
Il portavoce di Sandra Lonardo Mastella ha diramato una nota dell'Ansa nella quale la esponente dell'Udeur critica l'appoggio dato da alcuni (IDV e sinistra radicale) alla candidatura di Vincenzo De Luca alla presidentza della Giunta Regionale della Campania, per il centrosinistra, data la situazione giudiziaria del sindaco di Salerno, rinviato a giudizio.
La Mastella, a sua volta, è stata rinviata a giudizio nel primo troncone di indagini sull'Udeur dal GUP del Trinunale di Napoli, e dall'ottobre 2009 è a Roma in ottemperanza di un altro provvedimento cautelare a suo carico, il divieto di dimora in Campania, nell'ambito del secondo troncone di indagine sull'Udeur, sempre emesso dalla magistratura partenopea.
''A proposito della candidatura del sindaco di Salerno - esordice su facebook Sandra Mastella -, leggo in queste ore le dichiarazioni di quelli che fino ad ieri sono stati i campioni del giustizialismo piu' sfrenato. Intransigenti e censori, tranne che per se stessi. Rileggo le loro affermazioni, i loro distinguo, i loro però sul caso De Luca. E' l'apoteosi della doppia morale.
Constato che Di Pietro ed alcuni esponenti della sinistra radicale, per opportunità e puro calcolo elettorale, ora fanno marcia indietro e si affannano a distinguere tra il candidato indagato e quello condannato. Ho sempre ricordato che, in base al nostro ordinamento, ogni cittadino di questa Repubblica è innocente fino al terzo grado di giudizio. Di Pietro e certa sinistra, invece, hanno sempre praticato la presunzione di colpevolezza.
Prendiamo atto che oggi fanno una virata senza precedenti e si preparano a sostenere un candidato alla presidenza della Regione Campania da loro stessi definito, fino a pochi secondi fa, 'impresentabile'. Incoerenti, fino alla fine'. 'Cosi', per metterci una pezza chiedono l'impegno a dimettersi in caso di condanna. Nel frattempo, vorrei che non venisse falsato l'equilibrio democratico e che anche a me, come a tutti gli altri, fosse consentito di fare la campagna elettorale, come stabilisce l'articolo 51 della Costituzione''.