18/05/2010 :: 15:15:49

Tarsu: per le associazioni non è giustificato l'aumento dei costi. Asia e Comune spieghino. Pepe: valuterò


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La presentazione del dossier sulla Tarsu
La presentazione del dossier sulla Tarsu

Nostro servizio - Lunga la conferenza stampa, corposo il dossier: l'aumento della Tarsu (Tassa rifiuti solidi urbani), patito dai contrubuenti beneventani a fine marzo, è stato l'oggetto dell'incontro di questa mattina a Palazzo Mosti, nella sala consiliare. Oratori: Gabriele Corona, presidente di ‘Altrabenevento-associazione per la città sostenibile contro il malaffare’, Antonio Medici, presidente dell’associazione ‘Palazzo di città’, Maurizio Zeoli, coordinatore del Codacons di Benevento e Renato Siciliano della segreteria provinciale del sindacato Flaica-Cub.

Al centro della discussione, l’incremento del 72% della Tarsu per il 2009 da pagare quest'anno al Comune di Benevento. Analizzate delibere di Giunta, di Consiglio e conti di bilancio anche dell’Asia, l'azienda speciale d'igiene ambientale che svolge il servizio di spazzamento e raccolta. Secondo i rappresentanti delle citate associazioni e sindacati, in effetti, sarebbe tutora possibile diminuire o, in alcuni casi eliminare alcune voci in bilancio, in modo che l’aumento per il 2009 risulti al massimo del 20%. In sostanza al Comune di Benevento hanno chiesto: di sospendere l’esecutività della delibera sulla Tarsu, di rideterminare i costi sulla base del bilancio consuntivo che a breve dovrebbe essere presentato dall’Asia, di chiarire le ragioni d'alcuni aumenti apparsi poco comprensibili (richiesta quest'ultima estesa anche alla medesima Asia).

All’incontro era presente anche il sindaco Fausto Pepe che, dopo aver ascoltato l’esposizione dei dati, ha dichiarato che gli stessi saranno approfonditi e presi seriamente in considerazione. Non ha mancato, però, di puntualizzare che - attualmente - l’Asia presenta dei ‘bilanci verità’, al contrario di quanto accaduto negli anni passati.

“L’esposizione di oggi – ha dichiarato in esordio Corona – è frutto di un complesso lavoro d'esame degli atti. La polemica sull’aumento della tassa rifiuti si è sviluppata quando le richieste di pagamento sono giunte a casa dei cittadini, ma la questione era nota già un anno fa”.

“La vicenda – ha spiegato Zeoli – è nata con la delibera n. 102 dell’11 maggio 2009, quando la Giunta Comunale stabilì che il costo del servizio preventivato per il 2009 per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, era pari a € 15.193.876. Nel bilancio di previsione approvato pochi giorni dopo, il 25 maggio 2009 con la delibera n. 20, si stabilì poi che la Tarsu da riscuotere per lo stesso anno ammontava a € 17.472.957”. Così suddivise le varie voci:  € 15.193.876 per il costo del servizio; € 1.519.388 per l’addizionale comunale (10%) e € 759.694 per l’addizionale provinciale (5%).

“La tassa chiesta ai cittadini nel 2008 – ha proseguito Zeoli -, invece, era stata pari a € 10.120.000, comprendeva l’addizionale provinciale del 2% (€ 190.000) ed era inferiore al costo del servizio stesso per € 60.000.000, prevedendo di coprire la differenza attraverso il recupero dell’evasione. Allora, noi del Codacons chiedemmo conto di ciò al Comune, attraverso una lettera inviata a giugno 2009. Benevento, infatti, risultava avere la ‘tassa per residente’ più alta tra i capoluoghi di provincia. Non ricevemmo, però, alcuna risposta”.

E’ toccato, quindi, a Medici analizzare e illustrare quali sono, a loro volta, le voci che compongono i previsti € 15.193.876 per il costo del servizio: “Sono essenzialmente tre. La prima è il corrispettivo Asia di € 10.918.600 (nel 2008 il costo è stato di € 6.900.000); c’è poi il conferimento in discarica di € 4.000.000 e altre spese non meglio identificate di € 275.276.

Le somme che il Comune trasferisce all’Asia corrispondono a tre diversi conti: pagamento del corrispettivo del servizio; acquisto di beni d’investimento e copertura delle perdite. Dagli atti del 2008, risulta che il Comune ha pagato all’Asia € 7.813.824 a titolo di corrispettivo del servizio; € 1.259.000 in conto investimenti (macchinari e attrezzature) e € 1.669.676 per copertura perdite, mediante il conferimento dell’immobile in Via Ponticelli che, quindi, non è più proprietà del Comune.

