8 Marzo: La Festa delle Donne e la lotta per i Diritti di genere

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La Festa della Donna, o meglio Giornata Internazionale della Donna, non è solo una festa, ma un momento di riflessione e di lotta per l'uguaglianza di genere. L'8 marzo si celebra il progresso compiuto dalle donne nel corso dei decenni in termini di diritti sociali, economici e politici, ma serve anche a denunciare le discriminazioni e le violenze che ancora le affliggono in molte parti del mondo.

La ricorrenza dell'8 marzo, nota come la Festa della Donna, ha diverse sfaccettature e significati in diverse parti del mondo. Originariamente, questa giornata commemorava le lotte delle donne per i propri diritti, in particolare per il diritto al voto e per migliori condizioni lavorative. Le origini esatte della festa sono legate a eventi storici significativi, come il tragico incendio alla Triangle Shirtwaist Factory a New York nel 1911, dove persero la vita molte operaie tessili.

Oggi, la Festa della Donna è un momento per celebrare i successi raggiunti dalle donne in vari ambiti della vita, inclusi il lavoro, la politica, la cultura e la società. È anche un'opportunità per riflettere sulle sfide ancora presenti e per rinnovare l'impegno verso l'uguaglianza di genere.

È importante celebrare l'8 marzo perché ci ricorda che le lotte delle donne per l'uguaglianza sono ancora attuali e che c'è ancora molto lavoro da fare per eliminare discriminazioni e disparità di genere. In molte parti del mondo, le donne continuano a lottare per avere accesso all'istruzione, alla sanità, al lavoro dignitoso e a una partecipazione piena e paritaria nella società e nella politica.

Nonostante i progressi ottenuti, le donne non hanno ancora raggiunto la piena parità di genere in molti ambiti. Per questo è importante continuare a celebrare l'8 marzo, per commemorare le conquiste del passato, ricordando le battaglie combattute e le donne che hanno sacrificato la propria vita per i diritti di tutte. Sensibilizzare l'opinione pubblica mantenenendo alta l'attenzione sulle discriminazioni e le violenze che le donne subiscono.
Promuovere il cambiamento spingendo per l'attuazione di politiche che favoriscano l'uguaglianza di genere in tutti i settori della vita sociale.

Nonostante gli indubbi traguardi raggiunti nella società occidentale, le donne ancora non hanno raggiunto la parità salariale, sono sottorappresentate nei ruoli di potere e decisionali, e subiscono violenze fisiche e psicologiche in modo sproporzionato. Per poter celebrare l'8 marzo degnamente, è necessario quindi colmare il divario salariale, le donne dovrebbero guadagnare lo stesso stipendio degli uomini a parità di lavoro. Aumentare la rappresentanza femminile, le donne dovrebbero avere perciò più opportunità di accedere a ruoli di potere e decisionali in tutti i settori. 

Infine, ma non da meno, occorre sradicare la violenza contro le donne. Per ottenere questo risultato serve un impegno costante per contrastare ogni forma di violenza fisica, psicologica e sessuale contro le donne. Purtroppo la cronaca è ancora piena di episodi di violenza che turbano l'opinione pubblica, ma puntualmente continuano a ripetersi.

In occasione dell'8 marzo, si parla sovente di diritti delle donne. Perché? Quali sono i diritti specifici non sempre garantiti alle donne? Con quali politiche sociali si potrebbe ovviare a tali carenze? Cosa si fa in Europa in tale ambito e cosa manca in Italia per garantire pienamente i diritti delle donne nel campo della realizzazione sociale e del lavoro?

Si parla dei diritti delle donne perché storicamente le donne hanno affrontato discriminazioni e disparità di trattamento in molte società. I diritti delle donne si riferiscono a una serie di diritti fondamentali che sono essenziali per garantire loro un trattamento equo e paritario in tutti gli aspetti della vita.

