"Global Strike for Climate", studenti in piazza per salvare pianeta e futuro - FOTO

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Oltre 2000 le piazze di protesta in tutto il mondo, per lo sciopero contro i cambiameni climatici. 

Fridays For Future” questo lo slogan che gli studenti stanno utilizzando in 123 paesi del mondo, in 2050 piazze e che hanno portato in strada oggi, 15 marzo, in occasione del “Global Strike for Climate” anche a Benevento. Una mobilitazione senza precedenti, per salvare il pianeta e rivolgersi ai potenti. Una mobilitazione che vuole portare l’attenzione sul cambiamento climatico, la devastazione ambientale ed i rischi che incombono sul territorio. Ad ispirare gli studenti è stata l’azione di Greta Thunberg, la sedicenne svedese che lotta contro il “climate change” e proposta per il Premio Nobel per la Pace.

Con loro, con gli studenti del Movimento d'Azione Studentesca Collettiva che ha promosso l’iniziativa in città, anche il L@p Asilo 31, alcuni partiti, attivisti, associazioni, genitori e gli studenti dell’Unisannio.Un momento che ha voluto segnare anche il lancio di quello che da qui ad una settimana si vivrà a Roma, con il grande corteo nazionale in programma il prossimo 23 marzo. Ad aprire il corteo, uno striscione: “Non esiste un pianeta B” per ribadire l’importanza della salvaguardia di un ecosistema che vive un continuo attacco. 

Il corteo, oltre 200 i partecipanti - è stata anche una risposta al ministro Bussetti che nei giorni scorsi aveva detto: "si va a scuola regolarmente" - è partito da Piazza Risorgimento ed ha raggiunto poi Piazza Roma dove si è svolto un incontro su quelli che sono i “rischi” ai quali si va incontro sul piano climatico ed ambientale e sulle grandi emergenze come la “Terra dei Fuochi”. Lo hanno ricordato, gli studenti, l’attacco al clima non si ferma solo con la diminuzione dei gas serra, con la diminuzione nell’utilizzo dei combustili fossili e l’abbandono di un modello “capitalista” che prova a trarre continui profitti a discapito del pianeta ma passa anche dalla tutela del territorio e delle risorse. Il riferimento va inesorabilmente all’eolico selvaggio, alle trivellazioni, alle pendici meridionali del Matese sventrate, all’utilizzo sfrenato di plastica.

Insomma, gli studenti chiedono a gran voce un cambio di rotta, che sia un cambio ecologista, vogliono farlo come sempre – nelle lotte – a partire dai luoghi in cui vivono e cioè scuole ed università, lo gridano forte in una Regione che per anni ha subito l’orrore delle ecomafie, degli sversamenti illeciti e sui profitti tratti in merito al ciclo dei rifiuti.

“Molto spesso le richieste di cambiamento non vengono ascoltate – spiega Antonio De Concilio del MASC – vogliamo considerazione ed una manifestazione mondiale è qualcosa di estremamente forte. Noi siamo la generazione che sarà interessata dai cambiamenti climatici siamo scesi in strada per far capire che è possibile fare qualcosa, anche a Benevento”.

“Noi studenti siamo scesi in piazza per la marcia mondiale per il clima. Lanciata dall'attivista svedese Greta Thunberg con il movimento Fridayforfuture – ha spiegato Glauco Rampone - l'iniziativa è stata raccolta dal Movimento d'Azione Studentesca Collettiva e manifestata con il corteo di stamattina. Tutti noi ne conosciamo le motivazioni, tutti noi sappiamo quali problemi attanagliano le nostre terre, eppure nessuno fino ad ora è sembrato preoccuparsene seriamente. Con il corteo di oggi, abbiamo cercato di diffondere anche a Benevento uno spirito diverso, e crediamo, nel nostro piccolo, di esserci riusciti. Ormai non c'è più tempo. Non esiste un pianeta B. Siamo l'ultima generazione che può cambiare le cose”.

“Il clima non resta ad aspettare” urlavano gli studenti e loro non resteranno con le mani in mano. Chiedono di essere ascoltati, chiedono di poter agire per cambiare e riscrivere quel futuro che gli appartiene e che hanno il diritto di difendere. Loro, sono l'unica generazione che può ancora fare qualcosa. 

M.P



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