
Mercoledì 17 febbraio alle 17 presso la sede del Sunia – Apu di Benevento, in Via Iandoli 12, si terrà l’assemblea dei trecento prenotatari degli alloggi di edilizia agevolata. In merito il segretario provinciale del Sunia di Benevento, Giuseppe Falzarano, il responsabile provinciale dell’Apu sannita, Paolo Iorio e il presidente del comitato prenotatari, Alfonso Pacilio, hanno inviato una nota in cui definiscono un vero bluff la costruzione delle abitazioni promesse. Di seguito il testo integrale:
“Dopo le tante diatribe intercorse nei mesi scorsi fra Iacp (Istituto autonomo case popolari) e Comune, per l’individuazione delle aree e il rilascio dei permessi a costruire per i 300 alloggi e per i 60 destinati agli sfrattati, finalmente nella riunione dell’Osservatorio Casa dello scorso 9 febbraio le promesse dei politici di turno si sono risolte in un bluff mediatico.
Il presidente facente funzione dello Iacp di Benevento, Vincenzo Nicolella (..)., smentendo quanto finora promesso dal precedente presidente Umberto Del Basso De Caro, ha affermato che il programma si è fermato a 72 alloggi che potrebbero divenire 150, ma non più gli originari 300.
Ciò significa che il piano presentato in grande stile oltre un anno fa, a Palazzo Paolo V, dall’allora presidente e dal sindaco di Benevento Fausto Pepe, si ridimensiona bruscamente. Si sarebbe così 'brillantemente' risolta la gara di incapacità, che ha visto nei mesi scorsi rivaleggiare Iacp e Comune: il primo incapace a trovare le risorse per contributi per tutti i 300 alloggi prenotati, il secondo (...) non in grado di concedere idonee aree dove costruire.
Alla fine tutto si è rivelato solo una (...) beffa, del Comune e dell'Iacp sulla pelle di trecento famiglie che, con fiducia, avevano partecipato al prebando, sborsando i 5mila euro richiesti come condizione di partecipazione. Un ulteriore scandalo da noi denunciato è la riduzione dei fondi per la costruzione degli ex 60 alloggi, destinati dall’allora ministro Antonio Di Pietro alle famiglie sfrattate: i ritardi di Iacp e Comune hanno permesso all’attuale governo di ritirare i fondi e di stanziarne solo quattro milioni e ottocentomila, forse appena sufficienti per 32 alloggi.
Esprimiamo il fondato timore che il programma costruttivo possa del tutto vanificarsi, perché a oggi mancherebbero addirittura anche le aree dove poter costruire. Come mai, constatato che son passati oltre due anni dal pre-bando e oltre un anno dallo scorso gennaio 2009, i vertici dello Iacp non hanno sentito prima il bisogno di parlare chiaramente ai cittadini?
Come mai non è stato emesso subito il bando per individuare per tempo i primi 72 aventi diritto ai contributi ed evitare inutili illusioni agli altri? Come mai non hanno restituito prima le somme incassate? Forse nella speranza che nel silenzio i prenotatari si scoraggiassero man mano e si allontanassero?
Dove è finito il progetto tanto decantato e super presentato a Palazzo Paolo V? Dove sono gli interessi sul capitale versato dai cittadini? Dove sono finiti i paladini che in Consiglio Comunale si batterono per l’individuazione delle aree per i trecento alloggi di Capodimonte?
A questi interrogativi noi e i cittadini di Benevento attendiamo risposte serie, anche dalla magistratura, per accertare se vi sono stati comportamenti omissivi, abusi e sperpero di danaro pubblico, perché il trattamento riservato alle 300 famiglie è veramente indegno.
Infine denunciamo le forti responsabilità anche della Regione Campania che, non nominando il presidente indicato dal Consiglio Provinciale, per oltre un anno ha privato l’Iacp di Benevento della sua massima guida riducendone fortemente le capacità operative e che solo da pochi giorni ha provveduto a tanto nominando finalmente Nino Del Vecchio. A lui rivolgiamo l’ultima domanda: “Sappiamo che non ha ancora potuto insediarsi nella carica, ma vorremmo sapere che cosa pensa di questa vicenda e come operaerà?".