Universita' e impresa, Agriges premia i giovani laureati in biotecnologie industriali

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La società sannita "Agriges" da anni collabora con l’Università degli Studi di Napoli Federico II sponsorizzando il Premio Giovani Laureati in Biotecnologie Industriali.

Sono le risorse umane la chiave della competitività. Per ottenere un vantaggio competitivo, gli imprenditori sanno bene che devono costantemente investire sulla forza lavoro. Per alcuni profili, in particolare quelli di alto livello - dove ciò che conta sono le competenze e le conoscenze – i più lungimiranti si affidano ad Università all’avanguardia per selezione figure professionali capaci di assicurare nuovo slancio al business dell’impresa.

Per raggiungere traguardi inediti e di successo, la società sannita "Agriges" da anni collabora con l’Università degli Studi di Napoli Federico II – Scuola Politecnica e delle Scienze di Base – sponsorizzando il Premio Giovani Laureati in Biotecnologie Industriali, che ha visto premiati – durante una cerimonia svoltasi venerdì 16 presso l’Ateneo Federiciano.

“Parliamo di corsi di studi che si distinguono nello scenario nazionale per la multidisciplinarietà degli insegnamenti offerti – ha evidenziato il coordinatore, Antonio Marzocchella – che permettono agli studenti di leggere le potenzialità del mondo microbico/enzimatico in chiave chimica/biochimica/microbiologica e di applicarle con cognizione in processi industriali, dal settore energetico al risanamento ambientale, dallo sviluppo di nuove molecole funzionalizzate mediante biosistemi alla produzione ecosostenibile di chemicals”.

Per Renata Piccoli, l’apprezzamento di tale figura professionale nel mondo lavorativo “è testimoniato dalla presenza dei laureati in varie realtà produttive. La produzione di fertilizzanti biologici, è uno dei settori in cui queste figure possono esprimere la loro competenza e da anni la Agriges ha apprezzato le capacità dei laureati e crede nella loro collaborazione”.

La società sannita ha infatti da tempo scelto di percorrere la strada della ricerca e dell’innovazione, nella sua missione volta al trasferimento di conoscenza e allo sviluppo tecnologico. “Solo attraverso una stretta interazione tra ricerca e mercato – afferma Pio Guarino finance manager e responsabile mercati esteri – è possibile orientare i ricercatori verso la ricerca di soluzioni immediatamente fruibili dal tessuto produttivo locale. Nostro compito è di valorizzare l’attività formativa avanzatafornendo sbocchi professionali gratificanti a laureati e ricercatori. Far tornare i cervelli italiani è irrealistico, bisogna però incentivare i giovani che ancora sono in Italia a non cercare altrove soluzioni permanenti. Il nostro team aziendale, infatti, conta più di 10 ricercatori coinvolti a ogni livello under 40”.



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