
“Per anni ho tenuto per mano la bambina che ero”. Comincia così, con parole-dardi, il racconto di Rita Pacilio, poliedrica artista sannita, scrittrice e poetessa, da tempo dedita anche alla proiezione del senso profondo dell’esperienza umana e musicale nella tradizione del jazz moderno. Un percorso di formazione eclettico, quello della Pacilio, con radici saldate agli studi di Sociologia e Psicologia sociale, “che mi hanno permesso – dice – di vivere l’altro da me come uno specchio che riflettesse i mondi plurimi che mi appartenevano”, e le ali spiegate verso la creatività poetico-musicale, “la sottile ricerca della poesia jazzistica capace di conciliare con arcana naturalezza swing e colloquialità di fraseggio, immaginazione musicale e intimità comunicativa”.
E Rita Pacilio sa come comunicare. Si sente nell’aria, fin dalle prime parole. “Cercavo di costruire ‘qualcosa’ che mi assomigliasse, un sosia - ci racconta - ma non era facile. Ho cercato di sapere. Avevo sete di incantarmi, di sbalordirmi, di emozionarmi, di trovare risposte sull’esistenza, su Dio. Ho scritto di me e del mondo da sempre per sentirmi libera di ridimensionare il dolore cambiando la prospettiva delle cose. Libera di catturare i momenti imprimendoli nelle pagine scritte dove prendono forma i pensieri".
Musica e Poesia diventano sorelle nell’opera di Rita Pacilio, compagne indivisibili che si muovono attorno “alla musicalità delle scienze sociali, al ritmo delle regole e delle norme dei contesti, alle armonie dei rapporti intimi e interattivi e le melodie delle affinità comunicative relazionali”. Eppure la Rita Sociologa non è distante dalla Rita Poeta e dalla Rita Musicista. “Sono sempre io, comunque e dovunque. Ogni volta che mi ritrovo a parlare con i detenuti in carcere non riesco a non sentire un verso dentro di me o un suono armonico: con loro parlo di Musica jazz come strumento di interazione e comunicazione, e di Poesia come strumento aggregante e facilitante la creatività. Anche i musicisti che mi accompagnano in scena sanno che tra un brano e l’altro spesso ho la necessità fisica (ananke) di recitare o sussurrare o ‘parlare’ un verso, o che a volte ho bisogno di fermarmi a lanciare una suggestione o a commentare una notizia ascoltata al telegiornale ore prima”. Le mille Rita, dunque, unite in un’unica coerente e policromatica personalità.
La passione per la musica, nel percorso della Pacilio, arriva da bambina, con il silenzioso rituale d’ascolto familiare delle Quattro Stagioni di Vivaldi, con quei passi di bimba improvvisati sulle note della Primavera, e “nell’aria un profumo che mi inebriava”. Ma è stata soprattutto la Rita giovane donna a trovare nella musica una chiave di svolta, un conforto, un approdo. “Sono diventata mamma giovanissima e il mio primo parto oltre alla gioia di un bel bimbo mi ha anche portato una malattia rarissima e un coma. Quando sono uscita dal coma ho avuto tanto tempo libero e la grande Billie Holiday è stata la mia amica di stanza. Avevo in casa tutti i suoi dischi in vinile, quelli di Ella, di Armstrong, ma anche di Patitucci, di Miles Davis e tantissimi altri. Così ho imparato con lei a tenere un tempo diverso”. Un nuovo inizio? Forse qualcosa di più. “Tutto quello che avevo studiato e cantato prima sembrava appartenesse ad un altro emisfero. Ero entrata in un’altra dimensione. Billie parlava un linguaggio nuovo. Me lo diceva mentre ritardava sulle armonie e mentre cambiava le melodie dei brani. Improvvisava con una voce che non usciva dalla gola ma dall’anima. Cominciai ad avere voglia di saperne di più. Mi aggrappai alla vita di nuovo. Gli accenti del jazz mi avevano fatto uscire dalla depressione del post coma. Volevo capire cosa mi stava facendo quella donna che nella voce aveva lo strazio del mondo e che mi stava salvando la vita”. Rita Pacilio aveva solo 27 anni e Billie Holiday stava diventando la sua prima grande maestra jazz.
