15/02/2012 :: 11:53:46

Riduzione delle Province, l'Upi propone le 'Città Metropolitane'


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NOSTRO SERVIZIO - Riduzione delle province da 108 a 60, riordino dell'amministrazione periferica dello Stato e degli enti strumentali, eliminazione delle spese derivanti dalla sovrapposizione di enti e strutture, riduzione della spesa pubblica con l'istituzione delle Città Metropolitane. Questa in sostanza la controproposta dal decreto "Salva Italia" in risposta a quanto previsto in materia di province, avanzata dall'Upi (Unione Province d'Italia). Le città metropolitane (con le aree che coinciderebbero con le città di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari e Reggio Calabria, che insieme costituiscono l’11% della superficie nazionale, il 31,5% della popolazione e il 34%del Pil) secondo quanto richiede il progetto Upi, sarebbero chiamate ad esercitare tutte le funzioni delle province oltre a quelle di ambito metropolitano del comune capoluogo: un ridisegno che, secondo quanto afferma l'Upi, può portare un risparmio al Governo di 5 miliardi di euro dei quali: un miliardo tra riduzione del numero e miglioramento dell’efficienza delle province, 2,5 miliardi dal riordino degli uffici periferici dello Stato, e 1,5 miliardi dall’abolizione di enti e agenzie strumentali. Una proposta che non va di certo a fare il gioco delle piccole province come ad esempio quella di Benevento, destinate ad essere ingioate dalle Città Metropolitane: “Il nostro è un contributo fattivo per una vera riforma istituzionale –ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione -Le norme contenute nel decreto Salva Italia non porteranno alcun risparmio e anzi, aumenteranno la spesa pubblica gettando i territori in un lungo periodo di caos. Vogliamo aiutare il Governo in questo processo di riforma che condividiamo a pieno, per questo la nostra proposta è fortemente innovativa e prevede, a partire dalla istituzione delle città metropolitana, comporta una forte riduzione del numero delle Province e del numero degli uffici dello Stato. Soprattutto, cancella tutti gli entri strumentali, le agenzie, le spa, che sono il vero costo della politica. Crediamo davvero che sia una proposta per il bene del Paese, e per questo chiederemo al Governo e al Parlamento, sia nella Commissione paritetica per le riforme istituzionali che attraverso i partiti politici, di dare seguito a questo processo virtuoso”.

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