19/11/2009 :: 18:35:17

Sindrome del Dolore: la musica contro un surrogato di felicità


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Un genere ‘post dark’, testi che spronano l’individuo a guardarsi dentro, e tematiche come la solitudine, il rifiuto del potere, la voglia di non omologarsi e di non crescere mai. Questi sono gli ingredienti necessari per cominciare a delineare il profilo musicale dei Sindrome del Dolore, band beneventana nata nel 2004 e unita dalla passione per la new-wave, il metal, gli anni settanta, gli chansonniers, il gothic rock, il punk hardcore torinese e il pop, tutti generi che hanno influenzato in un modo o nell’altro la loro produzione artistica.

“Sindrome del Dolore è un nome che vuole significare un paio di cose, ma è bene che ognuno lo interpreti come preferisce”, ci raccontano i membri della band. “E’ un nome che viene fuori dalla voglia di trovare qualcosa che sia forte e sincero, che non rimandi all'ossessione dell'allegria obbligatoria propria del modello dominante, in cui è contento soltanto chi consuma, chi fa unicamente scelte rispettabili, chi viene risucchiato dal sistema di valori della maggioranza. Può voler dire che il dolore ha un valore eversivo, laddove ogni potere può solo dire che tutto va bene. E questo è uguale per tutti. Tutti i poteri hanno cercato e cercano di censurare il dolore, e vogliono donare ai propri sudditi un surrogato di felicità per tenerli buoni. Non sappiamo che farcene. Vogliamo tutto”.

‘Il sapore del suicidio’, primo disco della band, risale proprio al 2004 ed è un promo di cinque brani che ha ottenuto ottime recensioni sulle riviste specializzate. Come ogni lavoro di debutto, anche quello della band beneventana ha rappresentato sicuramente un’esperienza importante e formativa. “Eravamo meravigliosamente incoscienti” ci raccontano i Sindrome del Dolore, “e ciò che venne fuori è un disco senza compromessi, sia a livello musicale che a livello lirico. Tra i brani ci piace ricordare ‘Ciò che resta di me’, una canzone ancora oggi considerata da molti tra le più belle”.

Quattro anni dopo esce, invece, ‘Maschere’, il primo vero album dei Sindrome del Dolore, con nove brani, inciso presso gli Over studio di Marco Colella. “C'è dentro tutto quello che abbiamo fatto in questi anni”, ci racconta la band. “E' un disco molto unitario, quasi un concept, sulle paure e sul potere, per il quale abbiamo inoltre sperimentato delle forme di distribuzione forse uniche, regalando il cd originale a chiunque ne facesse richiesta, e dobbiamo dire che è piaciuto a molta gente”.

Molti sono i momenti vissuti che la band sannita non può dimenticare: “da certi concerti assurdi, a certe improbabili ospitate in radio, fino a quando dribblammo un'offerta discografica che ci fece un pezzo grosso della discografia milanese, calvo e col pizzetto bianco”. Senza dubbio, però, fra le esperienze più importanti dei Sindrome del Dolore vanno citate la vittoria di un concorso indetto da Musicity.Org per le band emergenti, con la conseguente pubblicazione di un brano sulla compilation ‘Movin in the Underground’; l’inserimento del loro brano ‘Lame’ nella compilation ‘Do Hit! Yo Sell...Vol.1’, prodotta dall'indie label Milosci Records e la partecipazione, con il brano ‘A cosa serve’, alla compilation ‘The Holy Hour Compilation vol.1’, prodotta dalla Holy Hour Produzioni.

E ora? “Nel 2010 faremo sicuramente uscire il nuovo Ep, che dovrebbe contenere 4 brani e molte sorprese, almeno per chi ci segue da tempo. A livello di genere non ci sbilanciamo ma possiamo dirti che sarà diverso da ‘Maschere’, ci saranno delle influenze nuove.” Riguardo agli obiettivi, ci dice la band, “non ce n’è uno preciso, non abbiamo nessuna particolare ansia di arrivare chissà dove. Crediamo che ottenere un contratto o arrivare a suonare in qualche tempio della musica sia una questione secondaria rispetto alla creazione dei brani”. Eppure un desiderio c’è. “Alcuni fans, ma anche alcuni amici, hanno profetizzato che non saremmo mai riusciti a fare un disco più bello di ‘Maschere’... Beh, smentirli sarebbe carino!”

Link: www.myspace.com/sindromedeldolore

Carlotta Nobile

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