Arcos. Le testimonianze del Tempio d'Iside. Inaugurata la nuova sezione Egizia

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La nuova Sezione Egizia con le testimonianze del Tempio d'Iside di Benevento è stata presentata stamani dal presidente della Provincia Aniello Cimitile, dall'assessore alla cultura Maria Felicia Crisci, dalla consulente scientifica del Museo del Sannio Maria Luisa Nava e dalla Dirigente del Settore Cultura della Provincia Pierina Martinelli. Nella nuova sede della Sezione presso il Museo Arcos del capoluogo sannita si apre nel pomeriggio di oggi alle 18 con una mostra, dal titolo ‘Iside, la scandalosa e la magnifica. Viaggio nel mito tra reale e virtuale’, con una intera ala del Museo Arcos dedicata all’esposizione dell'imponente materiale lapideo proveniente dal Tempio beneventano alla dea Iside, uno dei più importanti luoghi di culto del Mezzogiorno, attivo per secoli fino almeno all'Editto di Costantino e all'Editto di Tessalonica (dunque fino al V secolo d.C.). Lo spostamento della Sezione Egizia del Tempio di Iside dalla sua originaria collocazione nei locali del Museo del Sannio al vicino Arcos è stata decisa dalla Giunta provinciale, presieduta da Cimitile, perché, così ha detto il presidente, si intende istituire in città un vero e proprio ‘Triangolo magico’ in pieno centro, con il primo caposaldo consistente nella Chiesa di Santa Sofia - Patrimonio Unesco, con annesso Chiostro, Museo del Sannio e ‘Giardino del Mago’ di Dalisi; un altro caposaldo consistente nell'Hortus Conclusus del Maestro Mimmo Paladino alla sommità di vico Noce; ed, infine, il terzo, appunto, in Arcos con le testimonianze della dea Iside: il tutto in pochissime decine di metri. Cimitile ha detto che con i nuovi spazi a disposizione per Iside si intende valorizzare uno dei tratti fondamentali e fondanti la storia religiosa e culturale pagana della città di Benevento, successivamente trasfigurati e trasmigrati anche in quella cattolica. “L'uso delle tecnologie innovative del 3D, affidate alle eccellenze locali, ma internazionali, di Spin Vector e Arguzia - ha quindi affermato Cimitile - intende offrire al passato e alle nostre radici di acquisire un percorso capace di accreditarsi e rivalutarsi agli occhi delle generazioni più giovani. L'iniziativa si inserisce comunque in una più complessa strategia di politica culturale dell'Ente Provincia che è finalizzata a riportare alla luce i gangli vitali della storia e dell'identità culturale locale e che presto si caratterizzerà anche con la donazione alla città di un'opera d'arte dedicata ad Arechi II, il principe longobardo che diede slancio alla capitale Benevento. L'aver connotato Arcos (Museo di arte contemporanea) di una Sezione Egizia non significa averlo snaturato - ha quindi detto Cimitile - né aver abbandonato i percorsi espressivi del nostro tempo perché anzi la Provincia metterà al più presto a disposizione degli artisti moderni una sezione della ex Caserma Guidoni”. L'assessore Maria Felicia Crisci, dal canto suo, ha affermato che “la nuova Sezione Egizia consente di istituire una simbiosa perfetta e di alto profilo con il profondo ed ancestrale rapporto di Benevento con la dea Iside e le esigenze delle moderna comunicazione attraverso le meraviglie della realtà virtuale. La Città e la provincia di Benevento - ha proseguito la Cresci - sono luoghi di cultura, ma anche la popolazione deve diventare sempre più consapevole della straordinarietà del patrimonio culturale, artistico ed archeologico che il territorio custodisce”. Annunciando l'istituzione di un biglietto unico di ingresso alla rete museale provinciale, la Crisci ha quindi affermato che la Provincia intende perseguire una politica di relazione e di sinergia con gli altri enti pubblici affinché i beni culturali locali diventino il caposaldo dello sviluppo socio-economico locale. La consulente scientifica Nava ha quindi ripercorso la storia del Tempio d'Iside di Benevento che ha definito il più ricco tra quelli dedicati alla dea e sicuramente da considerare come uno dei poli d'interesse internazionale per lo studio di questo culto andato avanti per secoli e secoli. La Nava, ricordato che le statue del Tempio beneventano provenivano direttamente dall'Egitto, ha auspicato che rinasca l'interesse mondiale su un patrimonio beneventano così rilevante: la nuova Sezione intende, a suo giudizio, valorizzare gli aspetti misterici, intimamente connessi al culto di una dea che lottò contro la morte per riavere il marito, ma anche quelli connessi ad una rivalutazione complessiva della figura della donna nella società. La Nava ha quindi illustrato la ricollocazione di ogni singola testimonianza secondo la originaria visione voluta dall'Imperatore Diocleziano. “La dea Iside fu scandalosa e magnifica - ha quindi detto la Nava - perché in lei convivevano il Bene, il male, la perversione e la grandezza, l'amore e la determinazione”.



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