
I medici dell'Ospedale Fatebenefratelli di Benevento scrivono una risentita lettera aperta all'assessore regionale alla Sanità, e noto chrurgo napoletano, Mario Santangelo, in cui gli chiedono di scusarsi con tutti coloro che operano nel nosocomio. Il riferimento è a una battuta dell'assessore "Fatene un museo!" rivolta al sindaco di Benevento, Fausto Pepe, che, in un vertice l'altrieri in Prefettura, lo contestava, ricordando a Santangelo i 400 anni di storia dell'istituzione. L'assessore, infatti, aveva appena detto che due ospedali a Benevento città erano troppi e che del Fatebenefratelli se ne poteva fare a meno.
Notevoli sono state le proteste suscitate in città cui oggi si aggiunge quella dei medici. "In riferimento alla Sua dichiarazione - essi scrivono -, relativa al destino “museale” del nostro Ospedale “Fatebenefratelli” di Benevento, ci meraviglia che una espressione così infelice sia stata usata da un Collega, che ben dovrebbe sapere che cosa rappresenta il Fatebenefratelli nella sanità regionale e nazionale. Quattrocento (diciamo 400) anni di Storia non si possono cancellare con una battuta di cattivo gusto.
Chi ha responsabilità istituzionali ben dovrebbe misurare le parole e non essere (anche inconsciamente) offensivo verso un mondo (Medico, Infermieristico, Amministrativo, Ausiliario…) che ogni giorno lavora a contatto con la sofferenza e con la morte (e il Collega Santangelo lo sa bene per i Suoi noti trascorsi all’interno delle sale operatorie). Peccato che in questa occasione ha mostrato di averlo dimenticato.
Un motto diventato famoso all’interno delle nostre strutture fu coniato da Papa Pio XI (Papa Ratti) per i Fatebenefratelli: “carità antica, mezzi modernissimi” ed è diventato un monito per tutti noi. Avere “mezzi modernissimi” può anche essere facile; basta una donazione bancaria per avere la migliore apparecchiatura esistente in commercio, ma la “carità antica” non si può acquistare; è frutto di una sensibilità maturata nel tempo, di una cultura distillata ed inculcata, di una tradizione di una scuola che si tramanda nei secoli. Mai sottovalutare questi aspetti cruciali, se veramente si vuole fare il “bene comune”, a cui siamo chiamati, a tutti i livelli.
Venga Assessore a visitarci ed a conoscerci prima di esprimere giudizi, poi ci confronti con le Sue altre esperienze e poi prenda le giuste decisioni che Le competono. La accoglieremo con educazione, con rispetto, con stile e con il vero “spirito ippocratico”, espressione della nostra formazione scientifica ed etica.
Poi parleremo, seriamente, di organizzazione sanitaria regionale, di esigenze economiche, di costi e di benefici per la collettività. Questo è un invito ufficiale, per Lei e per tutti gli Assessori Regionali, ovviamente dopo le elezioni, perché a noi non piacciono le passerelle pre-elettorali.
Ci auguriamo che, nello spirito di Colleganza, voglia capire il nostro stato d’animo, offeso dalle Sue parole, e ci attendiamo, da un Professionista qualificato quale è Lei, un segno di ravvedimento".
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