Alcuni dei diritti specifici non sempre garantiti alle donne includono:

  • Diritti riproduttivi - Il diritto delle donne a decidere liberamente sulla loro salute riproduttiva, compresa l'accessibilità a servizi di salute riproduttiva e contraccezione.
  • Parità di retribuzione - Nonostante vi siano leggi che proibiscono la discriminazione salariale di genere, le donne continuano a guadagnare mediamente meno degli uomini per lo stesso lavoro.
  • Accesso all'istruzione e alla formazione - In molte parti del mondo, le ragazze e le donne incontrano ancora ostacoli nell'accesso all'istruzione di qualità e alle opportunità di formazione professionale.
  • Diritti politici e partecipazione - Nonostante i progressi, le donne sono ancora sottorappresentate nei ruoli decisionali politici e istituzionali.




Per ovviare a queste carenze, è necessario implementare politiche sociali mirate che promuovano l'uguaglianza di genere e rimuovano gli ostacoli che impediscono alle donne di godere pienamente dei loro diritti. Alcune politiche potrebbero includere:

  • Legislazione sulla parità di genere: Implementare leggi che garantiscono parità di trattamento e opportunità per donne e uomini in ambito lavorativo, educativo e sociale.
  • Iniziative per combattere la violenza di genere: Creare leggi e programmi che prevedano la protezione delle donne dalla violenza domestica, sessuale e di altro tipo, nonché fornire supporto e risorse alle vittime.
  • Promozione della parità salariale: Implementare misure per identificare e ridurre la discriminazione salariale di genere e garantire una retribuzione equa per lo stesso lavoro.

In Europa, sono state adottate varie politiche e iniziative per promuovere l'uguaglianza di genere e i diritti delle donne, tra cui leggi sulla parità di genere, programmi di sensibilizzazione e campagne per combattere la violenza di genere. Tuttavia, ci sono ancora sfide da affrontare e aree in cui migliorare, compresa l'attuazione più efficace delle leggi esistenti e un maggiore impegno per garantire una reale parità di genere in tutti gli aspetti della vita sociale ed economica.



In Italia, nonostante siano state adottate diverse misure per promuovere l'uguaglianza di genere, ci sono ancora importanti lacune nella realizzazione dei diritti delle donne, specialmente nel campo della realizzazione sociale e del lavoro. Alcune delle aree in cui mancano progressi includono la parità di retribuzione, la rappresentanza politica delle donne, l'accesso alle opportunità di carriera e la conciliazione tra lavoro e vita familiare.

Quella delle politiche familiari, infatti, è una delle vere sfide che l'Italia non ha mai effettivamente affrontato, sebbene - nel tempo - siano stati scritti fiumi di parole nei vari programmi dei partiti politici. Politiche familiari attente alle esigenze delle donne, infatti, significa potenziare tutta quella serie di servizi che ruotano intorno al mondo femminile e dell'accudimento dei figli. Servono quindi asili nido, servizi di trasporto e mensa scolastica; tempo pieno per le scuole, ma anche tener conto dell'incidenza dei costi di una famiglia con più figli, siano essi in età scolare o prescolare.

Tutti servizi o incentivazioni fiscali che richiedono investimenti ingenti, in rapporto al PIL, da parte del governo e che in parte, grazie al PNNR sembrava poter assicurare. Investimenti, però, che sinora non sono stati mai all'altezza delle esigenze del paese. Basti comparare la spesa sociale del PIL italiano per tali politiche rispetto a quelle messe in campo da altri paesi europei.

Per garantire pienamente i diritti delle donne, è necessario quindi un maggiore impegno politico e sociale, insieme a politiche e programmi mirati che affrontino le specifiche sfide che le donne affrontano nella società italiana contemporanea.

Spesa per Politiche Sociali in Europa
(Media 2019-2023)

Paese Spesa Totale (% PIL) Scuola (% PIL) Asili Nido (% PIL)
Sostegno Donne
/Famiglie (% PIL)
Italia 27,90% 4,60% 0,20% 2,30%
Germania 31,20% 5,30% 0,70% 3,20%
Francia 32,40% 6,20% 0,80% 4,50%
Svezia 32,80% 7,10% 1,20% 4,70%
Regno Unito 22,90% 4,10% 0,40% 2,70%
Media UE 27,10% 4,90% 0,60% 3,10%

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