Migranti: un anno dalla strage di Cutro, le famiglie denunciano il governo

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Commemorazioni e proteste nell'anniversario del naufragio.

Cutro – A un anno dal naufragio di Cutro, in cui morirono 88 migranti, i familiari delle vittime hanno annunciato che denunceranno il governo italiano per omissione di soccorso e per i danni subiti in conseguenza della tragedia. L'annuncio è stato dato durante le commemorazioni che si sono svolte nella cittadina calabrese.

Le famiglie accusano il governo di non aver fatto abbastanza per fermare le morti in mare e di aver ostacolato il lavoro delle organizzazioni umanitarie che soccorrono i migranti. "Il governo italiano ha il sangue sulle mani", ha detto uno dei familiari. "Non ci fermeremo finché non otterremo giustizia".

Anche Frontex, l'agenzia europea per la gestione delle frontiere, potrebbe essere citata in giudizio. Le famiglie accusano Frontex di non aver coordinato adeguatamente i soccorsi e di aver respinto i migranti in mare, violando il diritto internazionale.

Nel corso delle commemorazioni, ad alcuni dei familiari delle vittime è stato impedito di tornare a Cutro. La polizia ha fermato un autobus che li stava portando in città, sostenendo che non avevano il permesso di entrare.

La strage di Cutro è stata una delle più gravi tragedie del Mediterraneo degli ultimi anni. Il barcone su cui viaggiavano i migranti è naufragato a poche centinaia di metri dalla costa calabrese. A bordo c'erano circa 200 persone, tra cui molte donne e bambini.

Le reazioni

Il governo italiano ha respinto le accuse delle famiglie delle vittime. "Abbiamo fatto tutto il possibile per evitare questa tragedia", ha detto il ministro dell'Interno. "Non ci sono responsabilità da parte del governo".

Le organizzazioni umanitarie hanno invece espresso solidarietà alle famiglie delle vittime e hanno chiesto al governo di cambiare le sue politiche migratorie. "L'unica vera risposta a queste tragedie è quella di aprire canali di ingresso legali e sicuri per i migranti", ha detto un portavoce di Medici Senza Frontiere.

La situazione in Italia

L'Italia è uno dei principali punti di ingresso per i migranti che cercano di arrivare in Europa. Nel 2023, sono sbarcati in Italia oltre 34.000 migranti. Il governo italiano ha adottato una serie di misure per contrastare l'immigrazione clandestina, tra cui l'aumento dei controlli in mare e la riduzione dei fondi per le organizzazioni umanitarie.

Le nuove politiche del governo italiano sono state criticate dalle organizzazioni umanitarie, che le accusano di essere inumane e di mettere a rischio la vita dei migranti.



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