27/10/2011 :: 16:59:26

Sannio terra di risparmiatori? Non più


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NOSTRO SERVIZIO - I sanniti non risparmiano più. O almeno, non come in passato. Lo ha stabilito un’analisi del Centro Studio Sintesi che prende in esame il fenomeno della propensione al risparmio.
Su scala nazionale, dall’inizio del 2008, quando già cioè si avvertivano i primi campanelli d’allarme della crisi economica, fino al 31 maggio 2011, i depositi bancari delle famiglie italiane sono cresciuti in media di circa 1500 euro, da 21.821 a 23.426. Nello stesso periodo, però, a causa dell’inflazione, il pacchetto ha subito un erosione e dunque, in termini reali, il deposito bancario medio per famiglia è aumentato solo dello 0,6%. Analizzando nel dettaglio le realtà territoriali in provincia di Benevento si registra il dato peggiore della regione Campania, con una variazione al netto dell’inflazione pari al -8%. La situazione non è omogenea nel resto del Paese. I depositi sono aumentati in 11 regioni ma sono diminuiti in 9. I più virtuosi sono i valdostani, con un +5,3%. Maglia nera l’Umbria con -7,9% di depositi rispetto al 2007. Tra i segni meno soprattutto le regioni del Sud. La Campania si posiziona poco oltre metà classifica, al 13° posto, col -0,8%.
Le uniche due province che evidenziano andamenti positivi sono Salerno (+2,9%) e Napoli dove (+0.1%).
L’analisi dei dati riferita al rapporto tra depositi e impieghi a livello territoriale, fornisce valide informazioni sul sistema creditizio e consente di osservare quali sono i territori dove è più facile usufruire di finanziamenti e quelli dove invece l’accesso al credito è più debole o rallentato. Si tratta di una fotografia che coglie le speranze di ripresa dell’economia italiana: la Lombardia, ad esempio, si conferma l’architrave per l’intero Paese, il motore che prova a risollevare la testa, con un quartetto di province, come Brescia Milano Bergamo e Mantova, dove gli impieghi valgono più del doppio dei depositi. Dalla seconda posizione in poi svettano le regioni del Nord e del Centro (Toscana, Marche, Trentino Alto Adige e Veneto), mentre per le province il gruppo di testa è tutto toscano, con Siena e Firenze alla guida. Questi dati, probabilmente, sono il riflesso di una maggiore attenzione del mondo bancario al territorio in un momento di maggiore dialogo tra il mondo delle banche e quello delle imprese.

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