Studenti e lavoratori sfilano per le vie di Benevento. Slogan contro Salvini e il decreto sicurezza FOTO

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Manifestazione del Collettivo Studentesco e del CUB contro il decreto sicurezza di SalviniManifestazione del Collettivo Studentesco e del CUB contro il decreto sicurezza di Salvini

Corteo del collettivo studentesco e dell'Unione Sindacale di Base di Benevento contro il decreto sicurezza Salvini.

Il corteo ha preso il via questa mattina da Piazza Risorgimento; i manifestanti si sono dati appuntamento alle 9:00, e sotto l'occhio  vigile dell'apparato di sicurezza - costituito da Carabinieri Polizia e Municipale - si sono avviati sfilando per le strade della città.

Ne hanno avuto per tutti, lanciando slogan sia contro la Lega e il ministro Salvini in particolare che contro gli alleati di governo grillini, responsabili tutti di uccidere la cultura. Gli slogan, principlamente sono tutti contro Salvini e la Lega accusati di odio e razzismo. I manifestanti rivendicano inoltre il diritto allo studio e per questo avversano anche "La Buona Scuola" e l'istituto dell'Alternanza Scuola Lavoro che forse, per loro, più di tutte ne costituisce il vessillo.

L'Unione Sindacale di Base ha partecipato al corteo insieme agli studenti. La loro rappresentanza, leggermente distaccata, si apre in coda al gruppo dei ragazzi. Nei loro slogan si leggono "Uniti nelle lotte per il diritto al lavoro e al salario", rivendicano la dignità del lavoro e della casa ed ancora "No alla repressione delle lotte e libertà di manifestare". Significativo lo slogan riportato su uno dei cartelli, in cui rivendicano il diritto alla casa: "Mai più case senza gente mi più gente senza casa".

La manifestazione si è tenuta in contemporanea con le tante analoghe svolte in molte città d'Italia. Al centro della protesta i tagli all'Istruzione, oltre al modello ed all'idea di diritto allo studio che il governo ha in mente. Gli studenti, di fatto, percepiscono una mancanza di sensibilità verso il loro mondo, il mondo della scuola che dovrebbe formare le future generazioni dando loro un futuro. Ecco, loro non vedono né questo, né il presente. Una delle accuse è anche il trascurare la situazione critica dell'edilizia scolastica, salvo ricordarsene - da parte dei politici - e versare "lacrime da coccodrillo" nel momento di qualche sciagura "vedasi casi esemplari come i terremoti di Campobasso e dell'Aquila".



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