Eolico nel Tammaro, associazioni: "Rispettare divieti delle aree tutelate dalla Comunita' Europea"

9:50:30 1989 stampa questo articolo
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Chiesto lo stop dei lavori di costruzione degli impianti eolici nei comuni di Circello, Morcone e Santa Croce del Sannio.

Altrabenevento con Alessandra Sandrucci e Vincenzo Fioretti, il Fronte Sannita per la Difesa della Montagna con Pinuccio Fappiano ed il Comitato Pro Sannio con Simona Di Maria hanno chiesto che vengano rispettati i divieti di eseguire lavori nelle aree tutelate dalla Comunità Europea.

Infatti, spiegano, “Nel periodo che va da aprile a giugno sono interdetti i lavori nelle aree oggetto di tutela da parte della Direttiva Habitat della CEE. Il DPR n.357/1997 e successive modifiche, attuativo della Direttiva CEE ‘Habitat’, vieta infatti di catturare o uccidere esemplari delle specie protette nell'ambiente naturale, perturbare tali specie, in particolare durante tutte le fasi del ciclo riproduttivo o durante l'ibernazione, lo svernamento e la migrazione nonché di raccogliere collezionare, tagliare, estirpare o distruggere intenzionalmente esemplari vegetali nella loro area di distribuzione naturale”.

Non una presa di posizione qualunque ma ponderata. Anche perché, “È in questo periodo – aggiungono – che avviene il ciclo di riproduzione della fauna e il passo dell'avifauna migratoria, oltre alla fioritura delle specie vegetali. Le disposizioni di legge richiamate e le singole autorizzazioni regionali impongono il divieto di eseguire lavori nel rispetto delle norme di tutela”.

La richiesta di stop, arriva, perché: “sono attualmente in corso i lavori per la costruzione dei parchi eolici nei comuni di Circello, Santa Croce del Sannio e Morcone, tutti compresi nelle aree del sito di importanza comunitaria denominato Pendici Meridionali dei Monti Mutria”. Per questo Altrabenevento, Fronte Sannita per la difesa della Montagna e Comitato Pro Sannio hanno provveduto a richiedere alle autorità competenti: “il rispetto della normativa comunitaria e nazionale e delle prescrizioni contenute nei singoli decreti autorizzativi regionali che impongono il fermo dei lavori a aprile a giugno”.



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