Veltroni ai beneventani: 'Sbagliate sul premier ma non sul sindaco!'. Fausto Pepe per la seconda volta a battesimo

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Nostro servizio - "Può capitare di sbagliare nello scegliere il presidente del Consiglio - ed è capitato -, ma non si deve sbagliare sindaco, pena la qualità della vita!". Così, Walter Veltroni, ex segretario nazionale del Partito Democratico, ha strappato più applausi nel gremito Teatro Massimo di Benevento, da lui raggiunto per sostenere la candidatura a sindaco di Fausto Pepe.

Sul palco abbiamo visto sfilare una donna e due uomini ma una è stata l'analisi fondante dei differenti interventi: noi beneventani piangiamo una Regione matrigna. Lo ha annunciato la rappresentante della Federazione provinciale Giovani Democratici, lo ha ribadito Fausto Pepe, lo ha sottolineato Walter Veltroni.

"La Regione non si degna di conoscere le peculiarità della nostra terra - ha infatti attaccato la giovane democratica -. Il fallimento della sua politica nel Sannio è trasversale, nei Trasporti, nei Rifiuti, nella Sanità".

"E' possibile che un governatore eletto un anno fa non abbia trovato un'ora di tempo per visitare la nostra città, una delle province campane - ha invece urlato Fausto Pepe -?". Infine, la conferma veltroniana: "L'Italia è fondata sui Comuni, primo luogo della realtà politica. Qui Caldoro non ci ha mai messo piede. E' assurdo!".

Veltroni ha rilevato altre anomalie caratterizzanti la posizione del Sannio in Campania: "La vostra è una delle città italiane che funziona. Voglio soffermarmi su due dati. Avete la raccolta differenziata al 65%. Una cifra importante su scala nazionale. Certo, ci sono i 'Comuni ricicloni' che segnano punti percentuali maggiori ma hanno in genere un minor numero di abitanti. Passeggiando per Benevento si vedono tutti i vostri risultati. In secondo luogo, è importante la sicurezza di Benevento. Qui la condizione è molto diversa rispetto alle altre province campane. Qui quei poteri che succhiano la linfa non sono riusciti ad entrare".

L'ex segretario democratico ha così ricordato la situazione odierna di Fondi, comune laziale al confine con la Campania: "Ieri sono stato lì. Il Comune su richiesta del prefetto doveva essere sciolto per infiltrazioni mafiose. Anche il Ministro dell'Interno Maroni aveva chiesto che si addivenisse allo scioglimento. Poi è accaduto l'incredibile. Il Governo si è messo di mezzo e per la prima volta una richiesta di scioglimento per mafia non è stata accolta. Questo per dirvi che il fenomeno delle mafie e ormai piaga laziale, lombarda, nazionale. La mafia, la camorra hanno un loro protocollo da applicare: prima droga, usura, racket; poi passano al movimento terra e la controllo dei mercati ortofrutticoli e infine si comprano la politica dicendo la candidato 'ti garantisco voti e soldi per la campagna elettorale'. Loro in tal modo si garantiranno ciò che vogliono: appalti. Qui, a Benevento, la gente, il territorio hanno impedito l'afflusso di queste forze".

Poi, le attenzioni di Veltroni si sono concentrate su Pepe: "Fausto, non c'è niente di più bello che fare il primo cittadino. E' difficile che un 'buon sindaco' sia al contempo antipatico, scostante. Il buon sindaco deve essere affabile, generoso, sensibile. Al contempo bisogna avere la capacità di decisione e di autonomia. Per questo può capitare di sbagliare nello scegliere il presidente del Consiglio - ed è capitato -, ma non si deve sbagliare sindaco, pena la qualità della vita! Perché le elezioni comunali sono le più calde? Perché i cittadini sanno che un buon sindaco migliora la qualità della vita!".

E' pure giunto l'affondo di Veltroni alla coalizione Patto per il Territorio, sostenitrice del candidato sindaco Carnmine Nardone: "Quando Costantino Boffa, Mario Pepe, Umberto Del Basso De Caro mi hanno spiegato la situazione (la notte tra il 12 e il 13 aprile 2011, 21 consiglieri comunali di Benevento hanno deciso di dimettersi per far sciogliere il Consiglio e far cadere l'allora sindaco, Fausto Pepe, privato della maggioranza per 6 defezioni, nelle ultime settimane, NDR) venutasi a creare sono rimasto allibito. Chi fa cadere il governo della propria cittadina a un mese dalle consultazioni elettorali compie un atto di arroganza, dimostra di non credere nella capacità di discernimento della propria comunità" . Bisogna dire basta al trasformismo!

Il Parlamento italiano sembra il Grand Hotel dove ognuno entra ed esce a proprio piacimento! Basta con l'idea che il potere sia un fine e non un mezzo. Se è solo un fine, allora è l'inizio della fine. Non si partecipa per vincere, ma si vince per cambiare. Qui a Benevento spero che non si ceda a soluzioni improvvisate (il riferimento è alla coalizione di Viespoli, Mastella e Santamaria, ndr), destinate a sciogliersi come neve al sole. Gente che viene da esperienze opposte insieme? Non funziona! Un in bocca al lupo a Fausto, affinché possa continuare a essere punto di riferimento dell'impegno. Si tratta di scegliere il miglior sindaco possibile: vi auguro di non perdere questa bella esperienza. E' lui la garanzia del cambiamento".

