29/06/2010 :: 11:57:52

Sinistra Unita di Telese: tutto ciò che non va nella gestione delle Terme e del Consorzio


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L'ingresso delle Terme di Telese
L'ingresso delle Terme di Telese

L’assemblea dell’associazione Sinistra Unita di Telese ha discusso della gestione delle Terme e del Consorzio idrotermale. All’assemblea ha preso parte il vicesindaco di Telese, Gianluca Aceto, in qualità di iscritto. Il sodalizio sostiene il nuovo approccio dell’Amministrazione Comunale e l’avvio di nuove relazioni industriali tra il Consorzio Idrotermale e l’Impresa Minieri, ritenendo insoddisfacenti e improduttive quelle registratesi negli anni precedenti. In particolare dal dibattito si è evinta una precisa linea programmatica su cui chiamare a interloquire le istituzioni:

1. L’associazione ritiene deludente la chiusura della vertenza dei lavoratori stagionali, in quanto l’Impresa Minieri non ha mantenuto gli impegni presi con i lavoratori, il sindacato e le Amministrazioni comunali di Telese e S. Salvatore Telesino. Dopo aver ottenuto il ritiro dei contenziosi da parte dei due lavoratori inizialmente esclusi, infatti, abbiamo appreso che tutti i lavoratori stagionali non sono stati assunti per sei mesi ma soltanto per cinque, con notevoli ripercussioni negative su reddito e indennità di disoccupazione. Si ritiene pertanto necessario riaprire la vertenza per ottenere l’assunzione a sei mesi, così come concordato insieme all’Impressa subconcessionaria;

2. L’associazione non condivide la scelta, operata dall’Impresa Minieri, di affidare a una ditta esterna il servizio di manutenzione di aiuole e giardini, in quanto più onerosa della gestione in proprio - per ammissione della stessa Impresa Minieri – e anche perché all’apertura del parco le condizioni dello stesso non erano soddisfacenti. Attualmente, e ormai da diversi anni, altre zone del parco risultano praticamente in stato di abbandono o adibite a deposito di materiale da risulta;

3. Si reputa obiettivo prioritario e strategico che le Amministrazioni comunali di S. Salvatore e Telese sappiano trovare la soluzione condivisa per adeguare lo statuto del Consorzio idrotermale, attualmente contra legem, al decreto legislativo 267/2000. Occorre infatti dare operatività a un rinnovato ente strumentale che sappia realizzare gli interessi pubblici delle due comunità attraverso un piano di azione e di investimenti adeguato alla sfida dei tempi e ai bisogni collettivi, anche in termini di sviluppo sostenibile, turismo e ricadute occupazionali. «Le scelte e gli obiettivi fissati dal Consorzio, in attuazione degli indirizzi determinati dagli enti aderenti, trovano adeguato sviluppo nel Piano programma, inteso come strumento di programmazione generale, e nel bilancio pluriennale» (art. 27 dello statuto). Le scelte fondamentali sono demandate al Consiglio di amministrazione, che «è anche l’organo di indirizzo dell’attività imprenditoriale e di amministrazione» (art. 8). Attualmente manca finanche il piano programma. Si tratta di un deficit molto serio, soprattutto considerando che la programmazione europea 2007-2013 è ormai in pieno svolgimento. In altri termini, esistono notevoli possibilità di accesso a fondi comunitari e a piani straordinari di intervento che necessitano, per essere concretizzati, di una grande capacità organizzativa, istituzione e progettuale;

4. In attesa del nuovo statuto, occorre che il Cda del Consorzio si attivi immediatamente per il rispetto di tutte le clausole contrattuali in vigore. Il contratto, che scadrà nel 2021, dal 2007 ha un canone annuale di € 154.937.000. Esso è inopportunamente sbilanciato a favore del gestore privato, mentre solo marginalmente è richiamato il ruolo pubblico. In ogni caso, l’associazione propone al Consorzio idrotermale di verificare i seguenti punti:
a) Investimenti previsti all’art. 7 del contratto (Programma straordinario di investimenti), con particolare riferimento alla realizzazione della piscina Santa Lucia;
b) Lavori di completamento della piscina olimpionica, al cui scopo sono state destinate anche risorse del PIT Filiera termale;
c) lavori di miglioramento effettuati dall’Impresa subconcessionaria, in luogo dei quali il Consorzio restituisce il 30% del canone annuo fino alla scadenza del contratto. Tale possibilità di verifica è espressamente prevista dallo statuto del Consorzio e dal contratto di subconcessione (art. 6), ma mai attuata;
d) misure previste nel Piano di rilancio e riqualificazione delle Terme di Telese, presentato nel giugno del 2001 dall’Impresa subconcessionaria ed allegato al contratto: si pensi al marketing nazionale ed internazionale, alla prevista captazione delle acque calde e costruzione della piscina Santa Lucia, all’incremento occupazionale di 36 unità lavorative;
e) attività formativa prevista per i dipendenti, fattore quest’ultimo strategico per ogni ipotesi di rilancio e riqualificazione;
f) attuazione dell’articolo 17 del contratto, che prescrive la compilazione di verbali sullo stato di conservazione e manutenzione del complesso idrotermale;
g) implicazioni della legge regionale n. 8/2008, “disciplina della ricerca ed utilizzazione delle acque minerali e termali, delle risorse geotermiche e delle acque di sorgente”.

5. garanzia dell’attingimento libero di acqua per i cittadini di Telese e San Salvatore;
6. approvazione di un regolamento per l’erogazione dei contributi;
7. allocazione della sede del Consorzio all’interno del parco termale;

L’associazione chiede pertanto alle amministrazioni di S. Salvatore e Telese e al Cda del Consorzio idrotermale di attivare immediatamente tutte le procedure di verifica e controllo sui lavori effettuati dall’Impresa Minieri e sull’ammontare effettivo degli stessi.

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