21/02/2010 :: 12:44:29

Sunia e Apu replicano duramente a Nicolella dell'Iacp. Fatti e non più parole


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Giuseppe Falzarano
Giuseppe Falzarano

Giuseppe Falzarano, segretario sannita del Sunia, e Paolo Iorio, omologo dell'Asu, associazioni di inquilini e piccoli proprietari, replicano oggi alla nota del presidente facente funzioni dell'Iacp, Vincenzo Nicolella, sulla spinosa questione dei 300 alloggi da costruire a Contrada Capodimonte di Benevento, Ipotesi avanzata due anni fa, e presentata l'anno scorso da Comune e Iacp, poi non concretizzatasi e probabilmente fortemente ridimensionata, se e quando sarà. Nicolella ieri chiedeva di porre fine alle critiche strumentali, avanzata in questi giorni da PDL, Sunia e Apu, unendo piuttosto politica, enti e sindacati alla ricerca di efficiaci soluzioni per superare la stasi attuale.
 
Oggi Sunia e APU replicano: "Finalmente apprendiamo ufficialmente quel che già tutti sapevamo. Ovvero che a distanza di oltre due anni e mezzo dall’avviso pubblico dell' Iacp i suoli ancora non ci sono e che, se il Comune di Benevento non assegna i suoli, l'Istituto Autonomo Case Popolari non può costruire. Dunque, aspettiamo che il sindaco Fausto Pepe dica la sua. Prendiamo atto delle dichiarazioni di Nicolella che (...) polemizza con il Sunia, pur senza nominarlo, e con gli stessi prenotatari. Esprime la sua posizione istituzionale e distingue le responsabilità sue e dell’Iacp da quelle del sindaco e del Comune.

Il presidente facente funzioni cerca di arrampicarsi sugli specchi, di svicolare dal problema, tenta di trovare alleanze in sodali e colleghi, a destra e a manca, per giustificare il suo troppo lungo silenzio, ci accusa finanche di strumentalità e di antagonismo, ma i cittadini tutti di Benevento sanno bene che noi, in serena coscienza, da subito, in tempi non sospetti, né elettorali, abbiamo espresso sostegno e apprezzamento alla forte iniziativa portata avanti dall’allora presidente dell’Iacp, Del Basso De Caro, tesa a rilanciare il ruolo positivo dello Iacp, quale soggetto progettuale e realizzatore di edilizia pubblica, convenzionata e sovvenzionata, a favore cioè sia dei soggetti economicamente più deboli, partecipanti ai bandi per alloggi in locazione, sia dei nuclei familiari economicamente meno deboli del ceto impiegatizio, esclusi in base al reddito dai bandi per alloggi in locazione, ma non abbastanza forti da poter accedere al libero mercato degli alloggi, segnato da prezzi speculativi irraggiungibili per essi.

In questo senso, abbiamo da subito plaudito al programma messo in campo dallo IACP, lo abbiamo pubblicamente sostenuto e abbiamo polemizzato con forza con chi lo voleva contrastare: lo stesso  De Caro ci ha dato continuo riscontro e riconoscimento della nostra positiva e costruttiva attività e ci ha apprezzato, sia direttamente che in pubblico, anche nel corso del famoso convegno dell’ 8 gennaio dello scorso anno, per la presentazione del progetto dei 300 alloggi a Palazzo Paolo V .

Veniamo ora agli altri punti salienti del problema: l’Avviso pubblico di preselezione per l'edilizia agevolata, inizialmente previsto per 100 alloggi, 72 coperti da contributo e 28 non coperti da contributo (ma è stato mai richiesto un allargamento del numero dei contributi per tutti?), pubblicato nel lontano 3 ottobre 2007, fece registrare 300 domande-manifestazioni di interesse. Ora ci si viene a dire che serviva solo “.. a definire la domanda sociale cui raccordare un'offerta con il massimo di risposte possibili”.

"Le vostre presunte “ scelte fin dall'inizio con … informazione chiara e trasparente” - continuano Falzarano e Iorio rivolti all'Iacp - non dicevano mica che i 5000 euro chiesti in prenotazione sarebbero servirti per una sorta di rilevazione statistica e di censimento del bisogno: i censimenti non si fanno chiedendo 5000 euro ai cittadini!".

