Tagli all'Università, riunito tavolo istituzionale: sì a un documento congiunto

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Nostro servizio - Prossima riunione a settembre e creazione di un documento congiunto che dimostri quanti sia fondamentale l’Università degli Studi del Sannio per tutto il nostro territorio. Queste le decisioni prese nel corso di un tavolo istituzionale tenutosi questa mattina nella sala Giunta di Palazzo Mosti e convocato ieri dal sindaco di Benevento, Fausto Pepe. Si è discusso in merito alla riforma dell’Università voluta dal Ministro Mariastella Gelmini che pure numerose proteste ha fatto scoppiare da parte di ricercatori e studenti dell’Ateneo sannita. Blocco degli esami, delle sessioni di laurea e assemblee pubbliche per la facoltà di Ingegneria e di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali per discutere della questione. Sembra che oggi un passo in avanti sia stato compiuto, almeno sul fronte dell’ascolto istituzionale. Rappresentanti politici sanniti di entrambi gli schieramenti, infatti, hanno deciso di incontrarsi e scambiarsi pareri e visioni sulle possibilità di risoluzione della situazione.

Oltre al sindaco Pepe erano presenti Nunzia De Girolamo e Nicola Formichella, parlamentari del PDL, Costantino Boffa e Mario Pepe, deputati del PD, il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, il rettore dell’Università degli Studi del Sannio, Filippo Bencardino, l’assessore Luigi Boccalone, il preside della Facoltà di Ingegneria, Filippo De Rossi, Luigi Iannelli e Daniele Davino, ricercatori di Ingegneria e i docenti Gerardo Canfora, Gaetano Cantiniello e Gaspare Lisella.

A spiegare le motivazioni che hanno indotto alla riunione dell’assemblea è stato proprio il primo cittadino: “Il tavolo è nato da un’istanza sul piano locale di studenti, docenti e ricercatori. Tentiamo in tal modo di far conoscere i sentimenti dei movimenti studenteschi affinché i parlamentari sanniti si facciano interpreti della situazione a livello nazionale. E’ necessario un rilancio dell’Università. Probabilmente oggi il Consorzio ha esaurito la sua funzione anche se in passato è stato determinante e si dovrebbe immaginare un nuovo organismo, come una Fondazione. Tutto questo dovrebbe essere portato avanti nell’ottica di un ragionamento con il Governo e la Regione affinché possa essere scritto un nuovo accordo di programma”.

Prendendo la parola, la De Girolamo ha sottolineato di aver incontrato già nei giorni scorsi la Gelmini e che a breve, mercoledì prossimo, avrà un nuovo appuntamento con il Ministro proprio per discutere di Benevento. “Dobbiamo immaginare – ha affermato -, forse essendo anche un po’ egoisti, un intervento ad hoc che tuteli il nostro Ateneo. Un aspetto sul quale mi vorrei poi soffermare è il modo in cui il Comune deciderà di utilizzare i beni demaniali. C’è da riflettere, infatti, sulla possibilità di un progetto condiviso che riguardi proprio l’Università e che potrebbe interessare l’ex Monopolio Tabacchi con la sua riqualificazione, mettendo in campo, dunque, anche qualche progetto coraggioso”.

Nel suo excursus la parlamentare del Pdl ha, inoltre, annunciato la nomina che ci sarà a breve per Pietro Esposito (attuale dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, NDR) a dirigente dell’Ufficio regionale. De Girolamo ha, quindi, rivolto ai presenti una domanda: “Cosa possiamo chiedere io e Formichella alla Gelmini?”.

A rispondere prontamente è stato il rettore Bencardino che ha spiegato quali sono i problemi dell’Università. Principalmente due: di organico, per il sottofinanziamento e di assetto edilizio. Ha giudicato, dunque, positiva l’idea dell’utilizzo dell’ex Monopolio Tabacchi al Rione Ferrovia “per il quale potremmo cedere altri immobili, come ad esempio la struttura in Via Calandra”. Infine Bencardino si è detto convinto della necessità di creare un Consorzio o una Fondazione in modo che possa esserci un dialogo permanente tra gli Enti locali e l’Università.

Per De Rossi la soluzione potrebbe essere individuata nel riconoscimento, in ambito nazionale, che l’Ateneo sannita è di recentissima costituzione, fornendo una deroga e non applicando i tagli previsti. Anche il presidente Cimitile ci ha tenuto a evidenziare che l’Università del Sannio è “nata con il più piccolo stanziamento di fondi che si sia mai visto nella storia. E’ da qui che deve partire tutto il ragionamento. Sarà importante, dunque, la costituzione di un documento congiunto che dimostri quanto sia fondamentale l’Università per il territorio”.

Subito concorde, tra gli altri, si è detto Boffa: “L’obiettivo che dobbiamo porci – ha sostenuto – è la creazione di una piattaforma condivisa sull’Università di Benevento, individuando anche gli strumenti indispensabili: un nuovo accordo di programma per l’Università e la ricerca”. Non un accordo ‘al ribasso’, ha evidenziato Fausto Pepe, ma un patto che parta dalle ambizioni dell’Università rispetto al territorio.

Come detto alla riunione erano presenti anche alcuni rappresentanti dei ricercatori di Ingegneria. Tra questi a prendere la parola è stato Davino: “La nostra protesta con il blocco degli esami è servita per far comprendere la situazione anche agli studenti che oggi sono, sicuramente, molto più fieri del loro Ateneo. Noi condividiamo i principi della riforma Gelmini, come quello del merito applicato alla valutazione dei docenti, ma non le modalità di realizzazione. L’impressione che abbiamo, infatti, è che non vi sia ascolto”.
G.P.



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