Arie: il rock, l’istinto creativo e il nuovo album

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“L’Aria, la parte solista di un’opera, è la forza che spinge ogni singolo membro del gruppo a guardare dentro la propria personale esperienza per asportarne quasi chirurgicamente un’interiorità e un’individualità da mettere a disposizione di questo legame artistico, di questo progetto musicale rincorso con dedizione e passione”. Questo lo spunto da cui nasce il nome di battesimo degli Arie, rock band campana formatasi nel 2001 da un bisogno interiore dei tre componenti di creare qualcosa di personale e originale con cui esternare pensieri e stati d’animo.

La band, formata da Ivan Romano (voce e basso), Rino Blanco (chitarra) e Crescenzo Raucci (batteria), vede nel rock il punto di partenza stilistico della propria produzione, eppure i brani degli Arie conservano una forte autonomia espressiva. “Non ci sentiamo legati a parametri ben precisi - affermano i membri della band -. I nostri brani risultano molto diversi tra di loro, non solo nel genere ma anche nella struttura e nella composizione. Siamo molto liberi e istintivi da questo punto di vista”.

Riguardo le esperienze più formative, la band campana sottolinea che nel percorso artistico ogni circostanza, anche negativa, può essere importante e utile ai fini della crescita musicale. Poi aggiunge: “Nel nostro caso le esperienze in sala di registrazione hanno avuto un impatto maggiore sul nostro modo di fare musica. Ad un certo punto abbiamo ritenuto più produttivo chiuderci in sala prove piuttosto che dedicarci ad eventi live. Le strutture adeguate e pronte per organizzare eventi di un certo valore sono pochissime e, cosa non meno importante, chi organizza è spesso interessato a ben altri fattori che poco si intonano con la parola musica”.

Fra le più grandi soddisfazioni artistiche avute finora gli Arie sottolineano la gioia di essere stati inseriti con il brano "Il Vero Scopo Della Luna" nella compilation I-ndipendente pubblicata dalla nota etichetta Edel (il brano è presente anche su ITunes). “Far parte di una compilation di un'etichetta di questa levatura – sostengono in proposito - è stata una bella, piccola, grande soddisfazione!”.

L’attività in sala d’incisione ha sempre avuto un ruolo importante nel percorso musicale della band campana sin dai primi mesi di attività del gruppo. “Molti brani non sono entrati nelle track list degli album per ragioni che anche noi oggi ignoriamo”, raccontano gli Arie sorridendo.

Il primo progetto ufficiale della band è scaturito da una co-produzione con lo studio di registrazione "MusicAperta" di Caserta ed ha dato vita nel 2003 al primo album "Qualcosa Importante", un lavoro dal sapore pop-cantautorale distribuito durante i concerti e “con l'aiuto delle nostre sole forze, grazie alle quali siamo riusciti a vendere circa 1000 copie”.

Il neonato album Cenni da Basilisco ha invece il marchio e “il sapore della nostra terra”, spiegano i tre musicisti. “Abbiamo voluto intraprendere un percorso di sfida: creare qualcosa di veramente nostro. Tutte le fasi più delicate del disco sono state affidate a persone a noi in qualche modo vicine, così abbiamo gestito personalmente le registrazioni nella nostra cantina, occupandoci delle delicate (e noiosissime) fasi di editing, con le notti passate in cuffia a creare arrangiamenti, sequenze, campioni, suoni, senza mai abbandonare al caso alcuna nota. Non ci siamo affidati a un ‘freddo’ studio di registrazione. La ragione è che crediamo che nessun grande fonico potesse sapere realmente cosa ci girava per la testa e cosa intendevamo trasferire fedelmente in note, suoni, atmosfere”. Il nome dell’album sta ad identificare tutto ciò che schernisce la società contemporanea, il male che sotto forma di sorrisi e falso buonismo si è impadronito anche dei più semplici gesti quotidiani degli individui. “Il basilisco come figura mitologica e simbolo del male più oscuro, dotato di poteri malefici - dicono gli Arie -. Cenni da Basilisco sta proprio a indicare i segnali per nulla confortanti che giungono da ogni respiro della nostra società, corrotta e priva dei valori più naturali”.

L'album contiene 10 tracce inedite, molte delle quali nate spontaneamente da piccole improvvisazioni e/o idee direttamente durante le prove, che si susseguono a creare “un viaggio tra sonorità malinconiche, cupe e avvolgenti, miscelate a rabbiosi e graffianti spunti di libera espressione di un'anima rock mai doma e finalmente tradotta in musica”. Il disco è stato mixato da Angelo Cioffi, “nostro fonico di fiducia”, e masterizzato al Nautilus di Milano. “Abbiamo girato il videoclip del brano Saddasanà sotto la direzione di Gianfranco Marchese, mentre il progetto grafico è stato ideato da Emanuele La Russa, art director e nostro storico amico. Siamo molto orgogliosi di questo lavoro”.

E ora? Sogni, obiettivi, progetti? “Sicuramente tra i sogni inseriamo sempre quello di non smettere mai di fare musica, considerando i tempi che corrono… Tra gli obiettivi immediati c'è l'uscita del nuovo album magari con un'etichetta che possa aiutarci a diffondere la nostra musica. Tra i progetti, invece, non escludiamo quello di creare una nostra etichetta indipendente. Per ora è solo un pensiero... ma alquanto ricorrente!”. E allora… ad maiora!
Link: www.arieweb.it
Carlotta Nobile



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