30/07/2010 :: 15:1:51

Tre sedute serali di laurea in Piazza Roma: 29 studenti hanno discusso la tesi


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Il preside Filippo De Rossi, attorniato dai tutti i docenti, ha spiegato le ragioni dell’iniziativa – una delle tente, in queste settimane in cui si discute del Disegno di Legge Gelmini - a studenti e genitori che affollavano la piazza.

 “La cultura prima di tutto - ha detto - per sperare nel futuro per voi giovani che state tagliando il traguardo della laurea, e vi affacciate al mondo del lavoro con la voglia di contribuire a cambiare il nostro paese. Cambiare, uscire dalla crisi sarà possibile solo investendo in istruzione, non tagliando i fondi a scuola università e ricerca. Non è vero che i docenti non lavorano, che non sono valutati, che non sono presenti, che non sono disponibili per gli studenti. Proprio gli studenti possono testimoniare quanta attenzione ricevono dai docenti, sempre presenti ai corsi, disponibili nel tutorato, attenti nella valutazione soprattutto in realtà universitarie piccole, come quella rappresentata dall’Ateneo sannita”.

33 docenti per le 3 commissioni, 29 allievi, circa 500 familiari sono stati attori e spettatori assistendo, con l’aiuto delle immagini proiettate su 3 schermi, alla presentazione delle tesi di laurea. Nel discorso finale i 3 presidenti di commissione, chiedendo scusa per il disagio per laureati e famiglie, hanno ribadito l’esigenza di un’università statale di qualità che si garantisce con risorse umane e finanziarie adeguate, non con i tagli.

“Poi, a mezzanotte – spiega in una nota Vincenzo Delli Veneri, della Flc Cgil - i docenti, con il preside in testa, hanno riposto le sedie e i tavoli nella sede del Dipartimento, hanno riavvolto il lungo striscione pendente dai piani alti della struttura su cui, in un linguaggio di programmazione, veniva spiegato l’effetto devastante per l’università dei provvedimenti Gelmini-Tremonti concludendo la serata tutti insieme in pizzeria”.

“Grazie a tutti voi – conclude Delli Veneri - della Facoltà di Ingegneria che ci avete dimostrato che insieme si può diffondere una informazione diversa per far capire cosa si vuole colpire, cosa si vuole smantellare: la fabbrica di cervelli. Vogliono toglierci la speranza che i nostri figli abbiano la possibilità di contribuire al riscatto delle nostre terre, ad un futuro migliore fatto di consapevolezza e conoscenza”.

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