
"Non ai suoi colpevoli, non ai suoi eroi ma a chi sapeva, osservava ed ha girato la faccia. L'indifferenza è stata l'arma micidiale dell'Olocausto e l'antisemitismo non è stato ancora del tutto debellato: se non diventiamo al più presto costruttori di pace e di altruismo nel quotidiano verso chi non conosciamo, non abbiamo trovato ancora l'antidoto al male". Parole dello storico Frediano Sessi in occasione di una sentita e partecipata "Giornata della Memoria" a Benevento. La commemorazione, organizzata in collaborazione con la presidente delle sezione del Rotary Club Sannio, Enza Nunziato, è stata assunta d'intesa tra i due presidenti delle assemblee comunali e provinciali e dai vertici istituzionali Fausto Pepe ed Aniello Cimitile che hanno convocato per l'occasione una seduta congiunta ed aperta dei rispettivi Consigli. Grande partecipazione dicevamo, con l'auditorium del Seminario Arcivescovile "Giovanni Paolo II" di Viale Atlantici gremito di studenti dei licei cittadini e di assessori e consiglieri della Rocca dei Rettori e di Palazzo Mosti.
La "Giornata della Memoria” è stata istituita dal Parlamento italiano il 20 luglio del 2000. Non una data casuale ma l'esatta giornata in cui vengono ricordate tutte le vittime del nazionalsocialismo, del fascismo, dell’Olocausto e tutte quelle persone che hanno rischiato la propria vita per proteggere i perseguitati. Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświecim, meglio conosciuta come Auschwitz e scoprirono il campo di concentramento liberando i pochi superstiti rimasti. Avvenne così l'abbattimento dei cancelli del lager nazista di Auschwitz, da sempre il luogo simbolo dello sterminio dei sei milioni di ebrei. Un macigno dell'umanità, una ferita troppo fresca e difficile da dimenticare che ha ancora una forte componente emozionale: non è un caso dunque che Massimiliano Fini, voce narrante delle letture "Voci della Memoria" (in collaborazione con le musiche degli Allievi del Conservatorio di Benevento "Nicola Sala") non è riuscito a trattenere la sua commozione. Durante i reading di Fini e per tutto il prosieguo del dibattito, sullo sfondo le immagini di icone moderne e contemporanee, ebrei che hanno rivoluzionato il Mondo nel campo delle scienze, della politica, del sociale, dell'arte e della musica: Kafka, Anne Frank, Albert Einstein, Freud, Bob Dylan, Woody Allen, Primo Levi, Modigliani, Rita Levi Montalcini e tanti altri. In mezzo il testo di una bellissima canzone di Francesco Guccini, Auschwitz appunto: "Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio: è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento".
Nell'analizzare e ricordare una delle più grandi ferite dell'umanità, il pensiero comune delle autorità sulle responsabilità mai troppo evidenziate degli italiani: "L'Italia si è resta corresponsabile di questo sterminio - ha ricordato nel suo intervento il sindaco di Benevento Fausto Pepe - l'antisemitismo è appartenuto anche ai fascismi che hanno fatto la storia del nostro Paese. Questo dobbiamo ammetterlo, su questo dobbiamo riflettere ed avere il coraggio di andare avanti". Ebrei, zingari, omosessuali: lo sterminio nazista non risparmiò nessuno. "Ritengo doveroso esaltare le figure positive di questa triste pagina - ha sottolineato il primo cittadino - come Palatucci". Gli ha fatto eco il consigliere comunale Enrico Castiello ricordando che la pulizia etnica esiste ancora "come abbiamo potuto constatare da quello che è accaduto pochi anni fa in Bosnia o in Ruanda". Anche la Provincia di Benevento ha voltuto celebrare questa giornata: "Oggi chiniamo il capo al pensiero dei morti - ha sottolineato il presidente del consiglio provinciale Giuseppe Maturo - e chiamiamo tutti al raccoglimento". Biasimato il comportamento del console italiano in Giappone, Mario Vattani, che giorni fa esaltò la Repubblica di Salò in una manifestazione a CasaPound: "Un dipolmatico - ha condannato la Provincia sannita- non può manifestare ideologie ributtanti". La parola è passata poi al presidente provinciale Aniello Cimitile che rivolgendosi ai liceali presenti in auditorium, li ha esortati a non trasformare in futuro la "Giornata della Memoria" in un "rito stanco o in un rituale" sottolineando il valore della memoria per il popoli ebraico: "Dobbiamo vivere questo giorno pensando agli uomini in carne ed ossa - ha affermato - che hanno vissuto sulla loro pelle questa storia come Anna Frank, padre Kolbe, Palatucci o Perlasca". Cimitile, Pepe, Castiello e Maturo hanno poi stilato un documento congiunto che chiedeva la riapertura al pubblico del Padiglione italiano "Blocco 21" alla direzione del Museo di Auschwitz, chiuso da luglio 2011. Alla Commemorazione nell'Assemblee del De La Salle interverranno i professori Frediano Sessi e Guido Sacerdoti: i due storici hanno raccontato agli studenti la vita nel campo di concentramento partendo da atti di resistenza e racconti di microstorie del campo: "Tanti ebrei - hanno espresso nei loro interventi - con gesti di dignità e singoli episodi di resistenza spirituale, hanno sfidato la deportazione e l'assurdità del progetto di rieducazione della razza ariana". Poi un passaggio sulle responsabilità italiane: "Ben 1200 operai edili italiani furono mandati ad Auschwitz dal regime fascista per costruire le strutture del campo".
La seduta dei due Consigli è stata preceduta da un intenso momento di raccoglimento presso i Giardini della Rocca dei Rettori dinanzi al monumento "Memoria è" che l'artista Salvatore Paladino volle dedicare proprio agli oltre sei milioni di esseri umani che furono vittime delle persecuzioni razziali nel secolo scorso. Presso il monumento sono state accese le "Candele della Memoria". Altre commemorazioni si sono avute in città e nel resto della provincia sannita.
Gaetano Vessichelli