
Dopo l’ammissione dello Stato palestinese all’Onu, gli Stati Uniti hanno approvato due leggi federali che impongono all’amministrazione di non finanziare le organizzazioni che accettino la Palestina come membro. Per l’Unesco, come conseguenza immediata, si è aperta una voragine di 65 milioni di dollari, il 22% del bilancio. Oggi, in un’intervista al quotidiano 'La Stampa', la direttrice generale dell’organismo, Irina Bokova, lancia l’allarme: “L’Unesco rischia la morte finanziaria, o nella migliore delle ipotesi, la paralisi operativa”. Il rischio è che molti programmi subiranno l’effetto della crisi e che alcuni progetti saranno addirittura cancellati.
Ultima modifica 14/12/2011 alle ore 12:29