldi invernali in partenza a gennaio:"Saranno un flop - spiega il Presidente Carlo Rienzi - le famiglie non hanno più possibilità di spendere per beni non essenziali, nemmeno in regime di sconti stagionali. Prevediamo una riduzione record degli acquisti durante i saldi, con picchi del 30-40% rispetto allo scorso anno".
Ma se le stime Codacons non sono confortanti, il miglioramento non lo si riscontra nei dati nazionali della Coldiretti che però tende a rimarcare la tendenza alla riscoperta del legame con i prodotti del territorio che si è espressa a tavola nella preparazione delle ricette del passato: "Un appuntamento che - si legge nel comunicato Coldiretti - nonostante i profondi cambiamenti negli stili di vita, è fortemente radicato nella popolazione, come dimostrano gli spostamenti per tornare nei luoghi di origine e ritrovare i gusti, i sapori del passato. La maggioranza delle tavole è stata infatti imbandita con menù a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata - secondo Coldiretti - in 850 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 490 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 400 milioni di euro per dolci con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria, 270 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca e 190 milioni di euro per formaggi e uova".