12/01/2012 :: 8:33:9

Scaturchio, bancarotta e accertato abuso del marchio aziendale: scatta la misura interdittiva per 3 imprenditori


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Aggiornamento: Distratte somme rilevanti dal patrimonio aziendale
Le operazioni condotte dai finanzieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, hanno fatto emergere, si legge in una nota del Comando partenopeo della Guardia di Finanza, gravi responsabilità a carico degli indagati i quali, in concorso con i soci della storica azienda partenopea, avrebbero "contribuito al depauperamento dei beni aziendali ai creditori sociali sottraendo anche consistenti somme al fisco, creando così un debito erariale per oltre 11 milioni di euro”. Il provvedimento della Procura di Napoli, eseguito dalla della Guardia di Finanza, è relativo a gestioni precedenti a quella attuale. Le indagini sono partite dal 2004 e hanno accertato che l’impresa “Giovanni Scaturchio”, dichiarata fallita con sentenza del 18 dicembre 2009, aveva accumulato debiti erariali per circa otto milioni di euro e che proprio in quel periodo l’amministratore della società poi deceduto aveva concesso in fitto il “gioiello di famiglia” a società che si sarebbero dichiarate, solo formalmente, in grado di ripianare interamente la imponente situazione debitoria della prima e di riorganizzare l'azienda adottando un articolato piano industriale. Le misure interdittive sono state disposte nei confronti di tre persone, una delle quali beneventana, ritenute responsabili, in concorso tra loro e con altri due soggetti, del reato di bancarotta fraudolenta; sequestrate le quote della società Scab srl. Le investigazioni hanno consentito di accertare che i tre non avrebbero adempiuto ad alcuno degli obblighi contrattuali, "persino contribuendo a far aumentare l’importo dei debiti verso l’erario fino a undici milioni di euro". La Scab e la Turistiche Alberghiere, a loro volta "evasori totali" secondo la nota della Procura della Repubbluca di Napoli, erano società che sarebbero state create ad hoc allo scopo esclusivo di gestire l’impresa Scaturchio attraverso “teste di legno, mere esecutrici delle direttive emanate dai destinatari dei provvedimenti di interdizione". Così gli indagati avrebbero concorso a distrarre dal patrimonio aziendale di Scaturchio somme rilevantissime, circa tre milioni di euro, derivanti da profitti ricavabili dall’azienda che, come ha sostenuto il curatore fallimentare, "era una macchina perfetta capace di sopravvivere autonomamente grazie allo spontaneo sincronismo tra le forze lavoro”. Dalle indagini è anche emerso che sarebbero state aperte anche altre sedi, come a Benevento, con il marchio “Scaturchio” senza alcuna autorizzazione preventiva.
GdF: Sequestrate quote per 11 milioni di euro nel corso dell'indagine sull'azienda Scaturchio
NOSTRO SERVIZIO - Il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato quote di società per almeno undici milioni di euro nell'ambito dell'indagine sul fallimento della nota pasticceria partenopea Scaturchio. Tre persone sono accusate del depauperamento dei beni aziendali: le fiamme gialle hanno anche seguito a Roma e Benevento alcune ordinanze di interdizione di attività imprenditoriale.
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