Lo stesso Veltroni non ha lesinato cambiamenti. Evidente, ad esempio, il suo attaccare il premier Silvio Berlusconi a differenza della sua campagna come candidato a presidente del Consiglio nel 2008 quando scelse, senza molta fortuna, di ignorarlo. A tre anni di distanza vediamo invece come l'umorismo lo abbia esercitato proprio sull'inquilino di Palazzo Chigi. "Vengo da Napoli - ha chiosato Veltroni -. Berlusconi lunedì manderà l'esercito per i rifiuti. Ma ascoltiamo le sue parole. 25 Gennaio 2008: 'I rifiuti - dice Berlusconi nell'anno della sua elezione - saranno la prima cosa che risolveremo'; 27 Marzo 2008: 'Risolvo i rifiuti ion 3 mesi altrimenti è colpa mia'; 4 luglio 2008: 'Entro il 20 luglio risolvo tutto, Napoli sarà più pulita di Tokio'. Una sola cosa è evidente - ha esclamato sorridendo Veltroni - qualsiasi cosa nomini o tocchi accade l'irreparabile! Basti pensare a Mubarak (caso Ruby, ndr) o a Gheddafi!. Questo è il suo modo di governare, raccontando balle!".

E sulle pecche dell'avversario si è concentrato Fausto Pepe nel suo intervento. Aveva appena finito di ringraziare Boffa, Erasmo Mortaruolo, Del Basso De Caro, Mario Pepe e il PD tutto per l'appoggio e il sostegno che la folla scattata in piedi (sulle note della 'Canzone popolare' di Fossati, improvvisamente esplosa dagli altoparlanti, a mo' di incitazione) gli ha annunciato l'arrivo di Veltroni, subito sul palco ad abbracciarlo. Anche Pepe ha ricambiato l'abbraccio, con le sue parole: "La mia vicenda amministrativa e personale ha avuto una svolta: la tua campagna nel 2008. Avvertivo delle criticità rispetto a Mastella che aveva appena fatto cadere il Governo Prodi. Allora, decisi di salire su un palco, il tuo, all'Arco di Traiano. Ho sempre pensato che il PD fosse l'unico a poter cambiare il paese. In chiave locale è la stessa cosa. In genere la politica tende ad accaparrarsi i giovani. Qui a Benevento cosa succede? Il Comune viene finalmente amministrato da una nuova classe dirigente e chi si ritrova contro? Quelli che militano da 20, 30 e 40 anni!".

Pepe poi è passato all'esposizione articolata del suo programma non prima di evidenziare l'assenza delle proposte del candidato Nardone: "Il suo è un programma raffazzonato, poco credibile. Nardone negli anni mi ha parlato, per i rifiuti, di dissociazione molecolare, gassificatori ma poi ha solo permesso l'apertura di nuove discariche nel Sannio per i rifiuti del Napoletano. Tanto che Napoli crede che aprire discariche a Benevento sia un gioco da ragazzi. Non vorrei che la mancanza di un governo della città fino alle elezioni favorisca proprio una decisione regionale in tal senso! Che dire poi di Ciriaco De Mita, da loro invitato nel Sannio per insultare la classe politica locale e per presentarci Viespoli, Mastella e Nardone! Non li conoscevamo!".

Poi, i risultati e le promesse: "Abbiamo raggiunto il 65% di raccolta differenziata. Vedete, se fallisce il piano rifiuti in una città è colpa del sindaco, dell'amministrazione. Non vogliamo pagare le colpe di Napoli. La Regione per i fondi europei 2007/2013 sta ancora, nel 2011, nella fase della programmazione! Così come ci siamo rimboccati le maniche per non pagare le colpe di un Governo che ha abbandonato vergognosamente il Sud. Anche nel Sannio abbiamo avuto l'effetto Gelmini con i precari della scuola, anche qui le aziende hanno chiuso. Ma abbiamo messo su un Welfare locale, reinserendo i mobilitati in deroga per la differenziata, per la cura del verde.

Noi completeremo l'avviato comparto culturale, perché abbiamo scelto un ruolo per Benevento, città di cultura, di servizi, dell'Università. Questi elementi concorrono al presidio della legalità. L'Unesco si sta riunendo per decidere se togliere al Centro Storico di Napoli il suo riconoscimento, purtroppo. Si sta però pure riunendo per decidere se assegnarlo a Benevento. Questa è la differenza, tra fare e abbandonare! Vogliamo creare un Ente Fiera gestito da cooperative locali, vogliamo rafforzare le aziende perché col federalismo fiscale i Comuni dovranno vivere solo garzie al proprio territorio.

 A differenza di Nardone vogliamo che Benevento diventi polo energetico ma non per la produzione di energia a opera di privati ma per il risparmio energetico di tutti! L'accento non sulla produzione ma sul risparmio. Dicono che siamo fortissimi. Per vincere al primo turno però c'è bisogno dell'aiuto di tutti. Bisogna che ognuno parli col proprio familiare. Non deve vincere il trasformismo. Solo così il 15 e il 16 maggio potremo davvero festeggiare!".
Tiziana Nardone



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