
Le tre sedi della Scuola superiore della Magistratura potrebbero specializzarsi nella gestione di tre diverse tipologie di formazione professionale: per le toghe di prima nomina, per l'aggiornamento professionale permanente di tutti i magistrati in servizio e per i dirigenti. Le sedi certe, come si sa, per il momento sono soltanto due, quella del nord, Bergamo, e quella del centro, Firenze. Al sud è ancora in corso la disputa tra Benevento e Catanzaro. Lo spacchettamento delle competenze, secondo il vicepresidente del CSM Michele Vietti, sarebbe un rischio. A Vietti, che ha paventato la minaccia di una "non uniformità" della formazione e dell'aggiornamento dei magistrati e ha osservato come tale rischio "potrebbe certamente essere scongiurato se la Scuola prevedesse obiettivi formativi differenziati rispetto alle sedi", ha replicato il guardasigilli aprendo al confronto: "Il percorso che conduce alla piena operatività della scuola", ha detto, "è ancora lungo e non privo di ostacoli", ma "desidero assicurare, fin da adesso, la mia piena disponibilità al confronto, nella consapevolezza che l'attenta considerazione delle ragioni del Consiglio superiore è condizione imprescindibile affinché si possano adottare, in tutta serenità e concordanza, le scelte finali".
(Fonte: La Politica Italiana)