Subito dopo, è stata la volta delle Scuole Private del Jazz Moderno nel Sud Italia e la partecipazione a numerose manifestazioni di settore, (Sannio Fest, Quattro notti e più…di luna piena, Artisticamente parlando, Festival jazz ‘Special event’ al Doria a Milano, Roman’s lungo il Tevere, Festival Padova jazz 2009, ecc). “Ho conosciuto Paola Arnesano e Luigi Di Leone che sono i maestri della Scuola ‘Il Pentagramma’ a Bari, dove ho studiato due anni. Poi sono passata alle Masterclasses di Calo Lomanto presso il ‘Noir’ a Napoli e a quelle di Jay Clayton ed Eva Simontacchi e G. Mena a Novate Milanese. Ho perfino superato gli esami di ammissione al II livello del Conservatorio di Benevento Classe Jazz, ma poi mi sono ritirata per motivi familiari. A Milano condivido lezioni studio con Claudio Fasoli, con cui ormai è nata una collaborazione di lavoro che ci porterà a breve alla splendida realizzazione del nostro primo album”. Fasoli ha scritto vari brani per le poesie della nostra artista, e nel 2006 è nato il ‘Jazz in versi’: “Poesia e musica jazz; contaminazioni”. una proposta progettuale ideata e curata dalla Pacilio, i cui accompagnamenti jazzistici, l’utilizzo delle improvvisazioni degli strumenti e l’educazione al suono tecnico, colto e raffinato creano la giusta atmosfera per parlare attraverso la poesia un linguaggio universale: l’emozione.
La soddisfazione più grande nel percorso di Rita Pacilio è sempre “quella che sta per arrivare”. “Ho avuto molte soddisfazioni nella mia vita personale (non è poco avere tre bei figli e una vita affettiva molto viva) e in quella professionale/artistica. Ho realizzato tante aspettative ed ho ricevuto numerose sorprese. Ho sofferto tanto, anzi tantissimo e questo per me è stato sempre un dono, mai un fardello. Mi sono sempre sentita ‘prediletta’. Sembrava che dal cielo qualcuno mi guidasse lungo il mio percorso irto e tortuoso. Non cambierei niente di quello che ho vissuto. Nemmeno i torti subiti. Forse sono proprio quei torti che mi hanno permesso di rispondere al mondo con dolcezza e disponibilità ammorbidendo gli spigoli anziché assottigliarli”.
Ogni tassello della vita di Rita ha rappresentato un punto di forza e consapevolezza. “Le esperienze artistiche che fanno la ‘pelle’ sono quelle in cui ti metti in gioco in prima persona. Quelle in cui credi in te stessa, in cui non ti spaventi di essere un pulviscolo di una cava immensa e in cui credi che la tua piccola polvere possa ‘sparare’ sempre, comunque e ovunque un bel colpo!”.
Molte le collaborazioni di Rita con importanti musicisti del panorama jazz nazionale. “C’è stato molto intrigo con l’elettronica delle tastiere di Massimo Colombo a Milano e poi un ottimo affiatamento con il piano di Antonello Rapuano e con la guitar di Giovanni Francesca. Suggestive le collaborazioni con Gianluca Grasso, Stefano Capobianco, Gianluigi Goglia, Francesco Marzani. Sempre emozionante cantare sul soffio della tromba di Luca Aquino o improvvisare al tocco di Corrado Aloise. Tanti i nomi. Ne dimentico sicuramente qualcuno. Mi perdoneranno”.
Tante, inoltre, le pubblicazioni della Rita scrittrice, volumi di poesia editi da Nicola Calabria Editore e Edizioni Lietocolle. Molte le liriche pubblicate in Antologie Poetiche Nazionali e numerosi i premi vinti in concorsi letterari nazionali. “Sono autrice, inoltre, - aggiunge - di racconti erotici, racconti di carattere sociale e di letteratura per l’infanzia (filastrocche, fiabe, favole e quaderni operativi corredati da schede didattiche)”. Arte e Bellezza a 360 gradi, quindi.
E ora? “Ho tanti progetti da realizzare e da condividere con il pubblico, tanti sogni da fare e da vivere e tanti obiettivi da raggiungere e da prefissarmi. A breve uscirà la mia sesta raccolta di Poesie firmata Lietocolle con prefazione di Adelio Rigamonti e postfazione di Giorgio Linguaglossa. Alcune poesie sono i testi dell’Album che inciderò con Claudio Fasoli. Collaboreranno al progetto musicale Antonello Rapuano, Giovanni Francesca, Carlo Lomanto e avrò l’onore di cantare un brano di Luca Aquino con le mie parole. Sto scrivendo un testo poetico a quattro mani con il poeta sardo Claudio Moica e per l’inizio del prossimo anno andrà al pubblico anche questo lavoro, secondo me molto intrigante”. A breve, inoltre, Rita Pacilio parteciperà ad alcuni festival jazz tra cui Riverberi, manifestazione ideata e curata da Luca Aquino qui a Benevento. “E poi tante altre novità anche all’estero che scopriremo insieme….sorridendo e cantando in….poesia!”.
Link: www.ritapacilio.com
Carlotta Nobile