Quanto alla scelta dei suoli, sia noi che i cittadini, sappiamo bene “che la scelta delle aree va fatta dal Comune e non dallo Iacp, e che ….ora come allora nessun programma costruttivo poteva essere realizzabile, senza l'assegnazione dei suoli e la sottoscrizione della relativa convenzione tra Comune e Iacp.”, ma solo ora, dopo le dimissioni (...) di Del Basso de Caro, dopo la sua designazione e mancata nomina (da parte di una Regione nemica o disattenta?), dopo tanti proclami, dopo dibattiti in Consiglio Comunale, dopo silenzi tombali di mesi dei vertici Iacp, solo ora dopo le denunce di Sunia, Apu e prenotatari organizzati in “Comitato”, ci si viene a dire che “I nodi da sciogliere erano e restano questi”.

Ma di quale strumentalismo e di quale “allarmismo” ci si accusa? Chi può non condividere il fondato timore di centinaia di famiglie che non ricevo risposte da anni?  Non siamo noi a “confondere il mezzo con il fine ed a rischiare di bruciare ogni opportunità di intervento nel campo dell’edilizia sociale pubblica”, i “ termini di costi-benefici e dell'azione calmieratrice propria dell’edilizia agevolata …” sono bruciati dalle scelte mancate di chi amministra e governa la nostra città e non opera scelte a favore dei ceti popolari e dei più deboli!".
 
“Per quanto riguarda la quota versata (...) sappiamo bene “che l'Iacp non ha mai rifiutato quanto dovuto ai prenotatari che hanno scelto di abbandonare l’interesse in precedenza manifestato”, (e ci sarebbe mancato!), ma si è chiesto Nicolella come mai ben 130 famiglie si sono sentite tradite nelle loro giuste aspettative e si sono ritirate?

Come mai, presidente facente funzioni, lei non ha avvertito prima il bisogno di parlare chiaramente ai prenota tari dei 300 alloggi? Come mai ha aspettato solo l’occasione dell’Osservatorio Casa (...) per dire, tra addetti ai lavori, la sua?  Non sono nostre “le interpretazioni forzate, né la confusione creata…”.

Se “In alcuni paesi della provincia il programma previsto di edilizia agevolata è stato già attuato con l'assegnazione degli alloggi agli aventi diritto e con l'apprezzata efficienza”, se “altri progetti sono in fase di apertura di cantiere per dare risposte concrete ai bisogni che le altre comunità locali esprimono” vuol dire che le responsabilità maggiori per le inadempienze sono presso il Comune di Benevento, lì c’è confusione!

Capisca che la disperazione delle mancate risposte induce a chiedere “il rimborso delle quote anticipate” Non è molto leale affermare che“di fronte a tanta confusione vien da dire il famoso detto: "O indichi la soluzione, o fai parte del problema". A noi, di fronte a tanta sordità viene da dire: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Le nostre proposte semplici e chiare, all’IACP e al Comune, son sempre le stesse: non perdiamo altro tempo, ché i costi lievitano e incidono sempre più pesantemente sulle possibilità dei prenotatari;
scegliamo subito i suoli per realizzare tutti gli alloggi richiesti;  pubblichiamo subito il bando per individuare gli aventi diritto ai contributi regionali, per permettere a tutti di operare scelte consapevoli, compresa quella di affidarsi all'Iacp per costruire una casa pur priva di contributi.

Quanto poi alla meritoria azione, intrapresa sin dallo scorso anno cioè da quando si è insediato, dell’assessore all’urbanistica Angeloo Miceli, presidente, lasci a lui la possibilità di dire la sua, non ha bisogno di avvocati d’ufficio, da lui ci aspettiamo che, in tempi certi e rapidi, indichi i suoli dove poter costruire case vere sia per i prenotatari che per gli sfrattati: per queste famiglie case vere, non solo progetti e sogni.

Infine “il prefetto di Benevento, Michele Mazza, intervenuto con competenza e sensibilità, con l’obiettivo non nascosto di tentare una soluzione sull’intera problematica..”, anche per nostra diretta sollecitazione, ci ricevette lo scorso 19 gennaio e promise ai noi rappresentanti di Sunia e Apu e al presidente del Comitato Prienotatari che avrebbe convocato un tavolo istituzionale con Comune IACP e noi per una disamina completa della situazione e per giungere alla concreta realizzazione degli alloggi.

“Lo IACP è impegnato a fare la propria parte con coerenza e responsabilità lungo il percorso tracciato dal Prefetto', aspettiamo che lo faccia e rapidamente, come anche il Comune. I cittadini e noi ve ne daremo riconoscimento, quando ciò accadrà".

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