Violenza sulle donne, l'appello di W20: "Lo stupro sia reato"

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La delegazione italiana del gruppo di donne del G20 chiede al Parlamento europeo di respingere la nuova legge sulla violenza contro le donne perché non include lo stupro come reato.

La proposta di direttiva europea, che sarà votata ad aprile, è stata definita "inaccettabile" da Linda Laura Sabbadini, responsabile della delegazione italiana del W20. "È una vergogna che nel 2024 lo stupro non sia ancora considerato un reato in tutta Europa", ha detto Sabbadini. "Questa direttiva è un passo indietro nella lotta contro la violenza sulle donne".

"Lo stupro non può essere considerato un reato minore. È una grave violazione dei diritti umani che deve essere punita come tale". È l'appello lanciato dal W20, il gruppo di donne che rappresenta le società civili del G20, in vista della votazione al Parlamento europeo della nuova legge europea sulla violenza contro le donne.

La proposta di legge, che sarà votata ad aprile, ha sollevato numerose critiche da parte di attivisti e organizzazioni per i diritti delle donne. Una delle lacune più evidenti è l'assenza dello stupro tra i reati contemplati.

La direttiva definisce la violenza contro le donne come "ogni atto di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che causi o possa causare un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che privata". Tuttavia, non include lo stupro come reato specifico, ma lo considera solo come una forma di aggressione.

Il W20 chiede al Parlamento europeo di emendare la direttiva in modo da includere lo stupro come reato e di rafforzare le misure per proteggere le donne dalla violenza. "Non possiamo permettere che questa direttiva venga approvata così com'è", ha detto Sabbadini. "Dobbiamo fare di più per proteggere le donne dalla violenza e per assicurare che gli autori di questi crimini vengano puniti".

La violenza sulle donne è un problema diffuso in tutto il mondo. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale da parte del partner o di un altro non familiare nel corso della propria vita. In Europa, una donna su due ha subito molestie sessuali.

La mancata criminalizzazione dello stupro è un ostacolo alla giustizia per le donne vittime di violenza. In molti paesi, le donne che denunciano uno stupro non vengono credute o sono vittimizzate dalle forze dell'ordine. La mancata criminalizzazione dello stupro contribuisce anche a perpetuare la cultura dello stupro e a normalizzare la violenza contro le donne.

Il W20 è un gruppo di donne leader che si impegna a promuovere l'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne. Il gruppo ha invitato il Parlamento europeo a respingere la proposta di direttiva sulla violenza contro le donne e a rivedere il testo in modo da includere lo stupro come reato.

Le criticità della proposta di Direttiva

Oltre alla mancata criminalizzazione dello stupro, la proposta di Direttiva è stata criticata anche per altri aspetti. Tra le criticità più evidenti, l'assenza di una definizione armonizzata di violenza di genere a livello europeo, la scarsa attenzione alle violenze subite dalle donne migranti e con disabilità, e la mancanza di adeguati stanziamenti per le misure di prevenzione e contrasto.

Le richieste del W20

Il W20 ha formulato una serie di richieste al Parlamento europeo per migliorare la proposta di Direttiva. Tra queste:

  • L'inclusione dello stupro tra i reati contemplati dalla Direttiva;
  • L'adozione di una definizione armonizzata di violenza di genere a livello europeo;
  • Maggiore attenzione alle violenze subite dalle donne migranti e con disabilità;
  • Adeguati stanziamenti per le misure di prevenzione e contrasto.

Il voto al Parlamento europeo

Il voto sulla Direttiva è previsto per aprile 2024. Il W20 invita le donne e gli uomini di tutta Europa a mobilitarsi per chiedere al Parlamento europeo di approvare una Direttiva che sia davvero efficace nel contrastare la violenza contro le donne.



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