
Se si guarda il bicchiere mezzo vuoto, l’esordio di ieri sera del ‘Sannio Film Fest’ non è stato di certo entusiasmante. Se avessi avuto la possibilità di fare un rapido giro nelle menti delle persone sedute in sala, sono certa che ognuno è ritornato con i ricordi ai fasti del passato ed ha ripercorso le scene delle anteprime cinematografiche, dei film sottotitolati, ha rivisto gli attori e le attrici a spasso per le strade di S. Agata. L’aria di fermento che per 13 anni ha avvolto la cittadina caudina rendendola una sorta di ‘Cinecittà del Sannio’ ieri non si è percepita. Queste le sensazioni, però, se il bicchiere si guarda mezzo vuoto. Se si sposta la prospettiva, invece, ed il bicchiere lo si vede mezzo pieno, ecco che tutto cambia: la sala che ospiterà le proiezioni, fino a qualche settimana fa usata solo per convegni ed incontri, per qualche ora ritornerà alla sua originaria funzione. Tra le quattro pareti riecheggeranno i suoni e le immagini delle pellicole cinematografiche, come fu un tempo, ed anche S. Agata s’illuderà di riavere il suo cinema. Ancora, il bicchiere è mezzo pieno, perché dopo le polemiche durate per tutto il 2011, sulla mancanza di budget e l’incapacità di trovarne di nuovi, il SFF è cominciato, in austerity come il clima in cui stiamo vivendo, ma ha alzato il sipario. Prima della proiezione del film che ha inaugurato il Festival del cinema in costume, il direttore artistico, Truocchio, ha voluto sottolineare come il suo intento sarebbe quello di “cancellare la parola ‘ex’ dalla Sala Cinema Italia, prenderla in gestione e riportare il cinema a S. Agata nel vero senso della parola. La sfida non è confrontarsi con le multisala delle periferie cittadine, ma mantenere viva una sala cinema per un’utenza che abbia il gusto e la passione per il cinema”. La serata inaugurare ha visto la proiezione di un film storico ‘Il discorso del re’ sui problemi di balbuzie di re Giorgio VI ed il rapporto con il logopedista Lionel Logue che lo ha in cura. Ma per S. Agata, il vero esordio del SFF è stata la proiezione di un cortometraggio “Safety Dream” voluto dall’Associazione ‘Irmin - Amici di Erminio Mauro’, un’associazione di volontariato, senza fini di lucro, nata in memoria di Erminio Mauro, un giovane santagatese prematuramente scomparso il 15 marzo 2009 in un incidente stradale. Il lavoro è nato da un concorso, bandito dall’associazione, per le scuole allo scopo d’incentivare i più giovani alla sicurezza ed alla prevenzione sulle strade. A presentare il corto ci ha pensato il presidente dell’Associazione, Paolo Farina, che ha spiegato i motivi del lavoro e le persone che ci hanno lavorato, ed in questo è stato coadiuvato dal Preside dell’Istituto Tecnico di S. Agata, uscente ed entrante. “Sant’Agata è il paese delle prime volte, ma l’Associazione ‘Irmin’ è stata l’eccezione che conferma la regola – ha sottolineato il professor Andrea De Rosa, preside uscente dell’Istituto Tecnico. – Lo scorso anno ho accolto con favore l’iniziativa degli amici di Erminio Mauro, perché per me la scuola non è solo libri, compiti, docenti ed interrogazioni, ma è soprattutto un luogo in cui i giovani devono imparare la vita e conoscere le regole del vivere civile”. Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso l’attuale preside, Vincenzo Posillico e lo stesso vale per il primo cittadino santagatese, Carmine Valentino, i quali hanno fatto i complimenti ai ragazzi che hanno partecipato attivamente al lavoro. ‘Safety dream’ è ambientato a S. Agata ed ha lo scopo di promuovere e sensibilizzare i giovani alla sicurezza stradale. “Con ironia, leggerezza ed anche con un pizzico di paradosso – ha sottolineato Helena Rizzo, la regista del corto – abbiamo cercato di affrontare un tema così spinoso, ma la tempo stesso molto attuale. Dal momento che l’input da cui si partiva era ricordare un giovane trentenne scomparso per un incidente, appunto, abbiamo cercato di essere il meno tragici possibile e di sfruttare tutte le nostre capacità creative per far giungere un messaggio positivo ai destinatari del corto”. In un paese in cui tutti vivono protetti da caschi integrali, dalla ragazza che porta a spasso il cane, dalla mamma che sveglia il figlio, alla giovane coppia di fidanzatini alle prese con i noti ‘lucchetti dell’amore’ solo un ragazzo va in giro senza casco ed il caso vuole che inciampi su una buccia di banana. In realtà, il giovane protagonista, interpretato da Emilio Grasso, ha solo fatto un brutto sogno: il suono della sveglia lo riporta alla realtà, in cui è ben cosciente dell’importanza dell’uso del casco. “Il corto è stato girato il 48 ore – ha continuato la regista Rizzo – grazie alla collaborazione di tutti i ragazzi che hanno messo a disposizione perfino le loro case. Prima di girare, gli studenti avevano fatto un corso di cinematografia, attraverso le lezioni di Remigio Truocchio, che gli ha permesso di arrivare alla pratica del girato comunque con un bagaglio alle spalle”. Dopo la proiezione dell’anteprima di ‘Safety Dream’ nella sala si è percepita commozione per Erminio, e come compare nei titoli di coda del corto ‘il ricordo è un modo d’incontrarsi’.
Nella Melenzio