L’aumento di 4 milioni di euro dei costi dell’Asia dal 2008 al 2009 sono dovuti a una serie di inspiegabili incrementi: lavaggio dei veicoli aziendali (da € 12 a € 70.000); smaltimento pneumatici e frazione umida, effettuato dal Comune, (da € 6.200 a € 606.500); sistema informativo (da € 740 a € 30.000)...Unica voce in diminuzione è il carburante (da € 362.670 a € 270.000)”.

“Tra i costi previsti per il 2009 – ha proseguito Medici - ci sono, inoltre, quelli per gli ammortamenti che rappresentano la quota annuale del costo di acquisto di automezzi, macchinari o lavori alle sedi. Non dovrebbero essere inseriti nella Tarsu, perché i beni cui si riferiscono sono stati già pagati con fondi ad hoc dal Comune nel 2008.

Altro aumento del 17% è stato registrato sul personale. L’Asia nel 2008 ha assunto 14 dipendenti dell’azienda Ecoservice che effettuava la raccolta di carta, cartone e altri materiali con un ricavo dichiarato nell’ultimo bilancio disponibile, quello del 2006, pari a € 628.139. Nella previsione 2009 dell’Asia invece i ricavi dalla vendita di materiale differenziato sono di soli € 376.520 con un incremento dello 0,53% rispetto al 2008. Com’è possibile se, al contrario, si prevede di aumentare la raccolta differenziata? In ogni caso l’Asia vende in proprio i materiali differenziati, incassando i relativi ricavi. I cittadini, dunque, a nostro avviso, non devono pagare i costi sostenuti per la raccolta di quei materiali che vanno scomputati dal corrispettivo del servizio pagato dal Comune”.

Altro dato su cui gli oratori si sono soffermati nel corso della conferenza è stato il costo per il conferimento in discarica. Nel 2008 era pari a € 1.897.000, mentre nel 2009 è, come detto, di € 4.000.000. L’aumento è del 111%!

“L’incremento – ha affermato Corona – potrebbe essere dovuto a una penale che il Comune mette in conto di dover pagare, se non giunge al 25% di raccolta differenziata. Ma se tale soglia è stata raggiunta, come si legge in una deliberazione di Giunta del 27 ottobre 2009, perché il Comune prevede di non riuscirci più? Perché i cittadini devono pagare il costo di una penale inesistente?”.

“Anche l’inizio della raccolta porta a porta – ha aggiunto Zeoli – è una motivazione debole per giustificare gli aumenti. Essa, infatti, è partita il 23 novembre 2009, solo in qualche quartiere periferico e solo per un mese e mezzo!”.

Stando, dunque, al dossier presentato e ai calcoli fatti dalle associazioni e dal sindacato, il costo del servizio aggiornato sarebbe pari a € 11.845.404, a fronte dei € 15.193.876 con un aumento 'solo' del 20% rispetto al 2008. A essere eliminate dal corrispettivo Asia: le voci corrispondenti agli ammortamenti, allo smaltimento pneumatici e frazione organica e ai materiali differenziati con rispettiva Iva. Previsti per il conferimento in discarica € 2.400.000 (circa 500mila euro in più del 2008). Secondo i 4 rappresentanti andrebbe cancellata anche l’addizionale comunale che già nel 2008 non c’era e diminuita dal 5% al 2% quella provinciale.

Il sindaco Fausto Pepe, come sopra anticipato, ha dichiarato che interverrà in maniera più approfondita non appena avrà fatto verificare i dati, ma ha tenuto a sottolineare che “l’Asia non ha mai avuto un bilancio vero, nel senso che, in passato, quando Benevento era amministrata dal centrodestra, a suo avviso, c’era un bilancio di previsione volutamente basso per cui negli ultimi anni si sono dovute fare molte variazioni per coprire le perdite”.

“Anche le addizionali comunale e provinciale – ha concluso il primo cittadino – non sono state inventate da noi, così come la grave crisi nello smaltimento dei rifiuti degli ultimi anni. L’incremento del 111% per il conferimento in discarica, in particolare, è dovuto da un’addizionale di problemi. Fra questi, i conferimenti non pagati precedentemente. E’ necessario, in ogni caso, un approfondimento e non sono in difficoltà nel farlo. Che bilancio verità sia”.
Grazia Palmieri

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