Bloccati padre e figlio: sono accusati di usura. Un idraulico di S. Lorenzo li ha denunciati

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Usura, appropriazione indebita, tentata estorsione e porto abusivo di arma da fuoco. Con queste accuse il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Benevento, su conforme richiesta della locale Procura della Repubblica, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di padre e figlio ed eseguita ieri dai carabinieri di Cerreto Sannita. Agli arresti domiciliari è finito un agricoltore di 65 anni mentre per il figlio, disoccupato di 47 anni, è scattato il carcere.

L’ordinanza è stata emessa al termine delle indagini partite il 10 settembre dello scorso anno quando un idraulico di San Lorenzo Maggiore si è rivolto ai carabinieri di Cerreto Sannita perché stanco delle continue vessazioni a cui era costretto da un gruppo di soggetti che gli avevano elargito somme di denaro con tassi di interesse che andavano ben oltre la soglia prevista dalla legge.

Gli investigatori hanno accertato che la soglia di interessi usurari praticata variava dal 30 al 50% annui. Inoltre, tra il 2001 e il 2008, oltre all'idraulico, sono state identificate anche altre vittime, tra le quali compaiono commercianti e anche pubblici amministratori di San Lorenzo Maggiore. A novembre, a seguito di una perquisizione domiciliare, a uno dei due uomini, è stata rinvenuta e sequestrata la somma di 133.550 euro e 4 assegni bancari per complessivi 46.360 euro, ritenuti provento dell'attività illecita.

Per i carabinieri "l'inchiesta ha rivelato, ancora una volta, con quanta violenza i responsabili dell'usura pressavano le loro vittime per la restituzione in tempi brevi delle somme cedute in prestito, addirittura arrivando a intimidirle con l'esplosione di colpi d'arma da fuoco”.



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