Sannio's Mud, lattine di fango ideate dall'artista Biodpi per raccogliere fondi

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L'inventiva è un arma che al popolo sannita è servita per rialzarsi immediatamente dall'alluvione e per riuscire a far emergere forte, dal pantano, alcune richieste di aiuto. L'ultima in ordine di tempo è quella di Biodpi, noto street artist sannita, in collaborazione con l'Associazione Culturale l'Agorà.

Creatività, dignità e laboriosità sono tre aggettivi che al Sannio si addicono. Lo hanno dimostrato fin da subito le popolazioni colpite da questa tragedia. A Benevento e provincia l’emergenza c’è, continua, ma a sfondare il muro del silenzio sono stati i social e le campagne, nate dal basso, di promozione di alcuni prodotti distintivi del territorio, la pasta ed il vino.

L’idea nuova, appena messa in rete è invece quella del noto street artist sannita Biodpi, all’anagrafe Fabio Della Ratta. Un’idea semplice, quella messa in piedi, in poche ore, ma ideata nel momento in cui l’alluvione colpiva anche il luogo in cui risiede, Dugenta. “La prima volta in cui ci ho pensato – racconta – è stato mentre spalavo il fango nelle case e nelle attività commerciali di amici e conoscenti, vuole essere una provocazione per fare in modo che anche da un evento così tragico possa nascere solidarietà, voglia di reagire”.

L’idea di Biodpi è questa, prendere delle lattine, riempirle ed etichettarle con uno stencil firmato e numerato. Ne confezionerà 50 in tutto, tante piccole opere numerate e la prima è già stata messa all’asta su “eBay”. Cosa ci sarà dentro non è dato saperlo, ma ingredienti e peso sono elencati sul retro, “acqua piovana, terriccio sannita, detriti organici di origine vegetale e animale, 400g. Prodotto e confezionato nel Sannio da Biodpi (Fabio Della Ratta) per conto della Fango’s Spa”.

Costo? 20€ ed il ricavato sarà devoluto in beneficenza a favore delle popolazioni colpite dall'alluvione del 15 ottobre. Se la prima è stata messa all’asta, le altre, saranno invece messe in vendita in alcuni esercizi commerciali, dalla Libreria indipendente Masone – Alisei di Benevento dal 28 ottobre, presso la Casa di Schile a Benevento dal 1 novembre, il ristorante pizzeria la Biga di Dugenta dal 27 ottobre e presso il Pepe Nero a Roma.

“I soldi ricavati – spiega Biodpi – la Casa di Schile li destinerà al conto corrente del teatro Magnifico Visbaal di Peppe Fonzo danneggiato dall’alluvione. La libreria Masone, avrà un elenco di beneficiari al quale l'acquirente potrà indirizzare la donazione, a Dugenta invece stiamo organizzando una serata benefica e il ricavato della vendita dei barattoli si sommerà proprio ai fondi raccolti e tutti saranno devoluti in favore delle attività e persone colpite in paese. Queste le idee, ma aggiorneremo il sito di volta in volta in modo da fare della trasparenza un punto fondamentale anche perchè ogni attività che ha deciso di vendere le lattine ha scelto una formula o un beneficiario, li abbiamo lasciati molto liberi”.

“Nonostante la poca attenzione dei media nazionali – conclude Fabio – i social sono riusciti a veicolare il messaggio di un Sannio, si colpito ma non sconfitto. Probabilmente la creatività è stato anche un modo per incanalare la rabbia del silenzio. Così facendo però è venuto fuori l'orgoglio sannita e con questo non avevano fatto i conti”. 

A partire per prima era stata la campagna #saveRummo, con l’azienda sannita che in poche ore è stata travolta da uno tsunami di solidarietà partito proprio dai social. È bastata una foto nella quale si leggeva “l’alluvione non ci ha rammollito” per scatenare una vera e propria caccia all’ultimo pacco di pasta. È stata poi invece la Cantina Sociale di Solopaca a lanciare l’hashtag #sporchemabuone, riferendosi alle bottiglie di vino salvate dall’alluvione ma sporche di fango, idea venuta a due giovani del posto, Almerico Tommasiello e Salvatore Ferri. Il tutto è stato seguito poi dalla campagna “prendici così” che ha visto entrare in commercio, a prezzo ridotto, tutte le 80mila bottiglie salvate – ne rimangono ancora poche in vendita – e che in poche ore è diventata virale. 

Michele Palmieri



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