Papa Francesco incontra la diocesi di Benevento: "Siete tanti, sembra una canonizzazione" - FOTO

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Giornata importante per l’arcidiocesi di Benevento che questa mattina si è recata a Roma per incontrare Papa Francesco. Oltre 2500 i fedeli partiti dal Sannio, guidati dall’arcivescovo mons. Felice Accrocca, per approdare nella Basilica di San Pietro, prima della consueta udienza in Sala Nervi. Una sorta di “visita di cortesia”, dopo quella che il Pontefice nello scorso marzo fece nella terra natia di San Pio ed a Pietrelcina in occasione del 50° anniversario dalla morte del frate e nel centenario dell’apparizione delle stimmate permanenti.

Papa Francesco rivolgendosi ai fedeli beneventani ha detto: “Siete venuti in tanti, sembra una canonizzazione” ed ha poi ringraziati il vescovo, i sindaci ed i presenti. Francesco ha poi voluto ringraziare per “la calorosa accoglienza” riservatagli in quella circostanza. “Non dimentico mai quella giornata – ha detto – come pure non dimentico tanti ammalati che ho salutato, è rimasta nel mio cuore quella visita. Il ricordo di quell’evento, carico di significato ecclesiale e spirituale, ravvivi in ciascuno la volontà di approfondire la vita di fede, nel solco degli insegnamenti del vostro illustre e santo conterraneo Padre Pio. Egli si distinse per salda fede in Dio, ferma speranza nelle realtà celesti, generosa dedizione alla gente, fedeltà alla Chiesa, che ha sempre amato con tutti i suoi problemi e le sue avversità. Mi fermo un po’ su questo. Lui ha amato la Chiesa, con tanti problemi che ha la Chiesa, con tante avversità, con tanti peccatori. Perché la Chiesa è santa, è la sposa di Cristo, ma noi, i figli della Chiesa siamo tutti peccatori – e alcuni grossi! – ma lui ha amato la Chiesa come era, non l’ha distrutta con la lingua, com’è di moda farlo adesso. No! Lui ama. Quello che ama la Chiesa sa perdonare, perché sa che lui stesso è peccatore e ha bisogno del perdono di Dio. Sa sistemare le cose, perché il Signore vuole sistemare bene le cose ma sempre col perdono: non si può vivere tutta una vita accusando, accusando, accusando la Chiesa. L’ufficio di accusatore di chi è? Chi è quello che la Bibbia chiama il grande accusatore? Il diavolo! E coloro che passano la vita accusando, accusando, accusando, sono – non dirò figli, perché il diavolo non ne ha – ma amici, cugini, parenti del diavolo. E no, questo non va, si devono segnalare i difetti per correggere, ma al momento che si segnalano i difetti, si denunciano i difetti, si ama la Chiesa. Senza amore, quello è del diavolo. Ambedue le cose aveva San Padre Pio, amava la Chiesa con tutti i suoi problemi e le sue avversità, con i peccati dei suoi figli. Non dimenticatevi di questo”.

Il Papa ha poi esortato: “Vi incoraggio a comprendere e accogliere sempre più l’amore di Dio, sorgente e motivo della nostra vera gioia. Siamo chiamati a donare questo amore che cambia la vita, soprattutto alle persone più deboli e bisognose. Ognuno di noi, diffondendo la carità divina, contribuisce a costruire un mondo più giusto e solidale. Sull’esempio di Padre Pio, per favore, non stancatevi di affidarvi a Cristo e di annunciare la sua bontà e la sua misericordia con la testimonianza della vostra vita. È questo che gli uomini e le donne anche nel nostro tempo attendono dai discepoli del Signore. Testimonianza. Pensate a san Francesco - che il vostro Vescovo conosce bene - cosa ha detto ai suoi discepoli? “Andate, fate testimonianza, non sono necessarie le parole”. Alle volte si deve parlare ma incominciate con la testimonianza, vivete come cristiani, testimoniando che l’amore è più bello dell’odio, che l’amicizia è più bella dell’inimicizia, che la fratellanza fra tutti noi è più bella della guerra”.

foto: vatican.va



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